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Ogni desiderio si può realizzare: ecco come si fa

Riuscire a mettere a fuoco che cosa vogliamo veramente dalla vita ci permette di essere sempre dinamici e aperti ai cambiamenti. Ecco le tecniche più collaudate per continuare a progettare

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Che cosa vuoi veramente per te? Che cosa ti manca? Di che cosa hai voglia? Se ritieni che esprimere un desiderio sia una cosa da bambini, un pensiero magico che non può trovare più spazio nella concretezza della tua vita di adulto, forse stai perdendo molte occasioni importanti.

Perché il senso (e il bello) della vita è legato allo sviluppo delle nostre potenzialità. Desiderare ciò che non abbiamo, quindi, non è un capriccio ma equivale a far emergere la parte di noi più autentica. A volte basta solo immaginarla e formularla a parole per fare un passo concreto verso la progettazione di un cambiamento.

Desiderare significa volere diversamente, non rassegnarsi a quello che abbiamo, non adeguarsi a come siamo.


Perché a un certo punto si smette

Perché a un certo smettiamo di aspirare a qualcosa o qualcuno? «Perché poniamo sempre dei grandi preamboli ai nostri sogni: i doveri, le responsabilità, la mancanza di tempo, ma anche la paura di deludere le persone che ci stanno attorno, o semplicemente il timore di fallire.

Così rinunciamo o rimandiamo, che poi è la stessa cosa», ci spiega Roberta Vacca, psicologa e formatrice a Cagliari (cambioprospettiva.it). Desiderare qualcosa per se stessi, dunque, appare un atteggiamento scomodo, faticoso, talvolta addirittura egocentrico e infantile.

«Accade perché il più delle volte consideriamo un traguardo l’essere contenti di come siamo e il farci andare tutto bene, l’adeguarci alle condizioni in cui ci troviamo a vivere. Niente di più fuorviante», provoca Igor Sibaldi, scrittore, studioso di teologia e autore del seminario “Oltre 101 desideri”. Secondo Sibaldi, desiderare è il più potente strumento che abbiamo di autoanalisi e di riprogrammazione. «È un meccanismo che ci fa scoprire mondi interiori sconosciuti e affascinanti, e ci fa accorgere di quello che siamo indipendentemente dall’esterno», prosegue l’esperto. «In più cambia la nostra vita in meglio. Perché chi non sogna ha un’esistenza piatta, immobile, teme i cambiamenti e quindi sopporta tutto. Insomma, vive come se avesse un campo visivo ridotto».


Il piano d’attacco

L’invito, dunque, è a compiere una vera rivoluzione: imparare a essere scontenti, insoddisfatti, ma in senso positivo, attivandosi per cambiare e non limitandosi alla semplice lamentela. «La domanda da farsi, per tornare a desiderare, è: che cosa mi piace fare, che cosa mi rende felice?», suggerisce Roberta Vacca. «Questo piccolo grande momento di introspezione serve a capire se stiamo inseguendo obiettivi veramente nostri o se, al contrario, ci stiamo adeguando alle aspettative altrui.

Scoprire se la vita che abbiamo scelto ci corrisponde o meno è un primo passo per capire come renderla più nostra. In fondo, a ben pensarci i desideri non implicano mai una sola scelta, tra A e B, ma trovano terreno fertile nelle tante possibili alternative. «Questo significa che non dobbiamo sempre e solo sacrificare ciò che ci piace, o relegarlo a momenti brevi e circoscritti, come le vacanze», prosegue la psicoterapeuta.


Due step fondamentali

Il piano d’attacco per rivitalizzare la voglia di sognare è in due mosse. «Il primo step consiste nel ritrovare un contatto con se stessi, attraverso la creatività e, soprattutto, l’ascolto di noi, delle più piccole e quotidiane richieste della mente e del nostro corpo. Pensiamo a quante volte ci dimentichiamo di bere, per esempio. Il secondo passo prende forma con il disobbedire: non dobbiamo sempre dimostrare o fare necessariamente qualcosa. Usando una metafora, possiamo anche intraprendere un viaggio solo nostro», consiglia l’esperta. «E per contrastare la paura di progettare qualcosa di nuovo, dobbiamo familiarizzare con il concetto di fallimento, accoglierlo e ridargli il valore che ha: cioè quello di una tappa sul nostro cammino, che ci indica la strada da percorre».

