Rinite vasomotoria non allergica: Kos è la cura che piace ai vip

Una tecnica innovativa promette di risolvere nel giro di 20 minuti le forme non allergiche. Senza ricorrere al bisturi né ai farmaci. Tutto in maniera soft



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Naso che cola, congestione nasale… eppure, non hai il raffreddore né soffri di allergia. Che succede? Colpa della cosiddetta rinite vasomotoria non allergica. Ma la soluzione c’è, ed è soft: senza tagli né bruciature, come invece prevede la chirurgia. Ma anche priva degli effetti collaterali tipici dei farmaci. Si chiama KOS (Kinetic Oscillation Stimulation), ed è un trattamento che sta prendendo sempre più piede in Italia.

Sviluppato all’Ospedale Universitario Karolinska di Stoccolma (quelli del premio Nobel, per intenderci), l’hanno provato tantissimi vip: da attori come Robert De Niro (durante una delle sue tante visite in Italia) e Giancarlo Giannini, alla stella del volley mondiale Paola Egonu e alla due volte campionessa italiana di ciclismo paralimpico Eleonora Mele passando per artisti della voce e della musica del calibro di Andrea Bocelli, Al Bano Carrisi, Amii Stewart e il flautista internazionale Andrea Griminelli.

A spiegarci come funziona è il professor Lino Di Rienzo Businco, otorinolaringoiatra e audiologo a Roma, responsabile del Reparto di Otorinolaringoiatria presso l’Istituto Medicina e Scienza dello Sport – CONI, fra gli scienziati che hanno contribuito al suo sviluppo.


Rinite vasomotoria non allergica: cos'è, le cause

«La rinite vasomotoria non allergica è un problema che provoca congestione e secrezione nasale anche in assenza di allergie o raffreddore. Ne esistono diversi tipi: può durare a lungo oppure tornare spesso nel tempo e, se trascurata, è in grado di influire negativamente sulla qualità della vita, oltre a peggiorare il riposo notturno, rendere più faticose le attività quotidiane e causare stanchezza durante il giorno, con conseguenze anche su cuore, polmoni e metabolismo», mette subito in guardia il professor Di Rienzo Businco.

Senza dimenticare il rischio di altri problemi, come quelli alle orecchie (per esempio, un cattivo funzionamento della tuba di Eustachio), sinusiti, infiammazioni alla gola o alla laringe, fino ad arrivare a russamento e apnee notturne.

«Le cause possono essere diverse e spesso legate alle sostanze irritanti nell’aria che respiriamo, ma sul banco degli imputati finiscono anche l’esposizione ai fumi, le sigarette e i virus. Inoltre, in alcune donne, i sintomi possono essere dovuti agli sbalzi ormonali tipici della gravidanza o dell’avvicinarsi della menopausa», sottolinea l’esperto.


KOS, agisce sul sistema nervoso

Durante il giorno, il passaggio dell’aria nel naso cambia continuamente tra una narice e l’altra. Questo avviene in modo naturale per effetto del cosiddetto ciclo nasale, controllato dal sistema nervoso autonomo. In pratica, durante l’inspirazione le narici seguono dei “turni”, facendo passare più aria attraverso una rispetto all’altra, in modo alternato e ciclico, ogni 10-15 minuti. Tuttavia, questo meccanismo può essere alterato da infezioni, sbalzi di temperatura, uso eccessivo di spray nasali o interventi chirurgici al naso troppo aggressivi.

«La KOS è un trattamento che agisce in maniera fisiologica, stimolando il tono del nervo vago. In pratica funziona come un massaggio all’interno del naso, che stimola il sistema nervoso autonomo e riduce lo stato infiammatorio», chiarisce Di Rienzo Businco. «L’ho introdotta in Italia nel 2019 e ho contribuito a perfezionarla. È stata di grande aiuto durante il Covid. Recentemente ha iniziato ad affermarsi e diventare sempre più popolare fra i pazienti».

