Dieta Portfolio: cos’è il metodo per abbassare il colesterolo del 30% senza farmaci (e senza rinunce)

Se punti sugli alimenti vegetali e scegli i cereali non raffinati puoi ridisegnare il tuo profilo lipidico. Arrivando a ridurre del 28-30% il valore dell’LDL

Dieta Portfolio: cos’è il metodo per abbassare il colesterolo del 30% senza farmaci (e senza rinunce)
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«Mangio in modo super controllato, eppure le mie analisi del sangue dicono il contrario. Sarà colpa della genetica». È questa la considerazione scoraggiata che spesso si sente ripetere negli studi di medici e nutrizionisti, di fronte a valori eccessivi del cosiddetto colesterolo cattivo LDL. Un paradosso che svanisce non appena si approfondisce il contenuto di quel sedicente regime salutare.

«Quando chiedo ai pazienti di descrivermi cosa intendano per mangiare sano, scopro che seguono le diete più bizzarre: per esempio hanno eliminato completamente pane e pasta e consumano quotidianamente bresaola, carni rosse magre, uova e burro», racconta Daniele Basta, biologo nutrizionista, specialista in patologia clinica. «Ecco spiegato il motivo per cui il colesterolo LDL non scende, anzi, spesso aumenta. Il fulcro di una vera strategia non risiede affatto nel privarsi dei carboidrati complessi, bensì nel saperne distinguere la qualità e selezionare meticolosamente le fonti lipidiche e proteiche».

Certo, esistono indubbiamente forme di ipercolesterolemia di origine genetica, oppure casi dove questo fattore è preponderante, o quadri clinici che richiedono interventi medici mirati, ma in moltissimi casi il problema risiede esclusivamente nel piatto e non nel codice genetico. Il pane o la pasta, soprattutto integrali, non sono nemici da combattere. Il vero fattore discriminante è rappresentato dalle quantità, dai condimenti e dalle fonti proteiche che li accompagnano, e in generale dall’intero contesto alimentare.

Che cos’è la dieta Portfolio e come nasce

Per rispondere a questa esigenza clinica, nei primi anni 2000 il professor David J.A. Jenkins e il suo team di ricerca presso l’Università di Toronto, in Canada, hanno elaborato la cosiddetta dieta Portfolio (nota in letteratura anche come Portfolio Eating Plan).

Si tratta di un modello alimentare specificamente concepito per abbassare il colesterolo attraverso la combinazione sinergica di alcuni alimenti dall’efficacia scientificamente provata. I risultati clinici, pubblicati in prestigiose riviste scientifiche come il Journal of the American Medical Association (JAMA) e l’American Journal of Clinical Nutrition, hanno dimostrato che questo approccio è in grado di ridurre il colesterolo cattivo con un’efficacia sovrapponibile a quella delle statine di prima generazione a basso dosaggio, in media del 28- 30%.

La dieta Portfolio non prevede una restrizione calorica punitiva, è per molti aspetti simile alla dieta mediterranea ma funziona come un portafoglio di investimenti per il proprio sistema cardiovascolare: più elementi protettivi si inseriscono per agire in sinergia nella propria routine, maggiore sarà il beneficio che si accumula nel corso del tempo.

A chi è rivolta la dieta Portfolio

«Se consideriamo che il valore ottimale dell’LDL in assenza di fattori di rischio (ipertensione, fumo, diabete, ecc.) è inferiore a 100 mg/dL, e che si dimezza in chi presenta un rischio elevato, riuscire ad abbassarlo così tanto solo con la dieta è una vera e propria strategia terapeutica» sottolinea l’esperto.

«Il candidato ideale per questo tipo di dieta si trova spesso in una “zona grigia”: ha valori di colesterolo superiori alla norma, ma non presenta significativi fattori di rischio associati. In questi casi, dove il rischio cardiovascolare è medio-basso, dopo valutazione medica, l’intervento nutrizionale può essere il primo step. La dieta Portfolio diventa quindi lo strumento di elezione per tentare di normalizzare i parametri in modo naturale, evitando una terapia medica».

Questo approccio è perfetto anche per chi, pur assumendo già le statine, vuole dare una mano al farmaco, arrivando a ridurne la dose. L’ideale, in tutti i casi, è farsi sempre seguire da un nutrizionista che possa personalizzare la dieta in base alle esigenze di ciascuno.

Come mantenere i benefici nel tempo

Uno dei vantaggi di questo regime alimentare risiede nella rapidità dei risultati, che invogliano a proseguire. I benefici evidenziano una riduzione del colesterolo LDL intorno al 28-30%, con una diminuzione del rischio cardiovascolare osservata già dopo 6-8 settimane.

Ma cosa succede dopo aver stabilizzato i parametri? «Una volta raggiunto l’obiettivo, la dieta può e deve aprirsi a una maggiore flessibilità per trasformarsi in uno stile di vita permanente e sostenibile», chiarisce il dottor Daniele Basta. «Non si tratta di vivere di privazioni. La pizza del fine settimana in compagnia o il gelato occasionale sono concessi e del tutto insignificanti sul bilancio lipidico complessivo».

Curare le proprie arterie senza rinunciare al gusto, quindi, non solo è possibile ma rappresenta l’unica vera prevenzione a lungo termine.

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