Neuroarchitettura: 10 consigli per rendere la tua casa un’oasi di benessere

Per progettare ambienti efficienti, è importante valutare anche come questi possono influenzare le emozioni. Ecco un decalogo per rendere la propria casa più confortevole, un alleato di benessere e felicità



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La luce di un abat-jour, il colore di una parete, la forma degli arredi: anche se spesso tendiamo a sottovalutarlo, le caratteristiche degli spazi in cui viviamo possono influenzare molto le nostre emozioni e, più in generale, il nostro benessere mentale. A studiare i meccanismi che regolano questo fenomeno è la neuroarchitettura, disciplina che integra neuroscienze, psicologia ambientale e architettura, per progettare spazi in grado di migliorare il benessere fisico e mentale di chi li vive, riducendo lo stress e influenzando positivamente la qualità di vita.

Il precursore della neuroarchitettura

La disciplina affonda le sue radici in un passato lontano, nella relazione che da sempre intercorre tra uomo e ambiente. Suo precursore viene però considerato Jonas Salk, virologo cui si deve la scoperta del vaccino antipolio. Dopo anni di ricerche  e di studio senza risultati, Salk decise infatti nel 1954 di prendersi una pausa, trascorrendo del tempo in Italia e precisamente nel convento della Basilica di San Francesco d’Assisi.

Fu proprio al ritorno da quel soggiorno, che lo studioso riuscì a concludere il suo lavoro di ricerca, mettendo a punto il vaccino e attribuendo quella svolta anche all’ambiente in cui era stato immerso e che lo aveva ispirato. Per questo, qualche tempo dopo, il virologo costruì insieme all'architetto Louis Kahn il Salk Institute, prestigioso istituto di ricerca, posizionato sulle scogliere dell'Oceano Pacifico, con l’obiettivo di favorire la creatività scientifica.

Neuroarchitettura: le applicazioni

Al di là delle sue origini, è soprattutto negli ultimi anni che è cresciuto l’interesse nei confronti di questa disciplina e delle sue applicazioni concrete, tra cui la progettazione di ambienti di lavoro, scuole ma anche luoghi di cura, come ospedali, dove il design riveste un ruolo fondamentale per promuovere il benessere e ridurre l’ansia dei pazienti.

«Il cervello reagisce agli stimoli in modo empatico, è quella che viene chiamata simulazione incarnata. Per questo, per progettare ambienti efficienti occorre basarsi non solo su parametri tecnici, ma anche su indici soggettivi come emozione, felicità e benessere», spiega Antonio Di Maro, architetto napoletano classe 1986, fondatore dello studio Antonio Di Maro & Partners e tra i primi in Italia a esplorare il rapporto tra neuroscienze e progettazione architettonica.

Tra i suoi lavori, spicca la riqualificazione nel 2014 degli spazi d’attesa dell'Ospedale Pausilipon di Napoli, progetto pensato come un bosco al chiuso, per offrire ai bambini impossibilitati a uscire all’aperto e alle famiglie un ambiente capace di ridurre la tensione emotiva e restituire un senso di sicurezza riproducendo fedelmente le percezioni sensoriali di un bosco.

I consigli di neuroarchitettura da seguire

I principi della neuroarchitettura possono però essere applicati anche nella vita di tutti i giorni, per rendere la propria casa più confortevole. Da dove partire? Ecco un decalogo di consigli suggeriti dall’architetto Antonio Di Maro.

  1. 1. Occhio ai colori

Una parete verde piuttosto che ocra o bianca? Non è solo questione di gusti o di estetica. Il colore, infatti, agisce sulla pressione arteriosa e sull'attivazione neuronale. Per questo, se l’idea è quella di dare una rinfrescata alle pareti di casa è bene tenere conto che:

- verde salvia/blu polvere: riducono la frequenza cardiaca e sono ideali per zone relax;

- giallo tenue/ocra: stimolano la dopamina e la socialità e sono quindi indicate  per la zona pranzo.

Il bianco totale? Meglio evitare, perché riflette troppa luce e può causare “abbagliamento cognitivo”, rendendo difficile il rilassamento.


  1. 2. Largo alla natura


312220La connessione con la natura (biofilia) è un aspetto fondamentale. Se non si può contare su piante vere, il consiglio è di utilizzare in casa materiali che ne richiamino la trama (legno con venature a vista, pietra, fibre naturali).

