Fibrillazione atriale

Alterazione del ritmo cardiaco caratterizzata dalla scomparsa del normale ritmo sinusale, sostituito da contrazioni degli atri rapide (da 400 a 600 al minuto) e inefficaci, che causano la contrazione irregolare e spesso troppo veloce dei ventricoli; viene detta anche aritmia completa. Cause Sono svariate e comprendono la maggior parte delle patologie cardiovascolari, alcune malattie broncopolmonari […]



Alterazione del ritmo cardiaco caratterizzata dalla scomparsa del normale ritmo sinusale, sostituito da contrazioni degli atri rapide (da 400 a 600 al minuto) e inefficaci, che causano la contrazione irregolare e spesso troppo veloce dei ventricoli; viene detta anche aritmia completa.


Cause

Sono svariate e comprendono la maggior parte delle patologie cardiovascolari, alcune malattie broncopolmonari che coinvolgono il cuore e squilibri metabolici come l’ipertiroidismo. Può essere inoltre provocata da alcuni farmaci, tra cui quelli che accelerano la frequenza cardiaca.


Sintomi e segni

Il malato non sempre avverte la fibrillazione atriale, ma percepisce palpitazioni. Il problema può anche essere associato ad angina pectoris, provocata dall’accelerazione del ritmo cardiaco o da insufficienza cardiaca o, infine, essere svelato da una complicanza embolica: l’assenza di una contrazione efficace degli atri provoca l’arresto o il rallentamento del sangue in quella zona e il rischio di formazione di emboli o trombi, suscettibili di migrare nella circolazione.


Diagnosi

Si effettua tramite il rilevamento del polso e, in particolare, con l’auscultazione cardiaca prolungata, che permette di constatare la presenza di battiti irregolari. L’elettrocardiogramma conferma la diagnosi.


Trattamento e prognosi

Il trattamento può essere farmacologico, volto a rallentare la cadenza delle contrazioni ventricolari (digitalici, b-bloccanti) o a ripristinare un ritmo regolare (antiaritmici). Una cardioversione può essere utile per regolarizzare le contrazioni cardiache. A volte, prima di questa operazione si esegue un’ecografia transesofagea, per verificare che non si siano formati trombi nell’atrio sinistro. I farmaci antiaritmici sono molto utili nella prevenzione delle recidive. Di solito, nella fase acuta, viene temporaneamente associato un trattamento anticoagulante, che può essere prolungato quando la fibrillazione diventa permanente (fenomeno piuttosto frequente nel soggetto anziano) per prevenire il rischio di formazione di trombi e di embolia periferica.Se ben controllata, la fibrillazione atriale permette una lunga sopravvivenza. La prognosi dipende dalla cardiopatia soggiacente.