A A

Stress: gli effetti sul corpo

C’è chi sostiene che aumenti il rischio di ammalarsi e chi crede il contrario. Scopri cosa c’è di vero



0

di Ida Macchi

Uno studio anglo-americano, i cui risultati sono stati pubblicati sull’autorevole Lancet, ha monitorato per 10 anni 719.671 donne con un’età media di 55 anni, arrivando a mettere in discussione il pilastro storico della medicina psicosomatica: lo stress emotivo e l’infelicità possono uccidere. Non è così, dicono gli autori: la mancanza di serenità ci dà “semplicemente” una percezione negativa del nostro stato di salute. A conti fatti, però, non inciderebbe sulle nostre aspettative di vita e non aumenterebbe i rischi che ci si possa ammalare. Incrementa invece quei comportamenti a rischio che minano la nostra salute, come il fumo e un’errata alimentazione. Questi, concludono i ricercatori, sono i veri killer.


Fai la tua domanda ai nostri esperti

C’è una nuova strada da esplorare


La ricerca rivoluziona il modo di vedere gli effetti dello stress, spostando il dito da quest’ultimo (in quanto tale) al peso che hanno tutte quelle abitudini negative conseguenza di una vita sotto pressione. «Quando siamo in ansia fumiamo molto di più, beviamo più caffè per aumentare la reattività, oppure esageriamo con l’alcol, usandolo come ansiolitico “naturale”», commenta Paolo Pizzinelli, internista e cardiologo che ha studiato a lungo queste dinamiche.


«La nuova ricerca ci induce a chiederci: quanto pesano questi comportamenti rispetto agli effetti immediati e diretti dello stress? Gli studiosi angloamericani sembrano sospettare che una buona fetta di colpa sia da addebitare al tipo di reazione personale. Per ora non abbiamo dati, ma studi come questi indicano una nuova via da esplorare. Non dobbiamo dunque più limitarci a sintomi e cause immediate dello stress, ma analizzare anche tutto quello che viene dopo, possibilmente tipizzandolo per reazioni di genere, che sono diverse fra maschi e femmine».

Gli effetti diretti del superlavoro


«È vero: lo stress apre spesso la strada ad abitudini che nuociono all’organismo, ma non possiamo mettere in dubbio le sue responsabilità dirette sullo stato di salute», ribatte Massimo Biondi, docente di psichiatria all’Università La Sapienza di Roma. Dimostrate da anni e anni di ricerche. «I circuiti cerebrali che regolano le emozioni dialogano con gli organi del nostro corpo attraverso un fitto passaparola, mantenuto attivo dal sistema neurovegetativo, da una cascata di sostanze chimiche (ormoni quali adrenalina, noradrenalina e i neuropeptidi) e dal sistema immuno-infiammatorio ».


Di norma, questa alleanza serve a farci reagire, nell’immediato, alle situazioni di emergenza. Quando si vive una situazione di malessere interiore prolungato, invece, questa comunicazione perde il suo equilibrio e determina uno scompenso che crea danni all’organismo. «Per esempio, a lungo andare lo stress attiva un’eccessiva produzione di citochine, mediatori che creano uno stato infiammatorio cronico dei tessuti che può dare il via a malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso o la fibromialgia», sostiene Marco Pacori, psicoterapeuta e autore de Il linguaggio segreto dei sintomi (Sperling & Kupfer Editore, 17 euro).


«Inoltre, l’eccessiva produzione di cortisolo, tipico effetto dello stress, altera il metabolismo degli zuccheri e può facilitare il diabete. Innalza anche la pressione, favorendo l’ipertensione e aumenta l’aggregazione delle piastrine che si depositano sulle pareti delle arterie. Risultato: effetti negativi su cuore e circolazione», continua Pacori.


Le controindicazioni della vita sotto pressione sono state addirittura misurate: «Nei 6-12 mesi successivi alla morte diun parente lo stress emotivo aumenta di almeno il 30% la possibilità di incorrere in un ictus o in un infarto», sottolinea Biondi. «Aumenta da quattro a otto volte, invece, il rischio di ammalarsi di tumore, a causa dell’infiammazione cronica innescata dalle sofferenze interiori che fa da terreno alla crescita delle neoplasie. Anche lo stress sul posto di lavoro non è da meno: nell’elettrocardiogramma di chi vive tensioni continue in ufficio ci sono indici di una sofferenza del cuore. Alla lunga, lo stress lavorativo aumenta anche i rischi di soffrire di gastrite, cefalea, colon irritabile, tachicardia e depressione».

Chi rischia di più


«Coloro che si lasciano prendere dalla collera (soprattutto se non riescono a scaricarla) e i pessimisti sono i più a rischio», spiega Pacori. «Ma anche la solitudine ha il suo peso: non avere relazioni sociali soddisfacenti amplifica lo stress. Allora, dedicarsi a un hobby dà benefici impensabili: nell’organismo si liberano ossitocina e serotonina, che agiscono da antidoti».


«Per sfogare la rabbia l’ideale è l’esercizio fisico», aggiunge Pizzinelli. «Fare subito una corsa, le scale o una pedalata smaltisce l’adrenalina e la noradrenalina, evitando che scelgano come bersaglio i nostri organi. 30 minuti di esercizio quotidiano aerobico, invece, riequilibrano il sistema neurovegetativo e riabbassano la frequenza del cuore e la pressione: un rimedio valido per chiunque attraversi uno periodo di stress emotivo».

La forza del pensiero


➔«Usare stili di pensiero come cura è molto efficace contro lo stress», suggerisce Massimo Biondi che nel suo manuale Pensieri Terapeutici (Editore Alpes, 18 euro) illustra le tecniche che ognuno di noi può apprendere per cambiare il proprio stato mentale.


➔«Di fronte alle situazioni di difficoltà emotiva, la mente reagisce con pensieri carichi d’ansia o velati di depressione, ma si può imparare a contrastarli con pensieri ansiolitici e antidepressivi, che funzionano da antidoti perché riportano la mente in uno stato di benessere, riducendo i rischi che trasferisca le sue sofferenze sul nostro organismo», spiega il dottor Biondi.


Altrettanto utili, per tutti, anche le tecniche che hanno una precisa azione biologica antistress, come la meditazione, il training autogeno, il rilassamento muscolare progressivo e la mindfulness: fanno diminuire le quote di adrenalina e cortisolo».

Articolo pubblicato sul n. 10 di Starbene in edicola dal 23/02/2016

Leggi anche

Mal di testa: se fosse stress?

È tempo di mindfulness

L'ansia è ereditaria?

Il lavoro è un inferno? Ecco come fare

Più snella (e bella) senza stress

Pubblica un commento