Cosa sarebbe l’attività sportiva senza i carboidrati? Vero e proprio carburante per mettere in moto il corpo e dare energia al cervello, sono tra i nutrienti da considerare a ogni pasto. E, fra le fonti di carboidrati complessi, ideali per affrontare le attività sportive, c’è la pasta. Ma quando consumarla? E con quali abbinamenti? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Emiliana Giusti, medico chirurgo, specialista in Scienza dell'Alimentazione, divulgatrice scientifica e nutrizionista di Deborah Compagnoni.
Lei consiglia la pasta di sera. Perché?
«La pasta possiede sostanze come il triptofano, che l’organismo trasforma in serotonina portando a un effetto sedativo e miorilassante, che favorisce un sonno ristoratore. Fornisce poi l’energia per la digestione e per depurare il fegato che avvia i processi di espulsione delle tossine durante la notte. Consumare la pasta di sera aiuta, dunque, a sentirsi più leggeri, digerire meglio e dormire sonni tranquilli».
Che consigli dietetici ha dato a Deborah Compagnoni?
«Quando venne da me, la sua richiesta fu di tenere sempre alta la performance; infatti, anche con la fine della carriera agonistica non ha mai smesso di fare sport. Aveva avuto un intervento intestinale in giovane età e bisognava ottimizzare l’alimentazione con gli abbinamenti giusti. La cosa bella di questa atleta è che ha sempre ascoltato molto il suo corpo, capendo quando un cibo non funzionava per lei. È fondamentale per chiunque imparare a prestare ascolto ai messaggi che lancia l’organismo».
Come ha inserito i carboidrati nella sua dieta?
«A colazione ho consigliato pane tostato o, ancora meglio, raffermo, per via delle ottime proprietà a livello intestinale. Deborah lo condisce con olio evo e origano oppure con burro e miele. A pranzo la quota di carboidrati può essere soddisfatta dal pane, o dalla polenta che lei ama, dalle patate o anche dalla frutta. Serve poi la parte proteica, come ad esempio la carne, con l’avvertenza di spremere sopra del limone, per facilitare la capacità di assorbimento del ferro.
Il contorno ideale è una verdura ricca di acqua di vegetazione, come finocchi, indivia e scarola, per far lavorare meglio il fegato. Magari abbinata alla rucola che ha azione energizzante. A cena ho consigliato cibi miorilassanti come, ad esempio, la pasta con zucchine e pinoli oppure mandorle, magari con semi di canapa, ricchi di proteine. Quando si consumano verdure come verze, cavolfiori e broccoli, il consiglio è utilizzare l’alloro nell’acqua di cottura per ridurre i gas di fermentazione».
(La foto di Deborah Compagnoni è di Claudio Lavenia/Getty Images)
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