Il suo segreto: tempi veloci e interventi soft, supportati da evidenze scientifiche.


KOS, un vero massaggio nasale

Il sistema KOS è composto da tre parti: una macchina (chiamata Generatore-Controller), un tubicino monouso dotato di un piccolo palloncino sulla punta e un caschetto che serve, se necessario, a tenere fermo il catetere durante il trattamento.

«Palloncino e tubo sono collegati al macchinario. Dopo la diagnosi del problema, l’esperto applica prima di tutto della crema (come, per esempio, la vasellina) sul palloncino sgonfio, in modo da farlo scivolare meglio, quindi lo inserisce nel naso del paziente, proprio come se fosse un tampone per il Covid ma indolore perché floscio come un piccolo dito di guanto. A questo punto, il palloncino viene gonfiato tramite l’aria erogata dalla macchina e inizia a muoversi leggermente, in avanti e indietro: un movimento che serve a "massaggiare" delicatamente l'interno del naso per aiutarlo a funzionare meglio», spiega Di Rienzo Businco.

«Durante il trattamento potresti avvertire un leggero solletico sul viso, o magari ti potrebbe scappare uno starnuto o sentire un po’ di prurito: è normale, ma non c’è dolore, anzi. La sensazione avvertita può essere quella di un massaggio piacevole, e si può anche chiacchierare. Inoltre, in caso di problemi, il medico può fermare tutto con un semplice tocco, far sgonfiare il palloncino e poi ricominciare da dove ci si era interrotti».

Terminati i 10 minuti di sessione, il palloncino si sgonfia da solo, viene tolto dal naso e si cambia narice. Senza bisogno di applicare cerotti o usare ulteriori medicinali: «Ma è comunque possibile continuare a seguire le normali cure, come spray e gocce per il naso, così come tornare alle proprie attività. Anzi, molti pazienti mi riferiscono che, con il naso più libero, si sentono subito meglio e riducono o eliminano i farmaci».


KOS migliora la voce, aumenta la performance

I vantaggi di questa tecnica sono molti: «Migliora la qualità della respirazione, ma non solo. A beneficiarne è il tono di tutto il sistema nervoso autonomo, che diventa più funzionale, migliorando anche calma, concentrazione, digestione e performance cardiovascolare. Inoltre, abbassa i rischi di infezione delle prime vie respiratorie, come il raffreddore, perché le “tonifica”», continua l’esperto.

«Ma è utile anche per fare un piccolo “refresh” dell’aria inquinata che respiriamo nelle grandi città ed evitare così l’abuso di farmaci, come medicinali a base di cortisone e antibiotici. Senza dimenticare gli effetti positivi sulla voce, fattore che rende la KOS ideale anche per chi la usa a livello professionale (non solo cantanti, ma anche chi deve parlare per ore, come gli insegnanti). In medicina non esiste una terapia in grado di assicurare un’efficacia così a lungo termine e priva di effetti collaterali, come quelli che possono essere provocati dai farmaci cortisonici o dai dolori post-chirurgici».

Un trattamento cui possono sottoporsi anche i bambini da 12 anni in su, con un effetto che dura sino a undici mesi. E particolarmente amato dagli sportivi di alto livello: «In questo caso si arriva a sottoporsi alla KOS fino a quattro volte all’anno, anche se gli atleti, spesso, si concedono qualche sessione extra prima di una gara importante. Non si tratta di doping, perché non c’è nulla di farmacologico. Piuttosto, è paragonabile a una buona sessione di fisioterapia, una specie di “manutenzione nasale”», precisa Di Rienzo Businco.


Quanto costa il metodo KOS

La KOS non è coperta dal Servizio Sanitario Nazionale. Costa circa 800-1000 € a sessione. Una cifra che può spaventare, ma attenzione: «Non è più molto alta della somma che a volte si spende per spray nasali, medicinali e lavaggi vari, tutte soluzioni “over the counter” (cioè acquistabili senza prescrizione)», osserva il professor Lino Di Rienzo Businco.


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