Anche usare pattern che si ripetono (come foglie o onde) in tappeti o carte da parati può aiutare: riducono infatti lo stress del 60% perché il cervello li processa senza sforzo.

Il tocco in più? La presenza dell’acqua puntando su piccole fontane da interno: il suono dell'acqua che scorre  stimola infatti il sistema parasimpatico, che regola anche le funzioni legate al riposo.


  1. 3. Illuminazione "sincronizzata"

Mai sottovalutare l’illuminazione: la luce infatti è il principale "sincronizzatore" del nostro orologio biologico.

La mattina, dunque, l’ideale sarebbe poter contare su una luce fredda per bloccare la melatonina e attivare il cortisolo, mentre la sera è più consigliata una luce calda e posizionata in basso (da un abat-jour) per simulare il tramonto e preparare al sonno.

Anche sfruttare la luce naturale è importante: per l’angolo studio, per esempio, può essere utile contare su una luce naturale laterale, che riduce l'affaticamento oculare e migliora l'umore mentre si lavora rispetto alla luce zenitale (dall'alto).

  1. 4. Soffitti alti vs soffitti bassi

La neuroarchitettura parla di "percezione spaziale’", sottolineando come il nostro cervello interpreti i volumi. Ecco allora che soffitti alti (più di 3 metri) stimolano libertà e pensiero creativo, e sono quindi ideali per salotto o studio.

Al contrario, quelli  bassi favoriscono il senso di protezione e la concentrazione sui dettagli, e sono indicati per camera da letto o angoli di lavoro.


  1. 5. Per gli arredi, attenzione alla forma

Al concetto di percezione spaziale si unisce quello di percezione geometrica. Tradotto: il nostro cervello interpreta anche le forme che ci circondano.

Qualche esempio? Quelle sinuose attivano le aree del piacere (corteccia anteriore), mentre gli angoli acuti attivano la paura e la tensione (amigdala). Per questo si consigliano tavoli tondi e divani avvolgenti.


  1. 6. S.O.S. Rumore

Per quanto riguarda l’acustica di casa è bene sapere che il rumore attiva il micro-stress inconscio.

Un ambiente ovattato, invece, può abbassare immediatamente la pressione sanguigna. Per questo il consiglio può essere quello di ricorrere a tende pesanti, tappeti e pannelli in legno per eliminare il riverbero e l’eco interna.


  1. 7. Relax in cucina

Cucina nuova? Anche in questo caso la neuroarchitettura può fornire consigli utili per una scelta ad hoc.

Puntare su ante a scomparsa o scaffalature chiuse, per esempio, può essere utile per combattere lo stress visivo e cognitivo, rendendo l’atto del cucinare più rilassante.


  1. 8. Una camera da letto a misura di sonno

La camera da letto riveste un ruolo cruciale per favorire il sonno, che, come è noto, è uno dei migliori alleati della salute. Secondo i principi della neuroarchitetttura, il cervello ha bisogno di segnali ambientali per produrre la melatonina

Il consiglio? Evitare mensole o travi pesanti direttamente sopra il cuscino: il cervello può inconsciamente percepirle come un segnale di pericolo, impedendo il sonno profondo e ristoratore.

Attenzione anche ai led blu: le spie luminose (come quella del televisore) possono disturbare i fotorecettori retinici. Per questo sono consigliate anche prese nascoste o schermate per garantire il buio.

  1. 9. Anche il bagno conta

312218Il bagno? A sorpresa può essere trasformato in una “stazione di regolazione” del sistema nervoso parasimpatico: l'uso di toni come il terracotta, il sabbia o il verde salvia può rilassare richiamando l'ambiente ancestrale in cui l'essere umano si sente protetto.

Il bianco clinico può risultare invece freddo e attivare l’allerta.


  1. 10. La poltrona-rifugio

Per leggere o rilassarsi, una poltrona è sempre la scelta giusta ma attenzione a dove la si colloca.

Secondo la Prospect-Refuge Theory, il cervello è in costante ricerca di rifugi che offrano protezione alle spalle, garantendo una buona visuale davanti: posizionare la poltrona in un angolo della stanza con una parete solida alle spalle e una vista verso la finestra o la stanza, può creare un senso di sicurezza immediato.


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