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A correre si impara: i corsi per migliorare la tecnica ed evitare dolori e contratture

Sono sempre di più i runner, tra i 30 e i 50 anni, che si iscrivono ai corsi per migliorare tecnica e prestazioni

credits: iStock




Sono più di 6 milioni, lo fanno per rimettersi in forma e amano superare i propri limiti. Sono i runner italiani, uomini e donne che infilano le sneakers e scendono in pista, mettendosi alla prova. Adesso hanno una chanche in più per migliorare la loro performance: iscriversi ai corsi di running per correggere gli errori tecnici, quelli che poi provocano doloretti e contratture.

Proposti da professionisti certificati, insegnano le basi biomeccaniche di questo sport per correre più velocemente e a lungo, ottimizzando le energie e senza rischi. «Il nuovo trend è proprio quello di accompagnare il corridore in un percorso di consapevolezza del movimento della corsa.

Durante le lezioni e gli stage, quindi, i partecipanti imparano come appoggiare correttamente il piede, posizionare il bacino, gestire la postura di tutto il corpo, controllare la falcata e il ritmo dei passi. In questo modo si evitano le classiche patologie del running», spiega Maria Lupinc, personal trainer a Trieste e New York e runner appassionata.


Basta infortuni!

Le statistiche parlano chiaro: l’80% dei runner ha almeno un infortunio all’anno e il 70% di chi inizia è costretto a uno stop forzato nell’arco di 12 mesi di allenamenti. «Ai primi dolori ricorrenti a pianta del piede, talloni, ginocchia, bacino e schiena (per citare i più diffusi), anche i più motivati capiscono che qualcosa non va nella tecnica. E sono proprio questi, in genere, i motivi che spingono a rivolgersi a un esperto», aggiunge Edoardo Gustini, fisioterapista e posturologo a Trieste. «Gli iscritti, uomini e donne in egual misura, tra i 30 e i 50 anni, sono in aumento esponenziale», aggiunge la trainer.


È il momento del ChiRunning

Nasce dall’esperienza di Danny Dreyer, maratoneta americano tornato a correre nonostante un\'ernia al disco. È la tecnica base a cui si ispirano i corsi di running. Quattro i suoi principi fondamentali: concentrazione, percezione corporea, respirazione e rilassamento.

«In questo modo la corsa si fa lieve (circa 180 passi al minuto) come quella dei campioni keniani, e con un buon controllo del respiro e della postura. La falcata diventa fluida e i muscoli meno contratti», spiega Gary Brackett, unico master instructor italiano (chirunning.it). «La sensazione è quella di volare e di planare leggermente sulla superficie, quando il piede impatta il terreno». E gli infortuni calano: più del 50% secondo le stime del ChiRunning Usa.


Per tutti i gusti

A Firenze, il corso del team guidato dal guru del running nazionale, Fulvio Massini (fulviomassini.com), abbina corsa a Pilates, yoga e circuit training, per migliorare la consapevolezza del corpo e controllare al meglio la muscolatura.

Il gruppo di Correre Naturale (correrenaturale.com) offre workshop di una giornata, in tutta Italia, dedicati a chi ha già avuto qualche dolorino o vuole rimettersi in forma, perdendo qualche chilo.

Dura un weekend e viene proposto a Cesena il programma Top Run di Scuola Podistica (scuolapodistica.it): dopo l’analisi posturale e il controllo della soglia aerobica, si viene seguiti personalmente sul campo, poi si riceve un programma di allenamento per continuare anche da soli.

La campionessa di trail Katia Figini (katiafigini.it) organizza stage di una giornata, in tutto il Paese, dedicati alla corsa naturale, focalizzati su schemi motori e biomeccanica, arricchiti con riprese video del “prima e dopo”.

A Livorno, Survival Trail Runners (survivaltrailrunners.it) tiene seminari per chi ama i trail sui sentieri, puntando sul riconoscimento dei propri errori e l’autocorrezione.



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Articolo pubblicato sul n. 11 di Starbene in edicola dal 26 febbraio 2019

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