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Quando l’insonnia diventa un problema estivo

Spesso il caldo e l’umidità rendono quasi impossibile il riposo notturno: l’omeopatia e la fitoterapia possono aiutare



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L’estate, sempre più spesso, ci ha abituati a terribili ondate di calore e a sbalzi termici anche di 10 gradi nella stessa giornata: gli squilibri termici possono aumentare i casi di insonnia soprattutto fra i giovani, i ragazzi (specialmente se ancora impegnati con lo studio) e le persone anziane.

Contro i capricci del tempo si può fare ben poco, ma certo affrontare le lunghe giornate estive senza aver dormito è molto pesante: l’omeopatia e la fitoterapia però, possono essere un valido approccio all’insonnia.


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Dormire d’estate è spesso un’utopia poiché il caldo, l’afa e l’umidità possono minare al riposo notturno: a soffrire di più d’insonnia estiva sono gli anziani e tutti coloro che sono ancora alle prese con lo studio.

L’omeopatia spiega, inoltre, che a rischio insonnia sono gli individui con costituzione carbonica e fosforica, molto sensibili anche agli squilibri dell’umore. Per tutti, indipendentemente dalla costituzione, vale la regola che il buon sonno non può prescindere da una sana alimentazione.

Dormire di notte aiuta a recuperare le energie: d’estate con il caldo si suda e si perdono acqua e sali minerali, per questo nella bella stagione più che mai è fondamentale un’alimentazione ricca di cibi freschi e di frutta e verdura ricche di vitamine e sali minerali.

L’omeopatia poi, è un rimedio al problema privo di effetti collaterali e che si oppone al disturbo tentando di ripristinare l’equilibrio di ogni persona senza per questo produrre assuefazione o dipendenza.

Come spiega il dottor Dario Chiriacò, omeopata, presidente dell’Ordine dei Medici di Rieti e responsabile della commissione della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCEO) per le medicine non convenzionali, «il buon sonno è segno di buon equilibrio generale, perciò è fondamentale fare ricorso a quei farmaci individualizzati, ad azione profonda, che ci consentono di mantenere uno stato di salute e di affrontare le vicissitudini quotidiane che altrimenti andrebbero a scatenare i propri effetti nella fase del sonno, specie in questi periodi di pesante calura».

Una risposta all’insonnia estiva può arrivare anche dai rimedi fitoterapici, conosciuti fin dalla notte dei tempi: la saggezza popolare consiglia infusi e decotti a base di erbe quali passiflora e camomilla per conciliare il sonno; la scienza nel corso degli anni ha effettivamente dimostrato la valenza ipnoinducente di questi rimedi. Ultimamente è stata dimostrata l’azione ipnoinducente anche della L-teanina, un aminoacido estratto dalle foglie di tè verde.

Come spiega ancora il dottor Dario Chiriacò, «premesso che ognuno di noi, in omeopatia, ha il “suo” o i “suoi” farmaci individualizzati, può essere necessario aiutarsi per problemi specifici con dei composti quali ad esempio R14 e altri in cui si somma l’azione fitoterapica (vedi Eschscholtzia) con l’azione omeopatica di alcuni rimedi a bassa diluizione (vedi Coffea, Zincum, Ignatia, ecc.)».

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