Dolore tra le scapole dopo pranzo: le cause e l’esercizio giusto
Dopo aver mangiato di gusto una classica pasta al pomodoro, senti un dolore fastidioso tra le scapole? Tipo una fitta dietro lo sterno, a livello del dorso? Sembra muscolare ma in realtà ha origine viscerale. Ecco da cosa dipende e cosa fare

È l’ora della pausa pranzo. Dopo aver mangiato di gusto una classica pasta al pomodoro, senti un dolore fastidioso tra le scapole. Che mal di schiena! Che sarà mai? «L’esofago e le strutture del torace, come le coste e i muscoli intercostali, condividono alcune vie nervose comuni», chiarisce il dottor Pietro Marconi, fisioterapista esperto in esercizio terapeutico e movimento a Milano. «Quando l’esofago è irritato dai succhi gastrici, come accade nel reflusso, il cervello può confondere questo segnale e interpretarlo come un dolore dorsale».
Il risultato? Una sensazione di bruciore o una fitta nella parte alta della schiena, che sembra muscolare ma in realtà ha origine viscerale. Un fastidio spesso accompagnato dal classico bruciore dietro lo sterno o da una sensazione di peso sul petto.
A tavola non ti “chiudere”
Anche la postura conta, tuttavia: «Dopo i pasti si tende spesso a rimanere seduti e incurvati in avanti», continua il fisioterapista. «Una posizione che aumenta la pressione addominale e facilita la risalita dei succhi gastrici, peggiorando così il reflusso».
Ma le soluzioni non mancano. In questi casi il dottor Luca Bertini, specialista in ortopedia a Pisa, suggerisce un semplice esercizio: «Porta la punta della lingua fra i denti, quindi deglutisci. Serve a riportare lo stomaco in una posizione più “rilassata”. Basta eseguirlo una o due volte al giorno, quando non si avvertono sintomi di dolore o bruciore».
Utile anche “raddrizzare” la postura, come illustra l’esercizio eseguito qui sotto dal dottor Marconi, e lavorare sulla respirazione diaframmatica. Migliorare la mobilità del diaframma, infatti, aiuta ad “aprire” il torace, ridurre la tensione sull’esofago e favorire la digestione.
Un esercizio utile per riattivare il diaframma? In piedi, o anche da supina, attiva leggermente gli addominali. Quindi, inspirando attraverso il naso, gonfia la pancia mantenendo il petto fermo, poi espira lentamente. Prova con 3 serie da 10 ripetizioni.
• Estensioni del torace
10 X 3 serie
Accomodati su una sedia con i piedi ben piantati a terra. Fletti le braccia e porta le mani alle tempie. Le spalle sono leggermente incurvate, il viso rivolto verso il pavimento (A).
Ora, con un unico movimento e inspirando, distendi la colonna, apri i gomiti verso l’esterno fino ad allinearli alle spalle e solleva la testa, in modo da rivolgere lo sguardo davanti a te (B).
Quindi, espirando, ritorna nella posizione di partenza e ripeti. Da eseguire dopo mangiato, utile per “aprire” la gabbia toracica e favorire la respirazione.
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