Perché il freddo è un alleato della salute
Lo dimostra la scienza: il freddo può essere benefico per la nostra salute. Basta uscire dalla comfort zone termica a cui siamo abituati e allenare la capacità innata di adattamento al calo di temperatura

«Copriti o ti prenderai un malanno!». Cresciuti con questo ritornello siamo ormai abituati a coprirci spesso più del necessario e a considerare un eroe (o un masochista?) chi si immerge nudo nei ghiacci alla Wim Hof, lo sportivo olandese soprannominato The Iceman per i suoi record di resistenza a temperature estreme. Eppure, la crioterapia, o terapia del freddo, è una scienza e i suoi benefici sono provati.
Del resto, ti basta il coraggio di una doccia fredda al mattino per sentire, subito dopo, quella sferzata di energia che ti fa stare meglio per tutta la giornata. «Sì, perché il freddo non è un nemico da rifuggire. Al contrario, è un amico che abbiamo dimenticato», spiega Andrea Bianchi, esperto di pratiche di benessere in natura, fondatore dell’Academy “Il silenzio dei passi” e autore di Cold Therapy (Vallardi).
«Il nostro corpo sa istintivamente come reagire agli elementi, perché è fatto per stare in mezzo alla natura. Negli ultimi due secoli, però, ce ne siamo allontanati e abbiamo così perso l’esercizio di queste facoltà innate. Prima fra tutte la termoregolazione, cioè la capacità interna di produrre ed emettere calore quando serve».
La buona notizia è che puoi imparare a recuperare queste capacità, e ottenere in cambio tutti i benefici che l’esposizione a temperature più basse garantisce al tuo organismo.
Il freddo accende il metabolismo
Il passaggio da caldo a freddo, quello per esempio alla base dei percorsi Kneipp, è un vero toccasana per la circolazione sanguigna. «Il risultato immediato è soprattutto a livello di microcircolazione e capillari, con effetti positivi sulla tonicità e la salute della pelle e sulla regolazione della pressione», spiega Bianchi.
«Ma la vera svolta è abituarsi a gestire costantemente l’alternarsi di temperature, perché così si tiene acceso il metabolismo. Questo dispendio di energie converte il grasso bianco in grasso bruno, la sostanza che produce calore, la stessa che abbonda nei neonati per facilitare la termoregolazione quando la muscolatura non è ancora formata e non si può quindi attivare il tremore, cioè la reazione del corpo per trasportare il calore interno alla pelle».
Si innesca così un circolo virtuoso: il grasso bruno ti difende dal freddo e ti fa bruciare calorie.
Il freddo previene le infiammazioni
Un altro effetto benefico è quello antinfiammatorio: l’esposizione a basse temperature favorisce l’equilibrio acidobasico dell’organismo, perché la vasodilatazione dovuta al freddo permette di ossigenare i tessuti e contrasta l’acidificazione e l’ossidazione che sono alla base delle infiammazioni.
E non è finita. «Lo stimolo alla circolazione sanguigna attiva il sistema immunitario perché aumenta la produzione di globuli bianchi, riduce il consumo di glucosio favorendo quindi la lucidità mentale, migliora l’umore grazie alla liberazione di endorfine e il ritmo sonno-veglia per la maggiore produzione di melatonina», sottolinea l’esperto di cold therapy.
È una risorsa stimolante
Per ottenere tutto questo non devi soffrire il freddo ma solo uscire gradualmente e di poco dalla tua zona di comfort termico. «Si tratta prima di tutto di un cambiamento di atteggiamento», assicura Bianchi. «Sentire freddo è soprattutto una condizione mentale perché anche se la temperatura esterna è oggettivamente bassa, la nostra mente può attivare le risorse capaci non solo di sopportarla ma addirittura di convertirla in un’esperienza stimolante, rigenerante, di benessere».
Devi cioè abituarti a non considerare il freddo come qualcosa di negativo e da combattere. La prima preoccupazione non deve quindi essere, come generalmente accade, cercare di impedire la dispersione di calore, per esempio indossando il berretto di lana o una maglia più pesante al primo venticello. Al contrario, devi concentrarti sulla capacità di produrlo.
«Bastano anche solo pochi minuti di resistenza al gesto automatico di coprirsi e poi aumentare questo tempo poco alla volta: nel frattempo, bisogna concentrarsi sulla respirazione diaframmatica, con espirazioni lunghe il doppio delle inspirazioni. Così si innesca il meccanismo istintivo della termoregolazione», conclude il fondatore della Barefoot Academy.
Il freddo potenzia le difese immunitarie
Un altro esercizio facile e alla portata di tutti è la doccia fredda al mattino: un sacrificio minimo, appena 30 secondi, per un beneficio enorme al sistema immunitario. Uno studio dell’Academic Medical Center di Amsterdam, su 3018 partecipanti, ha dimostrato che dopo un mese di risvegli sotto il getto dell’acqua gelida, le malattie stagionali sono diminuite del 29%.
L’autunno è perfetto per allenare la tua capacità di termoregolazione: le temperature cambiano spesso, ma non sono ancora estreme, quindi puoi abituarti piano piano. Inoltre, è un periodo di passaggio verso il freddo dell’inverno, e viverlo in sintonia con la natura ti aiuta ad accogliere consapevolmente la stagione più rigida, sentendone tutta l’energia che mette in movimento.
«Per ottenere benefici senza soffrire, però, è fondamentale procedere pian piano ed evitare sbalzi troppo bruschi, che sono assolutamente sconsigliati a chi ha problemi cardiocircolatori», avverte Bianchi. Una passeggiata di almeno mezz’ora al mattino, all’aria aperta, magari andando al lavoro e indossando uno strato in meno del solito, è un ottimo inizio.
Esporsi al freddo in modo graduale, costante e controllato ti porterà, col tempo, ad aumentare la tua resistenza, fino a riuscire non solo a tollerare un po’ di sano freschetto, ma addirittura a provare benessere dove prima sentivi solo disagio.
Doccia fredda, l'energizzante del mattino
1. Si inizia mantenendo il getto di acqua per una decina di secondi solo sui piedi e respirando profondamente.
2. Poi, si risale con il getto dall’esterno della gamba destra fino ai glutei per poi tornare verso il basso sull’interno della gamba, lo stesso a sinistra.
3. Quindi, dalla mano alla spalla, prima all’esterno e poi all’interno. A seguire l’addome, con movimenti del getto a spirale salendo gradualmente fino al collo. Infine il volto. Non serve bagnare la testa.
4. Un input in più: «Dopo la doccia, aspetta un momento prima di asciugarti» suggerisce Bianchi. «Vedrai la pelle diventare rossa e avrai qualche brivido: accade per la spinta di sangue verso l’esterno, che è proprio il modo in cui la cute provvede ad asciugarsi da sola. Un altro boost per il sistema circolatorio e, a cascata, per quello immunitario».
Fai la tua domanda ai nostri esperti

