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Diabete gestazionale: chi sono le donne più a rischio

Per evitare il diabete gestazionale, deve fare molta attenzione chi lo ha già avuto in una precedente gravidanza e chi è obesa. Ma il problema può riguardare anche altre future mamme. Il nostro superesperto ci chiarisce tutti i dubbi



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di Cinzia Testa


Il diabete gestazionale è una malattia che in Italia colpisce circa il 12-15 per cento delle future mamme. È un disturbo transitorio (ha una durata limitata ai mesi di attesa), a differenza del diabete tipo 1, da insulino dipendenza (colpisce circa 700 mila persone nel nostro Paese) e del diabete di tipo 2, legato soprattutto agli errori nello stile di vita e di cui soffrono oltre 3 milioni di persone.

Al diabete è dedicata la Giornata Mondiale della Salute 2016, che ricorre il 7 aprile. Ma vediamo di saperne di più sul diabete gestazionale, con l’aiuto di un superesperto, il professor Matteo Bonomo, responsabile del servizio di diabetologia, dell’ospedale Niguarda di Milano.

7 aprile 2016

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COME SI SCOPRE IL DIABETE GESTAZIONALE

Devono prestare massima attenzione, come raccomandano gli esperti e le linee guida internazionali, le donne che potrebbero essere a rischio. Vale a dire, chi ha già sofferto di diabete gestazionale nel corso di una precedente gravidanza e chi è obesa.

«In questi casi effettuiamo una curva da carico glicemico fra la sedicesima e la diciottesima settimana», interviene il professor Matteo Bonomo, tra i massimi esperti di diabete gestazionale in Italia. «Se risulta negativa, la ripetiamo comunque per sicurezza fra la ventiquattresima e la ventottesima settimana.

A questa stessa epoca di gestazione, l’esame viene richiesto anche per altre donne che potrebbero essere a rischio di diabete gestazionale, ovvero chi ha familiarità diabetica, chi è in sovrappeso e le over 35. Rientra in questa fascia anche chi ha partorito un bambino molto grosso in una gravidanza precedente».

COME SI FA LA CURVA DA CARICO GLICEMICO

L'esame della curva da carico glicemico per verificare se è presente il diabete gestazionale richiede un po’ di pazienza. Innanzitutto viene eseguito a digiuno un controllo della glicemia, cioè degli zuccheri nel sangue. Quindi, è necessario bere, sempre a digiuno, una soluzione a base di glucosio. Trascorsa un’ora si effettua il primo controllo sul sangue, seguito da un secondo a distanza di un’altra ora.

«Le linee guida hanno stabilito i valori limite», aggiunge l’esperto. «Se la glicemia oltrepassa anche in un solo punto della curva glicemica i 92 milligrammi per decilitro a digiuno, i 180 dopo un’ora e i 153 dopo due ore, è diabete gestazionale».

GLI ALIMENTI DA TENERE SOTTO CONTROLLO

Se è presente il diabete gestazionale, è importante seguire in modo scrupoloso le avvertenze del medico per quanto riguarda la dieta e l’alimentazione.

Controllare, quindi, il consumo degli zuccheri a rapido assorbimento e degli amidi. In parole semplici, dei carboidrati (pasta, riso e cereali in genere, compresi pane, grissini, cracker, fiocchi e biscotti), ma anche delle proteine e dei grassi.

La dieta, poi, non deve essere eccessivamente restrittiva, per non correre il rischio di togliere al bimbo i nutrimenti di cui ha bisogno per crescere.

Importante anche la suddivisione dei pasti tra colazione, due merende tra metà mattina e metò pomeriggio, pranzo e cena. Un trucco che, tra l’altro, permette di avvertire meno qualche piccolo sacrificio, perché non c’è il tempo di sentire la fame.

È IMPORTANTE FARE UN PO' DI SPORT

Altrettanto importante per tenere a bada il diabete gestazionale è l'esercizio fisico, ovviamente se non ci sono particolari controindicazioni: muoversi aiuta a tenere sotto controllo il peso, oltre ad abbassare la glicemia. E non è necessario trasformarsi in campionesse olimpioniche.

Per chi è tendenzialmente pigra oppure non può fare sforzi eccessivi, vanno bene anche le camminate. A patto di dedicare a questo tipo di movimento almeno 30 minuti ogni giorno, mantenendo un’andatura regolare.

QUANDO BISOGNA PASSARE ALL’INSULINA

Se la glicemia è particolarmente elevata oppure non scende, nonostante le correzioni nello stile di vita, ci vuole l’insulina. Succede nel 20 percento dei casi. «La futura mamma può seguire questa cura in assoluta tranquillità, perché non ci sono pericoli per la salute del bambino», conclude l’esperto. «Gli studi inoltre hanno dimostrato che non esiste neppure il pericolo di parto prima del termine, come si diceva un tempo».

L’insulina si assume per via iniettiva prima dei pasti. A differenza della terapia “classica” per le forme di diabete di tipo 1, però, che non si può mai interrompere, in questo caso la cura termina solitamente con il parto.


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