Spalle chiuse e schiena rigida: meglio yoga o Pilates? Gli esercizi a confronto
Qual è l’allenamento giusto per te? Confronto tra benefici, controindicazioni e risultati di yoga e Pilates, due discipline con tanti punti in comune e altrettante differenze

Con la consulenza di Sara Compagni, chinesiologa e fondatrice del programma di allenamento per donne Postura da Paura e di Fem Studio Milano
Stare molte ore seduti alla scrivania o con la testa china sul telefono ha un prezzo che spesso si manifesta allo specchio: spalle chiuse, schiena rigida, postura incurvata e una sensazione costante di tensione. Per ritrovare tonicità ed equilibrio, sempre più persone si rivolgono a discipline come yoga e Pilates. Ormai entrate stabilmente nella routine di benessere di moltissime donne, non di rado vengono confuse o messe a confronto senza una reale consapevolezza delle differenze. La domanda, allora, sorge spontanea: quale scegliere tra le due per migliorare davvero postura e tono muscolare?
Yoga o pilates? Cosa c'è da sapere
«Prima di tutto va detto che, pur essendo socialmente percepite come “light”, le lezioni di yoga e Pilates possono essere sia leggere e rilassanti che più intense e impegnative», sottolinea subito Sara Compagni (nella foto), chinesiologa e fondatrice del programma di allenamento per donne Postura da Paura e di Fem Studio Milano.
«Entrambe le discipline possono servire a tonificare, migliorare la postura e ritrovare benessere nella regione lombare o cercivale. Se l'obiettivo è quello di far fronte alle tante ore che passiamo sedute, sia yoga che Pilates sono ugualmente validi, a patto che siano davvero di nostro gradimento.
Scegliere un’attività che ci piace, infatti, aumenta la costanza con cui la pratichiamo, fattore chiave per migliorare il benessere a 360°. In caso di dolori o problemi posturali specifici, invece, la scelta migliore è quella di rivolgersi a un fisioterapista o a un chinesiologo esperto in esercizio a finalità terapeutica, per riuscire a individuare la problematica e gestirla in maniera puntuale», spiega l'esperta.
Gli esercizi a confronto
«Bisogna specificare che non c'è una disciplina migliore dell'altra», precisa la trainer.
«Parliamo di strumenti diversi con origini diverse, che rispondono a esigenze che a volte si sovrappongono e a volte no. Le differenze, inoltre, dipendono anche dallo stile dell'insegnante. In ogni caso, possiamo provare a mettere a confronto alcuni esercizi simili per la schiena».

- Setu Bandhasana e Shoulder Bridge
«In entrambi gli esercizi si assume una posizione supina, con gambe piegate e bacino sollevato da terra. Si lavora sulla tonificazione di glutei, addome e schiena.
La posizione dello yoga (Setu Bandhasana) mette maggiore enfasi sulla flessibilità della colonna, mentre nella versione del Pilates (Shoulder Bridge) si lavora di più sulla stabilità del bacino».
- Cobra e Swan Dive
«Nello yoga, il Cobra pone attenzione sulla flessibilità della schiena, con muscoli che spingono e addome che lavora.
Lo Swan Dive del Pilates, pur replicando la stessa posizione, mette meno accento sulla flessibilità e più attenzione alla stabilizzazione della posizione durante il movimento».
- Phalakasana e Plank
«Due posizioni identiche, con la stessa funzione, per le quali cambia soltanto l'intenzione in base al tipo di lezione e di insegnante».
Tra yoga e Pilates quale disciplina scegliere
Ma allora, quale tra le due proposte è preferibile scegliere? La risposta, prevedibilmente, non è univoca. «Se si desidera tonificare o migliorare la postura, entrambe sono ottime, specialmente se associate a esercizi di cardio o di forza. Per chi cerca una disciplina con una componente spirituale e meditativa, lo yoga, che coniuga cura del corpo e della mente, è sicuramente la scelta più adatta. Il Pilates, invece, è consigliato soprattutto per chi vuole raggiungere maggiore controllo motorio», afferma Sara Compagni.
Prosegue la chinesiologa: «Sia yoga che Pilates aiutano a prevenire dolori da sedentarietà, fragilità ossea e perdita di massa muscolare. Nessuna delle due, però, può ritenersi una “disciplina completa: il mio suggerimento è quello di abbinarle ad altre attività di contro-resistenza e ad allenamenti cardio-respiratori. In questo modo si otterranno numerosi benefici in termine di prevenzione per le patologie croniche».


