Ecco l’apparecchio medicale che valuta la risposta allo stress
Ti senti sopraffatta? Oggi anche lo stress ha la sua valutazione strumentale, grazie all’innovativo test HRV per misurare la risposta cardiaca. E poi ci sono l’analisi della Malondialdeide per i radicali liberi e l’antistress che si inala

Esiste un apparecchio medicale che valuta la nostra risposta allo stress? Sì, è il test HRV (Heart Rate Variability) ed è un’analisi indolore, simile all’elettrocardiogramma.
«Attraverso una specie di cardiofrequenzimetro, i sensori misurano la variabilità della frequenza cardiaca a riposo, cioè dell’intervallo che intercorre tra i battiti del cuore, indicativo di come sta lavorando il sistema nervoso autonomo», spiega la dottoressa Federica Almondo, nutrizionista specialista in scienza dell’alimentazione, esperta in medicina funzionale, predittiva e antiaging a Milano.
«Com’è noto, il sistema nervoso autonomo è composto da due rami: quello simpatico (legato all’attivazione dell’organismo) e quello parasimpatico o vagale (legato al rilassamento e alla capacità di recupero). Se questi due sistemi lavorano in equilibrio, si ha una buona risposta allo stress. Viceversa, se si ha un’iperattivazione del sistema simpatico, si ha un alto “stress index”.
In particolare, se l’HRV (la variabilità della frequenza cardiaca) è alta e coerente, il paziente presenta un equilibrio e una resilienza ottimali. Se invece è alta ma non coerente, significa che il sistema nervoso autonomo è un po’ instabile, con variazioni scoordinate del battito, della pressione e della respirazione. Infine, una bassa HRV indica un’inadeguata risposta allo stress, segno di affaticamento cronico e incapacità di recupero».
L'analisi della Malondialdeide
Si chiama Malondialdeide (MDA) ed è un biomarcatore in grado di dirci se le nostre cellule, a lungo sottoposte all’attacco dei radicali liberi, cominciano a mostrare dei danni seri.
«Si tratta di un test predittivo, eseguito su un campione di sangue o di urine, e misura la quantità di MDA, che segnala il processo di perossidazione lipidica», spiega il dottor Fabrizio Golonia, specialista in medicina interna ed endocrinologia, docente alla Scuola ILSA (International Longevity Science Association) di Milano.
«Il test rivela la degradazione dei fosfolipidi delle membrane cellulari, cioè di quei grassi fondamentali per il buon funzionamento delle cellule stesse. Se questi si ossidano e si degradano, la cellula entra in sofferenza. Alti livelli di MDA (che talvolta si riscontrano non solo nei forti fumatori, negli obesi e negli iperstressati ma anche negli atleti in overtraining) segnalano un danno all’endotelio, la parete interna dei vasi. Fatto che può tradursi in un maggior rischio di sviluppare diabete, aterosclerosi, vasculopatie e malattie degenerative, oltre che ictus e infarto». Per questo è importante controllare i “grassi di membrana” e correre ai ripari se risulti un soggetto a rischio.
L'antistress che si inala
Si chiama NanoVi l’ultima novità in fatto di terapie antistress e consiste in una specie di aerosol che eroga vapore acqueo. «Ma attenzione, non si stratta di acqua normale ma di una particolare formulazione che veicola alle mucose con cui viene a contatto un segnale bioidentico, cioè la stessa carica elettromagnetica delle nostre cellule», spiega il dottor Emanuele De Nobili, esperto in medicina antiaging e direttore sanitario del Longevity Medical Center di Villa Eden (Merano).
«In pratica, inalando per circa 20 minuti al giorno questa nuvola di vapore, si migliora la salute delle cellule, rivitalizzandole e contrastando l’invecchiamento cellulare. E ciò grazie al fatto che le microgoccioline d’acqua trasferiscono a loro la “giusta carica”, riducendo drasticamente e in modo piacevole la quantità di radicali liberi».
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