Come far addormentare i bambini piccoli senza farli piangere

Se il piccolo fatica a chiudere occhio non c’è bisogno di aspettare che il problema si risolva da sé! Piuttosto, insegnagli a dormire. Come riuscirci, te lo spiega una terapeuta familiare famosa in tutto il mondo



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Di notte dorme? «È una delle prime cose che si sentono chiedere i neogenitori, dopo “maschietto o femminuccia?” e “quanto pesava alla nascita?”. Se la risposta è “sì, dorme”, tipicamente seguirà un “oh, ma allora è bravo!”. Come se i bambini che non dormono fossero “cattivi”. È un’idea assurda». Parole della terapeuta familiare Kim West: MSW (Master of Social Work), conosciuta anche come la “Signora del Sonno”, grazie al suo metodo chiamato The Sleep Lady Shuffle® ha aiutato milioni di mamme e papà a ritrovare il riposo perduto a causa dei continui risvegli notturni dei loro bambini. Una tecnica che oggi vanta addirittura una rete di coach in tutto il mondo (Gentle Sleep Coaches®).
Autrice con Joanne Kenen del manuale Buona notte, sogni d’oro (Ed. Rizzoli, 20 €), a lei abbiamo chiesto qualche suggerimento per regalare ai nostri bimbi sogni d’oro, in modo soft.


In che cosa consiste il suo metodo?

Si tratta di un approccio dolce al coaching del sonno, che può essere applicato ai bambini da 6 mesi a 6 anni. Uno dei genitori, dopo una routine calmante che può prevedere la lettura di un libricino o il racconto di una fiaba, mette a letto il piccolo, assonnato ma sveglio, e gli rimane accanto, offrendo rassicurazioni fisiche e verbali. Con il passare dei giorni, però, il genitore si allontanerà sempre di più; le rassicurazioni da fisiche passeranno a essere solo verbali e, piano piano, andranno a scemare anche quelle. Facendo sempre meno, il genitore automaticamente insegnerà gradualmente al bambino le competenze che gli servono per addormentarsi in autonomia, senza lasciarlo solo nel suo letto, in preda alle lacrime per prendere sonno!


E se inizia a piangere?

Durante le prime sere dello Sleep Lady Shuffle è un’eventualità molto probabile, ma si tratta di un pianto che il genitore potrà contenere al massimo, perché sarà lì vicino per rassicurare il piccolo. Se poi le lacrime non accennassero a diminuire, anzi aumentassero, avrà sempre la possibilità di prendere il bambino in braccio: resterà nella stanza e lo cullerà finché non si sarà calmato, evitando però di lasciare che si addormenti in questa posizione.


Qualche suggerimento in più?

Durante il periodo di applicazione dello Shuffle non si dovrà lasciare la stanza prima che il bambino sia completamente addormentato: il mio metodo, infatti, si basa sull’infondere fiducia nel bimbo relativamente al fatto che il genitore resterà lì a rassicurarlo e a insegnargli qualcosa. Se il piccolo si accorge che mamma o papà vengono meno a questo patto, lasciando prematuramente la stanza, si spezzerà quel rapporto di fiducia e il bambino, piuttosto, svilupperà maggiore ansia e resterà più in allerta: tutto ciò non farà altro che prolungare i tempi di addormentamento e non risolverà affatto i risvegli notturni.


Il tempo necessario per ottenere risultati?

Nel giro di 7-10 notti i bambini più piccoli, in gran parte, dormono per tutta la nottata, con qualche risveglio precoce che si risolve migliorando i sonnellini diurni. Per avere risultati sui pisolini, invece, occorreranno almeno 2-3 settimane. Nel caso dei bimbi più grandi, infine, per cambiare in meglio il riposo notturno possono essere necessarie più di 2 settimane.


Sonnellini diurni: sono importanti?

Sono essenziali! Non dimenticate mai quanto i bambini, in questa fascia d’età, stanno crescendo e imparando: i sonnellini, infatti, sono fondamentali per assorbire e integrare ciò che di nuovo si presenta ai loro occhi e alle loro orecchie ogni giorno! Inoltre, se ristoratori, aiutano a migliorare il riposo notturno.


Quanto dovrebbe dormire per notte un bambino?

