Integratori alimentari e farmaci a volte bisticciano: ecco gli abbinamenti da evitare

Assumi farmaci? Tieni a mente che alcuni integratori potrebbero interferire con le terapie, compromettendone l’efficacia o aumentando il rischio di effetti indesiderati. Scopri le combinazioni proibite

Integratori alimentari e farmaci a volte bisticciano: ecco gli abbinamenti da evitare
Foto: 123RG

Gli integratori alimentari sono una tendenza consolidata tra chi punta a prendersi cura del proprio benessere. Eppure la scelta di assumerli spesso avviene in autonomia, senza rivolgersi a un medico o a un farmacista. Una lacuna da non sottovalutare. «Anche se questi prodotti contengono sostanze come estratti vegetali, vitamine, sali minerali e, come tali, sono considerati naturali e sicuri, hanno pur sempre un’azione farmacologica», avverte il dottor Luca Pasina, farmacologo, ricercatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano. «Non va mai sottovalutata l’eventualità che possano interagire con eventuali farmaci che si assumono in contemporanea». Alcuni mix, infatti, sono insospettabilmente a rischio e in grado di compromettere salute e terapie. Leggi e scopri quali sono.

Ginkgo biloba

«Meglio evitare la combinazione fra integratori a base di ginkgo biloba, utilizzati per migliorare le performance cerebrali durante la terza età oppure come tonici antistanchezza, e i Fans, antinfiammatori tipo acido acetilsalicilico, ketoprofene o diclofenac, soprattutto se si assumono con molta frequenza», mette in guardia il dottor Emilio Minelli, esperto in medicina tradizionale cinese, agopuntura e medicina integrata a Milano.

«Risultano rischiosi anche i mix con gli antiaggreganti piastrinici come la cardioaspirina, prescritti per la prevenzione degli eventi cardiovascolari, e anticoagulanti tipo il warfarin, utili per chi soffre di fibrillazione atriale e vuole prevenire gli ictus. La pianta ne potenzia gli effetti, rendendo il sangue ancora “più fluido” e aumentando il rischio di sanguinamenti, anche in caso di piccole ferite, o addirittura di emorragie».

Iperico

«Utilizzato per contrastare i disturbi dell’umore, l’iperico può riservare qualche spiacevole sorpresa se combinato con la pillola anticoncezionale, perché ne riduce la copertura nei confronti di gravidanze indesiderate», spiega il dottor Pasina. Quindi, se lo si utilizza ma non si desidera un bebè, meglio associare sempre il preservativo al contraccettivo orale.

Per evitare di correre il rischio di effetti ridotti, no anche alla combinazione fra iperico e antidiabetici, farmaci antirigetto a base di ciclosporina e chemioterapici. «La pianta attiva il citocromo P450, accelerando il metabolismo di alcuni farmaci e rendendoli meno efficaci», continua l’esperto.

«Da evitare anche la miscela fra integratori a base di questa pianta salva-umore con la digossina (utilizzata per l’insufficienza cardiaca) e gli antidepressivi. Il motivo? Ne aumenta gli effetti, con il rischio di causare aritmie anche pericolose, oppure innescare reazioni da sovradosaggio con nervosismo, eccitazione, tremori, angoscia, nausea e sudorazione abbondante». Ma l’alternativa c’è. «Orientarsi su integratori antiansia che non riservano sorprese come withania somnifera, passiflora, lavanda o melissa. Devi assumerli tassativamente almeno a 4 ore di distanza dai farmaci», suggerisce Minelli.

Liquirizia

«Nota per la sua azione digestiva e depurativa e per le proprietà toniche, questa pianta si combina male con i cortisonici utilizzati per le malattie infiammatorie croniche come artrite reumatoide, asma bronchiale o morbo di Crohn. Oltre a ridurne gli effetti, aumenta l’eliminazione del potassio attraverso le urine. Il rischio è causare stanchezza muscolare ma anche pericolose aritmie cardiache», spiega il dottor Minelli.

«Per lo stesso motivo, gli integratori che la contengono non vanno associati ai digitalici, impiegati per lo scompenso cardiaco. Attenzione ad assumerli anche se si soffre di pressione alta e la si cura con farmaci ipotensivi. La liquirizia facilita gli innalzamenti pressori e rischia di ridurre gli effetti del medicinale. Una scelta sicura per garantirsi un’iniezione di energia, in questi casi, è la rhodiola rosea, pianta siberiana che toglie la stanchezza e dona il buonumore».

Potassio

Formulato spesso in combinazione con il magnesio, risulta indicato quando si suda molto, specie d’estate o dopo un’intensa sessione di attività fisica, per mettersi al riparo da stanchezza e crampi muscolari.

«Gli integratori che lo contengono non vanno assunti a cuor leggero da chi è in cura con alcuni antipertensivi (i diuretici risparmiatori di potassio come quelli a base di spironolattone, i sartani e gli Ace-inibitori). Creano infatti un accumulo di potassio nell’organismo che può scatenare debolezza muscolare, dolore addominale e diarrea, fino a causare aritmie cardiache», avverte il dottor Pasina.

Calcio

«Utili per mantenere il benessere dello scheletro, gli integratori a base di calcio non vanno associati ai bifosfonati (farmaci per l’osteoporosi): generano un mix che riduce l’assorbimento del minerale e quello del medicinale», suggerisce Pasina. «Gli stessi effetti si verificano se il calcio viene assunto insieme ad alcuni antibiotici (tipo i fluorochinoloni e le tetracicline) prescritti per combattere le infezioni. Ne vanificano l’azione, facendo risultare inefficaci le cure», conclude il dottor Pasina.

Attenzione al pompelmo

Anche se non è un integratore, spesso il succo di pompelmo viene usato per ottimizzare le cure depurative. Ma serve cautela, perché può aumentare l’azione di diversi farmaci. «Capita se viene mixato con statine, benzodiazepine o calcio-antagonisti (usati per la cura della pressione alta)», spiega il dottor Emilio Minelli. Il risultato: un aumento degli effetti collaterali di questi medicinali come dolori muscolari, sonnolenza e crisi ipotensive.