Il desiderio abita il territorio dell’incertezza e al tempo stesso della crescita interiore. «Desiderare può creare problemi, certo. Ma sono proprio gli ostacoli che ci fanno andare avanti e gettare lo sguardo oltre le nostre possibilità», aggiunge Sibaldi che nei suoi corsi, e su Youtube, insegna una tecnica precisa, quella dei 101 desideri, appunto.

Per applicarla servono due quaderni, uno di brutta e uno di bella. Sul primo, dobbiamo elencare 150 desideri, iniziando con “Io voglio...”, perché è un’assunzione di responsabilità. Occorre osservare alcune regole: per esempio, ogni desiderio non deve essere espresso con più di 14 parole. Non bisogna iniziare con il “non” né chiedere storie d’amore con persone specifiche. Infine, non dobbiamo fare paragoni (“voglio un lavoro più bello di quello di Maria”) o chiedere denaro.

«L’obiettivo è quello di evitare desideri astratti o generici», spiega Sibaldi. «Chiedere di essere felice non significa nulla, occorre “cosificare” il desiderio, riuscire a definirlo per commisurarlo a noi e alle nostre possibilità».


È un circolo virtuoso

Un numero enorme, 150. Potrebbe risultare impossibile, ma via via saremo in grado di ampliare le nostre prospettive, assicura Sibaldi. Poi, si passa al quaderno di bella, in cui verranno riportati “solo” 101 desideri, che dovranno essere letti tutti i giorni, per un anno intero.

«Mentre scriviamo, la nostra personalità cambia profondamente, e il mondo esterno appare più bello e pieno di suggerimenti. Man mano che le nostre aspirazioni crescono, il cuore e la mente si allargano», prosegue l’esperto.

«Rileggere tutti i giorni l’elenco, infine, serve alla nostra parte razionale ad accettare quello che abbiamo scritto e a mettersi in moto». Via via che si realizzano si sostituiscono con nuovi obiettivi. «L’esperienza dimostra che più le richieste sono strampalate, più velocemente si realizzano. Quando ci affidiamo ai nostri desideri, mettiamo in moto meccanismi cerebrali che prima erano addormentati, quindi siamo più attenti, rapidi e motivati. In più, il mondo esterno produce nuova energia, lo sentiamo cambiare quasi fisicamente, ed è come se si attivassero forze che fanno filare tutto liscio», assicura Sibaldi.


Il seminario

Lo scrittore Igor Sibaldi sta portando nelle principali città italiane il suo tour “Oltre 101 desideri”: incontri di otto ore durante i quali è possibile apprendere e mettere in pratica la “tecnica dei 101 desideri”. Ecco i temi delle giornate.

- Chi e che cosa ci proibisce di desiderare, come disobbedire a queste proibizioni e come individuare i limiti dei nostri desideri e superarli.

- Come si trasforma il mondo quando si comincia a desiderare e come non temere questa trasformazione.

- L’evoluzione della tecnica dei 101 desideri, un potente strumento di autoanalisi e riprogrammazione.

- Cosa si cela oltre l’atto di desiderare, come funzionano i desideri, come puoi trasformarli e farli diventare 10 volte più grandi.

Le tappe del tour saranno: 9 marzo e 4 maggio, a Rimini, presso lo Yes Touring Hotel; 23 e 24 marzo a Torino all’NH Santo Stefano; 30 marzo a Roma al Green Park Hotel Pamphili. Info su life-strategies.it



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Articolo pubblicato sul n. 11 di Starbene in edicola dal 26 febbraio 2019



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