L’Italia è oggi la destinazione più desiderata per le vacanze in bici e il cicloturismo rappresenta uno dei settori a più rapida crescita dell’industria turistica. Nel 2024 ha generato 9,8 miliardi di euro di impatto economico diretto, con un incremento del 54% rispetto all’anno precedente.
Il secondo macroscopico fenomeno legato al mondo delle due ruote è l’aumento delle appassionate. Secondo il rapporto “Viaggiare con la bici” di Enit e Legambiente, le donne rappresentano circa il 29,7% dei cicloturisti italiani. Una quota in costante crescita e con un profilo ben definito. Hanno prevalentemente un’età compresa tra i 30 e i 55 anni, un livello di istruzione medio-alto e sono soprattutto impiegate, insegnanti, lavoratrici autonome e professioniste. Preferiscono tappe giornaliere tra i 30 e i 60 chilometri, fanno un ampio uso di e-bike. E ricercano, per rendere le vacanze in bici indimenticabili, servizi accessori come il trasporto bagagli, le guide locali e l’assistenza tecnica. La loro esperienza cicloturistica perfetta combina natura, cultura, sicurezza e tempo da dedicare alle comunità locali.
Pedalare soddisfa la curiosità in modo gentile
È un fenomeno di cui ci si rende conto a colpo d’occhio. Le ciclabili sono sempre più frequentate dalle donne, che si spostano per visitare, scoprire. Un modo fantastico per combinare benessere e salute, per conoscere il territorio in modo lento e gentile, per lasciarsi tempo in giornate che sono sempre troppo piene di impegni, per prendersela finalmente un po’ comoda. Anche se in bici un po’ di fatica ovviamente si fa.
Ne abbiamo parlato con Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera del Cicloturismo, il più grande evento italiano dedicato ai viaggi in bicicletta, e membro attivo del network Women in Cycling (womenscyclingnetwork.ca). «Già dall’andamento della Fiera capiamo tanto del settore», racconta. «Cresciamo ogni anno del 30% e siamo semplicemente uno specchio del mercato. Isnart, l’Istituto nazionale di ricerche turistiche, Unioncamere e Legambiente confermano e ci raccontano che sempre più territori investono in ciclovie e servizi, e del notevole sviluppo del turismo in bicicletta soprattutto nelle aree rurali».
Il futuro delle vacanze in bici? In discesa
Secondo i dati più recenti di Isnart, infatti, in Italia il cicloturismo genera un indotto economico superiore ai 9 miliardi di euro, raggiungendo circa gli 89 milioni di presenze. Fiab, la Federazione italiana ambiente e bicicletta, prevede una crescita verso gli 11 miliardi entro il 2033. «Le donne che viaggiano su due ruote crescono in modo esponenziale ed è un enorme risultato, perché il cicloturismo in Italia è per tradizione uno sport maschile», osserva Pinar Pinzuti. «Ma la bici è anche curiosità e viaggiare scoprendo è un piacere molto femminile. Non dimentichiamoci, poi, che sono le donne a scegliere più spesso dove e come faranno vacanza le famiglie. Avvicinarle significa coinvolgere tutto il nucleo familiare».
I “grand tour” in cui la qualità conta più dei chilometri
«C’è tutto un movimento che influisce sulla crescita del ciclismo rosa: sempre più eventi dedicati, appuntamenti ed escursioni al femminile, dove condividere, passare del tempo di qualità insieme, fare esperienza, senza dover esagerare con le salite e i chilometri», continua Pinzuti. «La tecnologia, poi, ci dà una mano, perché le app permettono anche alle meno esperte, o a chi non conosce un territorio, di trovare i percorsi più adatti. E poi le donne sui pedali sono sempre più visibili e questo non solo attrae altre donne, ma crea un circolo virtuoso che coinvolge anche chi progetta bici e accessori o prodotti da cicloturismo per accogliere queste nuove appassionate».
Così è nato il progetto “Benvenute” della Regione Toscana, un Grand Tour dedicato alle viaggiatrici e padrone di casa che abbina esperienze e accoglienza con una narrazione al femminile. E così si è sviluppato Bikeboobs Trails, il primo trail bikepacking, nato nel 2023 e dedicato esclusivamente alle donne. È una pedalata di gruppo su più distanze (dai 197 ai 295 chilometri) quest’anno con partenza libera dal 17 al 19 settembre a Orbetello (Gr) e arrivo il 20 settembre a Buonconvento (Si). Si pedala insieme su strade bianche, su percorsi mai troppo muscolari.
Un settore che diventa sempre più rosa
Quella per il cicloturismo è una passione raccontata anche dai numeri. «Su molti percorsi esiste una sorta di credenziale, un pass gratuito, che permette ai gestori di raccogliere dati come genere, età e provenienza, da timbrare nelle strutture per ottenere delle agevolazioni. In questo modo abbiamo scoperto che la Ciclovia Oropa, nel Biellese, è stata la prima in Italia ad avere una frequentazione più femminile che maschile. Apprezzatissima dalle donne è anche Sicily Divide, 460 chilometri tra Catania e Trapani», sottolinea l’esperta di cicloturismo.
Inoltre, stanno nascendo anche ciclovie o esperienze di viaggio create dalle donne. Unconventional Salento, un “cicloviaggio insolito” di 200 chilometri circa, tra Lecce e Santa Maria di Leuca, è nato da un’idea di Daniela Scianaro. E la Via Silente, 600 chilometri di ciclovia nel Cilento, segue le tracce dell’itinerario percorso da Carla e Simona, che nel 2014 si immersero nella loro terra, connettendo sentieri, strade, persone ed emozioni.
Le donne in viaggio creano reti di supporto
Tanta passione in rosa si trova anche su Komoot. «È una app tour planner dove trovare suggerimenti su percorsi di cicloturismo, ma anche brevi gite da pedalare in giornata. Pure qui le donne sono sempre di più e condividono non solo tracce, ma anche bellezza, emozioni e supporto, con suggerimenti concreti», prosegue Pinzuti. «Perché il bello delle donne del cicloturismo è anche il fatto che si supportino, che si raccontino non tanto quanti chilometri hanno fatto, ma come sono riuscite a superare i tratti più impegnativi, quante belle persone hanno conosciuto durante le ore in sella, quanto hanno imparato e vissuto».
Anche la gioia della condivisione e un nuovo tipo di comunicazione, più dedicata alle emozioni e meno alle performance, è fondamentale per accogliere sempre più donne nel mondo del turismo in bicicletta. «Cresce il numero delle guide di viaggio realizzate da appassionate che scrivono e raccontano il ciclismo femminile, con un vocabolario nuovo, capace di generare connessioni», aggiunge l’esperta. Aumentano, in modo esponenziale, anche le guide escursionistiche donne, con una specializzazione ciclistica. E sta crescendo il numero di quelle che stanno “dietro le quinte”, che lavorano nell’industria del ciclismo, per creare opportunità di crescita, di scambio e di ispirazione. «Realizzando accessori o bici più femminili, promuovendo eventi dedicati, creando occasioni di incontro in bicicletta, per tutte», conclude Pinar Pinzuti.
4 percorsi speciali per chi si mette in sella

