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Boxe: come si comincia ad allenarsi e a cosa fa bene

La boxe può essere un allenamento utile su più fronti: per scolpire e tonificare la figura, ma anche per scacciare lo stress e liberarsi dalle emozioni negative. La nostra giornalista ha raccolto una testimonianza

Foto: iStock



(Testo raccolto da Sabrina Commis)

Mi sono avvicinata alla boxe in un periodo di stress, un momento non facile della mia vita. Uscivo da una situazione sentimentale complicata, che mi aveva lasciato dentro tanta rabbia. Il mio carattere, timido e un po’ introverso, non mi aiutava a reagire; in più lavoro, casa e una bimba di sei anni non mi permettevano grandi scelte. Così oltre alle tensioni cresceva in me l’insicurezza. Dovevo trovare un modo sano e costruttivo per superare questa fase, gestire le emozioni negative e ricominciare con la mia vita: ho capito che una sana attività fisica mi avrebbe dato una mano. Inoltre volevo tornare in forma e tonificarmi.


Tante donne con i guantoni

Amo da sempre lo sport e pratico yoga da anni, ma volevo dedicarmi a qualcosa di nuovo. E poi avevo 7 chili da smaltire. Una mia amica si era iscritta a un corso di boxe e mi parlava entusiasta dei benefici fisici e mentali. Per me andava bene: palestra vicino a casa, con orari compatibili con i miei impegni. Tempo una settimana ed ero pronta per la lezione di prova. Mi ha subito colpita e piacevolmente sorpresa la presenza femminile sul ring. Nell’immaginario collettivo questo sport è tipicamente maschile; nella realtà non è così: sono tante le donne che sudano “al sacco”.

L’ostacolo maggiore da superare all’inizio? Per me psicologico. L’insicurezza di non farcela mi bloccava. Il mio trainer ha capito e impostato l’allenamento sulla naturalezza del gesto; mi ha lasciato libera di provare senza correggermi troppo. La prima lezione, quasi tutta a corpo libero, mi è servita per prendere confidenza con “il sacco”, per sperimentare la sensazione di colpire. La tecnica è arrivata nella fase successiva. Se all’inizio usare fasce e guantoni mi intimoriva, ora mi dà sicurezza. Ogni volta è una piccola sfida; mi stimola, mi carica, mi spinge a continuare e migliorare.


L'allenamento

Mi alleno con il trainer due volte alla settimana, ma corro in palestra appena riesco a ritagliarmi un’ora libera. C’è sempre qualcuno con cui “tirare”. Ecco un altro aspetto positivo: i boxeur sono una piccola comunità; condividono consigli e tecniche, fanno gruppo. A chi comincia suggerisco di affidarsi a un trainer esperto, in strutture adeguate. Niente improvvisazioni; si rischia di farsi male. La lezione comincia sempre con il riscaldamento: flessioni, piegamenti, saltelli sul posto, e l’allenamento con la corda. Questo semplice attrezzo che rimanda all’infanzia è fondamentale per imparare a muoversi senza sprecare energie. Poi, fasciati mani e polsi, si simulano i colpi; quindi, indossati i guantoni si va al sacco. Così ho imparato a distinguere tra gancio, montante, jab e diritto e a mettermi “in guardia”. Non facile il passaggio dal sacco al ring: il primo è statico, il compagno di allenamento reagisce. Calma e concentrazione, oltre alla tecnica, sono indispensabili per schivare i colpi dell’avversario; mai stare fermi ma muoversi in modo studiato ed efficiente: in poche lezioni i miei gesti sono diventati naturali, spontanei, fluidi.


Ho perso sette chili

In meno di due anni, senza eccessive rinunce, seguendo una dieta equilibrata ho raggiunto i miei obiettivi: ho perso 7 chili e ho ritrovato fiducia in me stessa, nelle mie potenzialità e possibilità. Il mio corpo è cambiato: braccia e gambe toniche, addome definito, più muscoli e meno rotolini. La boxe è anche un ottimo training cardiovascolare, che migliora la circolazione venosa e linfatica, e ha funzionato come un efficace anticellulite. In un’ora di lezione brucio dalle 500 alle 700 calorie. In più, mi rilasso e mi diverto: stress, pensieri, tensioni rimangono fuori dal ring.



Liberarsi dalle emozioni negative

«Rabbia e aggressività possono essere trasformate da fonte di malessere in strumento di benessere», dice Giuseppe Rescaldina, psicoterapeuta. «L’aggressività, come la timidezza, è una caratteristica della personalità; non serve subirla o negarla, meglio adoperarla in modo controllato. Come? Con attività fisiche come la boxe, che mettono in gioco il corpo in un contesto dove le regole sono essenziali per vincere. Se si esprimono le proprie pulsioni violente prendendo a pugni un sacco ci si libera dell’aggressività (e anche della timidezza). Il consiglio è rivolto soprattutto alle donne che tendono a interiorizzare i problemi, perché li subiscono di più. Sfogarsi con l’attività fisica serve a esteriorizzarli e risolverli».



In guardia per prepararsi al combattimento

Lo scopo principale della guardia è trovare una posizione di massimo equilibrio, punto di partenza per sferrare i colpi. Ecco come fare.   

  • Gambe larghe come le spalle, con la sinistra mezzo passo più avanti della destra. Mantieniti agile e in leggero movimento sulle punte dei piedi, pronta agli spostamenti. Muovi sempre prima la gamba corrispondente alla direzione che vuoi prendere (per esempio, la destra se intendi andare verso destra).

  • Bacino in linea con le gambe. Il busto è invece ruotato verso l’avversario. Cerca una posizione di 3/4 per offrire meno bersaglio.

  • Addome sempre un po’ contratto per mantenere corretta la posizione del busto, che è leggermente in avanti. 

  • Braccia con i gomiti stretti, a quattro dita di distanza dal corpo. I pugni sono chiusi, il sinistro a livello del mento, il destro leggermente più in basso.


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