Va di moda il soft clubbing: si fa festa di giorno, puntando al benessere

Niente paillettes e zero (o poco) alcol: oggi si balla e ci si scatena di mattina, tra luce, musica e movimento. Si chiama soft clubbing ed è una nuova abitudine che sta conquistando giovani e meno giovani, alla ricerca di un divertimento “sano”

Va di moda il soft clubbing: si fa festa di giorno, puntando al benessere
Foto: iStock

Dove prima c’era la pista da ballo adesso c’è quella di atletica e al posto del gin tonic c’è lo smoothie, ma la musica e il divertimento sono rimasti al loro posto. La nuova movida ha traslocato dal cuore della notte alla luce del giorno perché a Millennials, Gen Z ma anche ai non più giovani, adesso piace solo ballare, senza sballare. Spostare al mattino il contesto tipico dei locali notturni è una rivoluzione che si chiama soft clubbing. «È anche una soluzione: finalmente si può socializzare da sobri, con consapevolezza e senza perdere il valore del giorno dopo», afferma Vincenzo Russo, docente di psicologia dei consumi e neuromarketing all’Università Iulm di Milano.

È così che i rave party, quelle feste a base di musica e alcol che duravano un’intera notte, adesso si sono evoluti in coffee rave e si concentrano a colazione, mentre le serate disco hanno assunto la connotazione di soft clubbing e raduni sportivi mattutini, con tanto di dj set. Dopo il caso-scuola dello spagnolo Fitz, storico locale notturno che ha aperto al mattino per accogliere centinaia di persone in pantaloncini e farle ballare insieme bevendo succhi di frutta, anche nel resto d’Europa e in Italia si stanno moltiplicando eventi di questo tipo.

Più sicurezza e meno eccessi

Ballare con un dj set in pieno giorno sembra un ossimoro per chi è abituato a fare le ore piccole. «Più che una moda passeggera, invertire tempi e modi del divertimento è un cambiamento epocale», spiega il professor Russo. «La possibilità di divertirsi insieme agli amici non è più collegata all’eccesso ma intimamente connessa a un’idea di benessere che sta prendendo piede anche tra i giovanissimi. In un certo senso, questa nuova tendenza è il risultato dell’iperstimolazione in cui oggi siamo immersi. Nel mare di interazioni virtuali effimere, abbiamo riscoperto l’esigenza di stabilire pochi ma sostanziali contatti umani». Cosa che è più facile ottenere di giorno davanti a un caffè che di notte dopo qualche bicchiere di troppo.

«In parte, il nascente fenomeno del soft clubbing dipende anche dalla difficoltà che hanno i giovani a costruire la propria identità», continua l’esperto. «Prima erano la famiglia, la scuola, la chiesa a dirti chi e cosa dovevi diventare. Oggi l’assenza di precise indicazioni provoca insicurezza. E così cerchiamo rifugi, luoghi sicuri». A tutto questo si aggiunge l’aspetto pratico, soprattutto per le donne: in pieno giorno, con la luce del sole e tra persone sobrie, ci si sente più sicure.

Dal macchiato al mojito, sempre con giudizio

La lucidità da caffeina invece della nebbia da sbornia: sono nati da questa esigenza diffusa i coffee rave, dj set con colazione dalle 8 in poi. «L’idea è stata di due clienti abituali che sono nel giro dei dj set. Alla gente piace un sacco, balla sui marciapiedi lungo il naviglio Martesana», raccontano i gestori di Tipografia Alimentare, bistrot e food hub a Milano, tra i primi della scena meneghina a inaugurare a colazione questa innovativa forma di soft clubbing, cioè di divertimento diurno, leggero e rilassato, che ti permette di iniziare bene la giornata. Da un anno, l’appuntamento qui è un must, una volta al mese.

Spazio anche a yoga e pilates

«Noi veniamo da esperienze musicali, organizzazione di feste ed eventi, e abbiamo portato dall’estero a Roma l’idea del coffee rave», racconta Francesco Russo, ideatore del format The Backstage Hub a Roma, sul quale ha scommesso con i colleghi Francesco, Caterina e Filippo del Core. «Abbiamo iniziato un po’ timorosi, non ci aspettavamo tanto successo. La nostra formula funziona così: un momento di risveglio muscolare per tonificarsi, per esempio yoga o pilates, poi colazione con un menu di caffè ricco e vario come quello dei cocktail. Si balla con musica elettronica e poi tutti a casa, all’università o al lavoro per godersi il resto della giornata pieni di energia». Il pubblico è vario, dai 20enni ai 50enni, tutti accomunati dalla volontà di non sacrificare la salute sull’altare del divertimento.

Una rivoluzione per i rapporti

Le variazioni del soft clubbing sono tantissime. «Abbiamo notato che i festival musicali non iniziano più nel tardo pomeriggio per andare avanti tutta la notte, ma subito dopo pranzo per chiudersi all’ora di andare a letto», continua Francesco del Core. «I 30enni bevono meno alcol, fanno più sport e tengono di più alla salute». Lo dimostra il successo di nuovi format, arrivati da poco in Italia: come m2o Morning Club con il dj Albertino alla Fabbrica del Vapore di Milano, una discoteca di giorno con caffè e cornetti e, a Roma, Soft Clubbing Rome-The day party che propone eventi al mattino con colazione inclusa.

«Questi format smitizzano la notte come unico luogo del divertimento e favoriscono connessioni più autentiche: di giorno gli incontri sono più veri», conclude Russo. «E con la luce naturale anche la condivisione social è più efficace». Un dettaglio non da poco.