Sedentaria o stressata? 6 menu top per dimagrire in pausa pranzo
Sei sedentaria, dinamica o stressata? Ecco sei proposte di pausa pranzo golose, bilanciate e leggere: trova quella su misura per il tuo stile di vita

Con la consulenza della nutrizionista Samantha Biale, consulente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati
Non tutte abbiamo gli stessi ritmi: c’è chi sta seduta dalla mattina alla sera, chi sta molto in piedi, chi si sente in tensione e chi non si ferma un attimo. Qui trovi sei proposte di pausa pranzo golose, bilanciate e leggere, due per ogni tipo di stile di vita. Per dimagrire pranzando. Sono suggerite dalla dottoressa Samantha Biale, nutrizionista che ha introdotto in Italia l’approccio del diet coaching, consulente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.
Se lavori fuori casa, prepara qualcosa da portare in ufficio: viva la lunch box!
- Stressata
• Pasta con frutti di mare + 1 coppa di frutti di bosco.
• Risotto con piselli e grana + insalata mista con carote e pomodorini.
- Dinamica
• 2 uova bio strapazzate + cavolini di Bruxelles gratinati + 1 fetta pane integrale.
• polpette al sugo (oppure falafel) + spinaci saltati con olio e limone + 1 macedonia.
- Sedentaria
• Salmone (preferibilmente selvaggio) alla griglia + zucchine trifolate con peperoncino o curcuma e pepe + 1 fetta pane integrale.
• Merluzzo in umido con patate + insalata mista.
Pausa pranzo, 2 falsi miti
«Le persone saltano il pranzo per mille ragioni» afferma la dottoressa Biale. «Spesso perché approfittano di quell’ora per sbrigare commissioni, andare in palestra o rispondere a mail e telefonate. Ma se si chiama “pausa pranzo” c’è un perché: è un break da tutti gli impegni, e non va saltato».
1) Quando il tempo diventa un alibi. La mancanza di tempo è, in realtà, un autosabotaggio mentale. A questo si aggiungono timori e abitudini poco utili: la paura di ingrassare, la pigrizia o il desiderio di compensare gli eccessi serali saltando il pasto di mezzogiorno. C’è poi chi è convinto che un caffè possa bastare per tirare avanti, e chi vive il cibo come premio o punizione, cadendo in un’alimentazione influenzata più dalle emozioni che dai reali bisogni del corpo. Senza dimenticare l’illusione che digiunare in questo modo depuri: un falso mito che torna indietro come un boomerang.
2) L’equivoco del bonus serale. Il mito più radicato è non pranzare per poter poi concedersi più calorie a cena. Una strategia che non sta in piedi: le calorie non funzionano come un pallottoliere e gli effetti metabolici di un pasto dipendono anche dall’ora in cui lo consumiamo. Cercare di imbrogliare l’orologio biologico stabilito da madre natura è una battaglia persa in partenza.
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