Cos’è il glaucoma?

Il glaucoma è una delle principali cause di cecità nel mondo



Il glaucoma è una patologia oculare che si genera, di solito, a causa dell’eccessivo aumento della pressione del liquido circolante all’interno dell’occhio, con inesorabile danneggiamento del nervo ottico.

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Salute, a soffrire di glaucoma sarebbero 55 milioni di persone nel mondo di cui circa un milione in Italia, anche se, come spiega il dottor Giulio Leopardi, responsabile dell’unità di oculistica del Policlinico di Ponte San Pietro, «metà dei pazienti non sa di esserne affetta, perché l’aumento della pressione dell’occhio è asintomatica, a meno che la malattia non si presenti in forma acuta, cioè tramite un brusco aumento della pressione oculare che si verifica a livelli molto elevati in pochi minuti».

Le difficoltà di visione e addirittura la completa cecità sono conseguenze estreme della malattia che possono essere evitate con una cura e una diagnosi tempestive: infatti, come aggiunge il dottor Leopardi, «il calo della capacità visiva, spesso primo sintomo della malattia, è irreversibile, pertanto la diagnosi dev’essere posta senza arrivare ad una compromissione del nervo ottico».

Tra i fattori di rischio per lo sviluppo del glaucoma rientrano la familiarità, una pressione oculare già elevata, l’età superiore ai quarant’anni e l’essere affetti da malattie sistemiche come il diabete: inoltre «vanno monitorati per la condizione anche i soggetti che utilizzano abitualmente terapie cortisoniche sistemiche o in collirio. Insomma, soprattutto per chi è esposto ad un maggior rischio ed in generale per le persone che hanno più di quarant’anni, è consigliabile sottoporsi a controlli regolari, dal momento che l’insorgenza del glaucoma è spesso asintomatica e la malattia si riscontra casualmente durante le visite oculistiche di routine».

Ma per quale motivo ad un certo punto si verifichi un innalzamento della pressione oculare, che nel lungo termine determina il danneggiamento dei neuroni coinvolti nella visione, non è ancora del tutto chiaro: uno studio recentemente pubblicato sulla rivista American Journal of Ophthalmology suggerisce come, probabilmente, anche il sistema immunitario giochi un ruolo importante nella genesi del glaucoma.

Gli autori dello studio hanno infatti scoperto come i pazienti con diagnosi di glaucoma abbiano fatto registrare livelli di immunoglobuline superiori al normale, un indice risultato particolarmente elevato nei soggetti che soffrono di febbre da fieno, asma o che sono allergici a gatti e scarafaggi.

«Per quanto riguarda le terapie del glaucoma – conclude il professor Leopardi – si va da quelle tradizionali con colliri (che vanno istillati per tutta la vita) ai trattamenti laser, che soprattutto nella fase di pre-glaucoma, possono evitare o ritardare notevolmente l’avvento della malattia. è il caso dell’iridotomia profilattica, praticata con YAG laser da oltre trent’anni e ormai estremamente diffusa, o di trattamenti con laser SLT sul trabecolato, il tessuto dove si uniscono la sclera e la cornea, che viene stimolato dal raggio laser affinché riprenda la sua funzione di “pompa”, favorendo la fuoriuscita dell’umore acqueo e mantenendo così la pressione oculare nei limiti fisiologici. Quando però né i colliri né i trattamenti laser riescono a mantenere in equilibrio la malattia glaucomatosa, è necessario ricorrere all’intervento chirurgico, negli anni affinatosi e divenuto sempre meno invasivo».

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