Fra i 6 mesi e i 6 anni il suo bisogno di sonno può variare intorno a una media di 10-11 ore a notte, dipende dall’età e dal suo bisogno di sonnellini pomeridiani. Invito sempre e comunque i genitori a considerare le medie e osservare il proprio bambino per determinare quali sono le sue esigenze.


La stanchezza interferisce con il riposo notturno?

Sì. E questo vale anche per gli adulti. I nostri ritmi circadiani ci dicono quando dobbiamo dormire ed essere svegli, e non gradiscono alterazioni. La maggior parte dei genitori che ha sperimentato un “second wind” (una nuova energia), rimanendo sveglia oltre l’ora di mettersi a letto, magari per preparare un esame ai tempi dell’Università, può capirlo. Il corpo secerne ormoni di allerta per aiutare a restare svegli, rendendo più difficile l’addormentamento e il sonno continuo. Lo stesso accade per i nostri figli, quindi tenere un bambino sveglio fino a tardi per aiutarlo a dormire meglio durante la notte è solo un mito.


Con i neonati come bisogna comportarsi?

I genitori devono innanzitutto sapere che in questa fase il ritmo circadiano del bambino non si è ancora instaurato. Il loro compito, quindi, è essere ciò che chiamo “l’orologio esterno” del piccolo, per evitare che il bimbo faccia confusione fra giorno e notte. Occorre stabilire un orario regolare per iniziare la giornata e concluderla con la nanna. Di giorno aprite le tende, uscite a fare delle passeggiate e non lasciate che il bambino dorma durante le poppata.


Quando passare dal lettino con le sponde al letto?

Da 2 anni e mezzo a 3 anni, idealmente non prima dei 3 anni. La capacità cognitiva per appropriarsi del concetto “stai nel tuo letto tutta la notte” e l’inizio del controllo degli impulsi si sviluppano, in media, a questa età.


Spegni i capricci con dolcezza

Se il piccolo all’ora della nanna “punta i piedi”, prova a ricall’abbraccio contenitivo.

1. Spostati in un angolo tranquillo, diverso da quello di innesco del capriccio.

2. Tieni il bambino sulle ginocchia e abbraccialo da dietro, in moche le sue braccia siano strette lungo i suoi fianchi.

3. Contieni i suoi movimenti senza premere troppo. Per moltbambini di 13-18 mesi una pressione dolce è fonte di conforto.

4. Oscilla il busto per cullare il bambino (ricorda che il suo volto è girato verso l’esterno). Lentamente, dondolalo con te, inspirando a fondo dal naso ed espirando dalla bocca sussurrando piano “sst, sst, sst". Non usare parole ma suoni rassicuranti. Già solo la respirazione gli permetterà di calmarsi.

5. Noterai che il bambino comincia a imitarti, adeguando il suo ritmo di respirazione al tuo. Potresti avvertire un piccolo singhiozzo o sussulto prima che il suo respiro inizi a rallentare.

6. Quando si sarà calmato distrailo riorientando la sua attenzione su qualcosa di diverso. Sciogli l’abbraccio e suggerisci un’attività come “andiamo a cercare i tuoi mattoncini” oppure “chissà dove si è nascosto il tuo coniglietto". 

7. Amplia la tecnica, quando sarà diventato più grande, aggiungendo una conversazione dopo l'abbraccio.


Allarme incubi: che fare

In caso di brutti sogni, Kim West suggerisce di raggiungere subito il bambino quando si sveglia, confortarlo e dimostrargli che è al sicuro. Se invece il piccolo viene a cercarti nella tua stanza, riaccompagnalo nel suo letto e resta con lui finché non si sentirà meglio. Inoltre a causa degli incubi a volte i bambini sviluppano paure legate alla loro camera, cominciano a rimandare l’ora della nanna o ad avere risvegli più frequenti. Nel caso, durante il giorno gioca più spesso con il bimbo nella sua cameretta, per renderla un ambiente in cui si senta al sicuro. E se al momento di andare a letto teme di fare brutti sogni digli che gli sei sempre vicino, in modo specifico, con frasi come “la mamma resta a leggere nella sua stanza”. Quindi, prometti di tornare spesso a controllarlo, mantenendo la parola.



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