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Menopausa: un’occasione di rilancio personale. Ecco perché

Guardiamo la fine della fertilità da un’altra prospettiva, con la consapevolezza che c’è ancora una partita da giocare. È la tesi, incoraggiante, di un nuovo libro

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La menopausa può dare alla donna una marcia in più. Una provocazione? No, è scritto nella biologia del corpo femminile. Lo dice Rossella Nappi, professore ordinario all’Università degli studi di Pavia e ginecologa dell’Irccs Policlinico San Matteo nella stessa città, con il suo libro Sulla cresta dell’onda. Cavalca la tempesta della menopausa per vivere bene, in forma, a lungo (Fabbri, 13,60 €). L’abbiamo intervistata per capirne di più.


Professoressa, nel mare agitato della menopausa s’impara a nuotare una volta tuffate dentro o ci si può preparare prima?
Bisognerebbe studiare per tempo la direzione dei venti, la posizione delle stelle e la rotta da tenere durante la traversata, per non farci sorprendere quando arriva l’onda. Non è facile. Tutte nasciamo pronte per diventare donne al segnale della prima mestruazione, però nessuna è pronta ad affrontare la scomparsa del ciclo. Nessuno ci prepara, neppure le nostre madri, che ci raccontano la loro esperienza del menarca e della gravidanza ma non quella della menopausa, vissuta spesso come un tabù. Dovremmo ricucire questa narrazione familiare e poi confrontarci con medici capaci di comprenderci e di dare alla questione l’attenzione che merita.


Il primo capitolo del suo libro s’intitola “La verità, vi prego, sulla menopausa”: perché questa invocazione?
Perché non riusciamo a liberarci dagli stereotipi. La donna è ancora identificata con la maternità e quando non è più fertile viene vista come sfiorita, qualcosa di secco e inutile da accantonare in un angolo. Sono retaggi antichi che non riusciamo a superare, ma che dovremmo combattere anche a partire dal lessico: oggi, per esempio, non si parla più di atrofia vaginale, che dà l’idea di secchezza e di privazione, ma di disturbo genito-urinario legato alla menopausa. Può essere un inizio.


Dice che non esiste la menopausa, ma esistono le menopause: tornando alla metafora del mare, ogni donna ha la sua onda...
Ciascuna di noi ha il suo patrimonio genetico, il suo stile di vita, la sua esperienza, e quindi vive la menopausa in modo diverso, dal punto di vista fisico e psicologico. L’importante è guardare con gratitudine questo traguardo della vita e diventare responsabili della propria salute, con la consapevolezza che c’è ancora una partita importante da giocare.


Come si fa a trasformare la menopausa in un’occasione di rilancio personale?
Bisogna innanzitutto accettare il tempo che passa e smetterla di credere di poter essere sempre uguali a noi stesse: non parlo solo delle rughe, ma anche del rapporto con il partner. Non dobbiamo nasconderci che anche noi, come gli uomini, dopo una certa età, per esempio, abbiamo bisogno di più stimoli per raggiungere il piacere: la sessualità non è più quella dei vent’anni, ma è fatta di tempi più lenti, attenzioni diverse. Da questo punto di vista, la menopausa può essere l’occasione per far evolvere il sesso e anche il rapporto di coppia.


Ma durante la menopausa contrassegnata da ansia, vampate, insonnia come si può avere voglia di acquisire nuovi talenti?
Intanto, non tutte le donne hanno disturbi. E poi, pensiamo a chi soffre di sindrome premestruale, per loro la menopausa può essere una liberazione, che permette di concentrarsi su se stesse e sulle proprie attività. Con la fine della fertilità, poi, oltre all’ovaio che produce ancora testosterone, c’è il surrene che continua a produrre un precursore degli ormoni, il Dhea, che viene metabolizzato dalle cellule e rappresenta una risorsa da sfruttare: se facciamo sport ci aiuta a scolpire meglio i muscoli, se alleniamo la mente potenzia la memoria. L’importante è esercitarsi, perché gli ormoni da soli non bastano: bisogna agire.


TUTTI AL FESTIVAL
Parlare apertamente della menopausa e condividere i problemi con altre donne riduce la severità dei sintomi e abbassa i livelli dell’ormone dello stress: lo dimostrano i dati preliminari di uno studio scozzese condotto sulle donne che hanno partecipato regolarmente ai cosiddetti “Menopause Café”.

Sono eventi pubblici, realizzati da volontari e senza scopi di lucro, dove i partecipanti (principalmente donne ma anche uomini) si incontrano per parlare liberamente del tema della menopausa mentre consumano cibo e bevande, per combattere i tabù e vincere la solitudine. L’iniziativa, nata in Scozia nel 2017, ha preso piede anche in Gran Bretagna e ha dato vita al Menopause festival, che a maggio 2020 celebrerà la sua terza edizione a Perth, in Scozia.


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Articolo pubblicato sul n. 48 di Starbene in edicola dal 12 novembre 2019

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