Yoga e Pilates a confronto: scegli la disciplina più adatta a te

Tra similitudini e differenze, l’esperta spiega cosa cambia davvero tra le due discipline (e ci aiuta a scegliere quella più adatta)



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Con la consulenza di Ilaria Tarallo, insegnante di yoga e di Pilates matwork

Quando si parla di uno, molto spesso si finisce a parlare anche dell'altro: yoga e Pilates, nell'immaginario comune, sono due discipline con tanti punti in comune. Ma sono davvero così simili come sembra?

Sì e no: pur condividendo numerosi principi, in primis un profondo lavoro sulla respirazione e una grande attenzione alla postura, hanno origini, obiettivi e approcci diversi. Più che alternativi, possono essere definiti complementari: tra similitudini e differenze, abbiamo approfondito l'argomento con la nostra esperta, che ci ha aiutato a orientarci con più consapevolezza tra queste due pratiche, sempre più diffuse nel mondo del benessere.


Yoga e Pilates: uguali o diversi?

314949«Yoga e Pilates vengono spesso messi sullo stesso piano perché, a livello visivo, possono sembrare molto simili: movimenti lenti, lavoro a corpo libero, attenzione alla respirazione, concentrazione e silenzio», racconta Ilaria Tarallo (nella foto a lato), insegnante di yoga e di Pilates matwork (conosciuta su Instagram come @ila.yoga).

«In realtà, la differenza di fondo è piuttosto marcata. Lo yoga è una pratica antichissima, che nasce in India con una forte componente spirituale e filosofica: non è solo movimento, ma un percorso che lavora anche su consapevolezza, presenza e gestione della mente. Il Pilates, invece, è un metodo molto più moderno e con un'impronta decisamente più fisica. Prende ispirazione anche da alcune posizioni dello yoga (asana), ma le rielabora in chiave più funzionale, quasi “fitness”», prosegue l'esperta.

A un occhio poco esperto, quindi, le due discipline potrebbero sembrare più affini di quanto non lo siano in realtà. «È la somiglianza estetica, data dai movimenti controllati e dalle posizioni che a volte si richiamano, che porta spesso a confonderli. Il “come” si pratica (lentezza, concentrazione, fluidità) è sicuramente simile, ma cambia molto il “perché”».


Yoga e Pilates, gli esercizi in comune

Più che di esercizi condivisi, quando si parla di yoga e Pilates sarebbe più corretto riferirsi a principi comuni. Lo spiega bene Ilaria Tarallo: «Entrambe le discipline danno grande importanza alla postura e all'allineamento del corpo, così come alla qualità del movimento. Pilates e yoga hanno in comune soprattutto la consapevolezza, il cercare di evitare automatismi nelle esecuzioni, puntando a sviluppare una connessione profonda con il corpo».

Altro punto di affinità, ma allo stesso tempo di divergenza, è la respirazione. «Si tratta di un elemento centrale sia nello yoga che nel Pilates, che rappresenta anche una delle differenze più interessanti. Nello yoga esiste un vero e proprio lavoro specifico sul respiro, chiamato Pranayama, che è una pratica a sé con tecniche che regolano l'energia e calmano la mente. Qui il respiro è uno strumento interiore, non solo fisico.

Nel Pilates, invece, la respirazione è più funzionale al movimento: viene utilizzata per facilitare l'attivazione del core, accompagnare lo sforzo e rendere gli esercizi più efficaci e sicuri».


Il lavoro sul core

Altro aspetto che accomuna le due pratiche è il coinvolgimento del core, spesso considerato il vero centro del corpo. Parliamo dell'insieme di muscoli profondi che stabilizzano il tronco e collegano parte alta e parte bassa del corpo: non solo addominali, ma anche muscoli della schiena, del pavimento pelvico e dei fianchi.

«Sia lo yoga sia il Pilates coinvolgono il core, ma con un'intenzione diversa. Nel Pilates è il centro di tutto: viene attivato costantemente per stabilizzare il corpo, proteggere la colonna e rendere ogni movimento più preciso ed efficace. Nello yoga, invece, il lavoro sul core è più “integrato”: entra in gioco per sostenere le posizioni, migliorare l'equilibrio e mantenere la stabilità, ma non è sempre il focus principale».

Prosegue la trainer: «Si potrebbe dire che nel Pilates il core è un obiettivo diretto, mentre nello yoga è uno degli strumenti che permettono di rendere la pratica più stabile e consapevole. Quando fa riferimento all'addome, l'insegnante di Pilates ci parla di power house, il centro della forza, mentre quella di yoga di Uddiyana Bandha, il “sigillo” addominale che prevede il risucchio dell'addome verso la colonna vertebrale, qualcosa di energetico oltre che muscolare».


Come integrare yoga e Pilates nella routine

Yoga e Pilates non si escludono, anzi: possono essere integrati facilmente nella stessa routine settimanale. Alternarli è spesso la soluzione più efficace: il Pilates può aiutare a costruire forza e stabilità del core, mentre lo yoga favorisce elasticità, mobilità e recupero, oltre a un maggiore lavoro sulla respirazione e sulla consapevolezza.

Anche dedicare solo poche sessioni alla settimana a ciascuna pratica può portare benefici visibili, soprattutto in termini di postura, controllo del corpo e benessere generale. L'aspetto più importante è la costanza, più che la scelta esclusiva di uno o dell'altro.

«Abbinare queste due discipline significa ottenere un corpo più forte e stabile, una maggiore mobilità e una migliore gestione dello stress. Unire due approcci diversi permette di essere davvero olistici», conferma l'insegnante.


Quale disciplina scegliere

Ma allora, tra yoga e Pilates, come si capisce qual è la scelta più adatta? La risposta non è univoca: «Dipende molto da cosa si sta cercando in quel momento. Chi ha un obiettivo fisico, come migliorare la postura, rafforzare il core o recuperare da piccoli infortuni, spesso trova nel Pilates un metodo più diretto e strutturato. Chi non teme di guardarsi dentro e sente anche il bisogno di rallentare, invece, può avvicinarsi più facilmente allo yoga, che permette di ritagliarsi un vero e proprio spazio mentale».

Conclude Ilaria Tarallo: «In generale non sono discipline in contrapposizione: più che scegliere una o l'altra, ha senso capire quale può essere più utile in una determinata fase della vita e, quando possibile, integrarle».


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