Pavimento pelvico: perché curarlo subito (e non solo dopo il parto)

Fondamentale per il benessere generale del corpo, il pavimento pelvico può essere allenato attraverso semplici accorgimenti quotidiani. Fin da giovanissime



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Spesso si tende a dimenticarlo o a non mantenerlo adeguatamente in salute. Eppure il pavimento pelvico svolge un ruolo fondamentale per il nostro benessere quotidiano. Parliamo di una “rete di muscoli invisibili” che sostiene la vescica, l'utero e l'intestino, oltre a contribuire al controllo della minzione, alla funzione sessuale e persino alla stabilità del core.

Prendersene cura soltanto dopo una gravidanza o con l'avanzare dell'età non è corretto: un pavimento pelvico tonico e ben allenato può migliorare la qualità della vita, prevenire disturbi come l'incontinenza e rafforzare la postura. Ecco perché bisognerebbe occuparsene sempre, anche attraverso semplici accorgimenti in grado di fare la differenza giorno dopo giorno. 

Cos'è il pavimento pelvico? 

«Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli e tessuti che chiude inferiormente il bacino e sostiene gli organi pelvici, ovvero vescica, utero e retto», spiega Nicoletta Carai, fisioterapista specializzata nel pavimento pelvico e osteopata. «Per funzionare correttamente non deve essere solo tonico, ma anche elastico e capace di adattarsi a diverse situazioni».

Il suo corretto funzionamento è cruciale per la salute generale: «Svolge una funzione escretoria e di continenza per quanto riguarda i nostri prodotti di scarto, e contribuisce al sostegno dell’utero durante la gravidanza. Molti, però, ignorano altri ruoli comuni a donne e uomini. Il pavimento pelvico, infatti, è importante anche per la stabilizzazione della postura, del bacino e della colonna lombosacrale, oltre che per la sfera sessuale», prosegue Francesca Crescini, fisioterapista specializzata nel pavimento pelvico.

Insomma, parliamo di una struttura fondamentale per il benessere globale della persona, che influisce su numerosi aspetti della nostra vita.

Come prendersene cura 

Mantenere il pavimento pelvico in salute significa preservarne tono, elasticità e funzionalità nel tempo. Accorgimenti che andrebbero adottati fin da giovanissime, come spiegano le esperte.

«Avere abitudini sbagliate può mettere a dura prova il nostro pavimento pelvico fin da piccole, portandolo a diventare troppo forte oppure poco elastico e funzionale. Averne cura e porvi attenzione è importante fin da giovani, per evitare problematiche fastidiose che possono poi diventare più gravi e invalidanti con il corso dell'età», sottolinea Crescini.

«Spesso tendiamo a considerare il pavimento pelvico solo quando compaiono dei disturbi, ma sarebbe opportuno iniziare a prendersene cura molto prima, imparando ad ascoltare il proprio corpo», aggiunge Carai. «Questo significa, ad esempio, rispettare i segnali fisiologici come lo stimolo a urinare o evacuare, senza ignorarli o rimandarli. Bisogna saper riconoscere anche eventuali campanelli d'allarme. Sintomi come dolore mestruale, dolore duranti i rapporti sessuali o fastidi pelvici non dovrebbero mai essere considerati “normali”, bensì segnali che il corpo ci invia per indicare che qualcosa non sta funzionando correttamente. Conoscere il proprio stato di salute fin da giovani permette di intervenire in modo preventivo, evitando l'insorgenza di disturbi e promuovendo un benessere intimo duraturo».

Attraverso delle accortezze quotidiane è possibile mantenerne l'efficienza e prevenire disfunzioni a lungo termine.

I segnali di un pavimento pelvico indebolito o disfunzionale

«È importante sottolineare che una disfunzione del pavimento pelvico non è necessariamente legata a una debolezza muscolare. Molto spesso, infatti, è dovuta a un eccesso di tensione (ipertono), cioè a un pavimento pelvico troppo contratto», precisa subito la dottoressa Carai.

«I segnali di squilibrio possono essere vari, dalla perdita di urina fino alla presenza di dolore durante i rapporti sessuali. Anche cistiti ricorrenti, secchezza, bruciore, stipsi e sensazione di non essersi mai svuotate del tutto dopo l'uso del bagno possono essere indicatori di un possibile problema», spiega la Dottoressa Crescini.

«Un altro segnale frequente è il dolore durante i rapporti sessuali, sia penetrativi che non», rimarca Carai.

Gli accorgimenti da seguire 

«Bisogna specificare che non esistono esercizi uguali per tutti o semplicemente suddivisibili per fasce d'età. Disfunzioni diverse possono dare sintomi simili, per questo è importante valutare con uno specialista come lavora il pavimento pelvico, così da costruire un percorso realmente mirato. Allenare questa muscolatura senza sapere se è troppo debole o troppo contratta può risultare poco efficace o addirittura controproducente», ci tiene a specificare Carai.

Tuttavia, ci sono alcuni semplici accorgimenti che possono essere seguiti quotidianamente senza controindicazioni.

Prosegue la dottoressa Carai: «Sarebbe bene utilizzare un rialzo sotto i piedi quando si va in bagno, per rilassare il pavimento pelvico e facilitare lo svuotamento. Inoltre, non bisogna né trattenere l'urina, perché può debilitare e portare ad automatismi non corretti, né svuotare la vescica quando il nostro corpo non lo richiede, un'abitudine errata che potrebbe portare a un'iperattività vescicale.

Un altro consiglio da seguire è quello di prendersi qualche minuto per allungare la muscolatura dopo aver fatto attività fisica, sdraiandosi e portando le ginocchia al petto, per favorire il rilassamento del pavimento pelvico attraverso una respirazione profonda».

Conclude la dottoressa Crescini: «Queste accortezze possono adattarsi a donne diverse, ma se si hanno sintomi persistenti o non si riesce a percepire il perineo, vale la pena fare una valutazione del pavimento pelvico con un fisioterapista specializzato».

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