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Perché gli ottimisti si ammalano di meno

L’ottimismo non è l’unico superpotere che abbiamo a disposizione per stare bene: ci aiuta ad ammalarci di meno, a vivere più sereni e rallenta anche l’invecchiamento delle cellule. Leggi qui

credits: iStock



Vedere il bicchiere mezzo pieno, essere ottimisti fa bene alla salute e ci aiuta ad ammalarci di meno. Lo dice la scienza: un recente studio condotto in Australia dal Queensland Institute of Medical Research sostiene che un atteggiamento positivo ha effetti benefici sul cervello, sul sistema cardiovascolare e può tenere alla larga gli stati infiammatori dell’organismo.

Ed è anche la tesi di un libro appena uscito, La biologia della gentilezza (Mondadori, 20 €) a cura di Immaculata De Vivo, docente di medicina alla Harvard medical school di Boston, negli Stati Uniti, e di Daniel Lumera, riferimento internazionale nella pratica della meditazione. Abbiamo chiesto ai due autori di spiegarci perché gli ottimisti si ammalano di meno.


Lo stile di vita è fondamentale

Il nostro modo di affrontare le difficoltà e la capacità di porci di fronte a un imprevisto con un’aspettativa positiva non ci aiuta solo a vivere più sereni: rallenta anche l’invecchiamento delle nostre cellule e aiuta il nostro corpo ad ammalarsi di meno. «Il nostro stile di vita conta molto più della genetica nel mantenere l’organismo in buona salute», afferma Immaculata De Vivo.

«Malattie croniche come il diabete, il cancro, le cardiopatie, i disturbi respiratori possono avere una componente genetica, ma questa non è sufficiente a determinare la comparsa di una malattia: sono i fattori ambientali a farlo. Noi scienziati diciamo che “i geni caricano la pistola, ma è l’ambiente (cioè come affrontiamo la vita) a premere il grilletto”. Lo stress e una visione pessimistica della realtà sono in grado di danneggiare le cellule del nostro organismo», sottolinea la scienziata di Harvard.

«La vitalità cellulare viene preservata dai telomeri. Queste strutture del Dna sono come dei cappucci posti alla fine dei nostri cromosomi che consentono al nostro materiale genetico di conservarsi intatto, replicazione dopo replicazione», continua l’esperta.

«A ogni duplicazione però i telomeri si accorciano un pochino, finché, esaurita la loro lunghezza, la cellula muore. È un processo del tutto naturale. La scoperta rivoluzionaria di questi anni è che l’accorciamento dei telomeri viene influenzato anche dai nostri stati d’animo. Meno siamo stressati, più tardi invecchiamo», prosegue Immaculata De Vivo. È come se ognuno di noi avesse in mano un potente strumento per vivere più sano e più a lungo.


Il potere della gentilezza

L’ottimismo non è l’unico superpotere che abbiamo a disposizione per stare bene. Un atteggiamento gentile verso il mondo, come l’altruismo, l’empatia, la comprensione, la gratitudine e la generosità sono fattori di grande aiuto.

«Tutti questi comportamenti sono un veicolo di salute fisica e mentale per noi stessi e per gli altri», prosegue Immaculata De Vivo. «Per fare un esempio, nei centri di ricerca sul cancro più avanzati del mondo si è cominciato ad adottare protocolli di supporto psicologico ai pazienti e alle loro famiglie incentrati sulla gentilezza.

Un’attitudine cortese è in grado di disinnescare le emozioni negative associate alle diagnosi di tumore e al successivo percorso terapeutico, contribuendo anche a migliorare la risposta ai trattamenti», continua la scienziata. «Inoltre, interventi basati sulla gentilezza sono stati sperimentati anche nel campo delle terapie cardiovascolari: sappiamo quanto le emozioni siano in grado di influenzare il battito cardiaco, per esempio quando siamo sotto stress.

Dopo un percorso di 8 settimane basato sulla psicologia positiva abbiamo osservato come si abbassavano la pressione sanguigna e i marcatori di infiammazione», sottolinea l’esperta. La meditazione, una medicina naturale Un altro valido alleato per una vita sana e felice è la meditazione.

«Si è visto che chi la pratica regolarmente riesce a contrastare i danni prodotti dai radicali liberi e dai processi infiammatori, responsabili delle malattie croniche», continua Daniel Lumera. «Migliora anche il tono dell’umore riducendo ansia e depressione e aumentando memoria e concentrazione. Non c’è bisogno di essere un monaco per ottenere questi risultati: bastano pochi minuti al giorno per rigenerarci completamente», conclude Daniel Lumera.


ESERCIZI PER IL BENESSERE QUOTIDIANO

  • Praticare la gentilezza è una vera e propria routine di benessere. Ogni giorno poniti l’obiettivo di compiere tre atti di gentilezza incondizionata: uno verso un essere umano, uno verso la natura e l’ultimo verso gli animali. E poi mettiti in ascolto delle sensazioni che arrivano e di come ti senti.
  • Quella proposta qui è una meditazione breve (di soli 7 minuti) che puoi imparare facilmente se segui queste istruzioni. «Siediti in una posizione comoda e rilassata, con la colonna vertebrale eretta e fai partire il timer», consiglia Daniel Lumera. «Chiudi gli occhi e porta l’attenzione alla sensazione dell’aria che entra ed esce dalle narici. Gradualmente rilassa il respiro, che diventerà sempre più lento, naturale e profondo. Inizia a osservare il tragitto che compie l’aria per arrivare ai polmoni e a ogni espirazione, lentamente, lascia andare tutte le tensioni del corpo e tutto quello che vorresti lasciare andare. Trasformare la respirazione (inspirazione-espirazione) in un atto intenzionale e consapevole ha un grande impatto sulla riduzione dello stress, sul rilassamento e sul tono dell’umore. Alla fine dei 7 minuti rimani ancora per qualche attimo in questo stato di rilassamento.


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Articolo pubblicato sul n. 21 di Starbene in edicola ad agosto 2020



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