FINO ALLA LAGUNA, SENZA FRETTA: la Ciclovia Alpe Adria. Parte da Salisburgo, in Austria, ma nel tratto italiano connette Tarvisio a Grado, sempre in Friuli. Sono 175 chilometri, da percorrere comodamente in più giorni, passando dalle Alpi Giulie ai colli morenici, dalla pianura alla laguna, attraversando luoghi iconici come Venzone, Palmanova e Aquileia, pedalando spesso in leggera discesa, sfruttando il percorso di una ex ferrovia. Info: alpe-adria-radweg.com

LA PRIMA PER SOSTENIBILITÀ: la Ciclovia Treviso Ostiglia. È una splendida scelta per godersi un’avventura in bici senza stress. Si tratta della prima ciclovia certificata al mondo GSTC (Global Sustainable Tourism Council), un riconoscimento che attesta che il percorso rispetta i più rigorosi standard globali di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Partendo da Treviso, si snoda lungo i 110 chilometri della ex linea ferroviaria militare e attraversa ben quattro province (Treviso, Padova, Vicenza e Verona). Sono previsti lavori di prolungamento fino a Cologna Veneta, per un totale di 118 chilometri. Gran parte della ciclovia attraversa il Parco del Sile, un’area naturalistica dove si pedala accanto all’omonimo fiume. Info: ciclabile-treviso-ostiglia.it

IL LUNGOLAGO PER TUTTI: la Ciclovia del Trasimeno. Questo itinerario ad anello, di circa 59 chilometri, costeggia quasi interamente il perimetro del lago omonimo in Umbria. Il percorso è pianeggiante, con un dislivello che supera di poco i 100 metri, e si sviluppa tra piste ciclabili protette, strade sterrate e brevi tratti di viabilità ordinaria. Si parte da Passignano, dove si trovano tutti i servizi. Info: umbriatourism.it/ it/w/ciclovia-del-trasimeno

IMMERSA NEL VERDE E TRA I BORGHI: la Ciclovia del Mincio. Unisce Peschiera del Garda a Mantova: sono 37 chilometri di percorso protetto, immerso nel verde, che permettono di attraversare anche Borghetto sul Mincio, che fa parte del circuito Borghi d’Italia. È una pedalata da fare in giornata, partendo da Peschiera, città fortezza Patrimonio Unesco, e arrivando a Mantova, dove la ciclabile entra in città costeggiando i laghi e regalando un panorama indimenticabile sul Palazzo Ducale. Info: parcodelmincio.it

