Terapia infusionale integrata: a cosa serve e quando farla
Che cos’è la terapia infusionale integrata che potenzia salute, benessere e longevità. Per ricaricare il corpo dall’interno

Soffri di stanchezza cronica, sei spesso sotto stress? Con il dottor Massimo Runza, medico specialista in medicina del benessere presso Clinica Aristotele di Milano e già primario di Anestesia e Rianimazione presso la Clinica San Pio X di Milano, scopriamo cos’è la IV Therapy, ovvero la terapia infusionale integrata che può trasformare il benessere dall’interno, con risultati rapidi e mirati.
Cos'è la terapia infusionale integrata
«La terapia infusionale è un metodo estremamente efficace per introdurre nel corpo vitamine, minerali, amminoacidi e antiossidanti in forma pura, direttamente nel circolo sanguigno», spiega Runza.
«Questo permette un assorbimento del 100%, a differenza degli integratori orali che, a causa del metabolismo epatico e dell’assorbimento intestinale, raramente superano il 20–30%. Ciò significa che la sostanza raggiunge rapidamente il tessuto bersaglio, ottenendo effetti più rapidi e più intensi».
Quando ricorrere alla terapia infusionale integrata
«Il trattamento infusionale integrato parte da una serie di sostanze (come oligoelementi, elettroliti, amminoacidi, etc.) che vengono valutate in funzione dello stato di salute del paziente durante una visita iniziale», sottolinea lo specialista.
«La sua specificità aiuta in certe patologie, tra cui malattie autoimmuni, stati infiammatori acuti cronici, stanchezza, forte necessità di antiossidanti. Oppure quando il paziente ha uno stato di affaticamento o vive una situazione di forte stress».
Come agiscono nutrienti, vitamine e amminoacidi
Come agisce la IV Therapy? «Il nostro organismo è fatto di elettroliti, micronutrienti, vitamine e amminoacidi: elementi indispensabili per tutte le funzioni cellulari e mitocondriali», spiega Runza.
«Gli elettroliti regolano idratazione e pH, la funzione muscolare e nervosa, mentre i micronutrienti permettono reazioni enzimatiche fondamentali. Le vitamine, idrosolubili o liposolubili, sostengono, invece, sistema immunitario, metabolismo ed energia».
I principali protocolli disponibili
La IV Therapy viene strutturata in protocolli differenti, ciascuno progettato per un obiettivo specifico. Il dottor Runza cita tra le sostanze più utilizzate N-acetilcisteina e Glutatione, «potenti antiossidanti mitocondriali per detox e supporto».
La vitamina C è fondamentale per immunità e recupero post-infezione: «Un ottimo ossidante, con benefici rapidi, molto più evidenti rispetto alla forma orale». Mentre tra gli amminoacidi, che garantiscono quasi sempre grandi risultati, evidenzia la Lisina, «utile per herpes con risultati “quasi sorprendenti”; e l’Arginina e Taurina per la forma fisica».
«Ogni trattamento è totalmente personalizzato sulla base di specifici test e sulla valutazione clinica della persona».
La frequenza consigliata
La pianificazione della terapia è sempre individuale e il costo di una seduta varia da140 a 250 euro, a seconda del cocktail di vitamine infuso. «In genere, valuto con degli esami pre-trattamento lo stato di carenza del paziente e in base a quello stabilisco il cocktail o la miscela più appropriata. Di solito si parte con 3–4 infusioni nel primo mese, per poi proseguire con una seduta di mantenimento mensile o ogni mese e mezzo. Ma dipende dal quadro clinico, dalle carenze individuate e dagli obiettivi del paziente», ricorda l’esperto.
Se la lisina permette di ottenere risultati pressoché immediati, per altri, mirati a pelle, capelli e unghie, serve invece più tempo «perché bisogna arrivare al tessuto e favorirne il turn-over», puntualizza Runza.
Esistono però protocolli in cui il miglioramento è percepibile già dopo poche sedute. «Il celebre cocktail di Meyer, uno dei pilastri della terapia infusionale in America, può offrire sollievo sin dalla prima infusione, soprattutto in casi di stress cronico, cefalea, fibromialgia, depressione lieve o affaticamento sistemico».
I rari casi in cui è meglio non effettuare terapia infusionale integrata
La somministrazione della terapia infusionale integrata è generalmente ben tollerata, ma può comportare alcuni effetti collaterali. I più comuni sono di natura lieve e transitoria come sensazione di calore durante l’infusione, arrossamenti cutanei localizzati e gonfiore o piccoli ematomi dove viene inserito l’ago. Solo in rari casi i pazienti hanno avuto nausea e cefalea.
«Come per ogni sostanza iniettata per via endovenosa si possono verificare eventi avversi (allergeni)», precisa Runza.«Per evitare ciò però vengono utilizzati prodotti galenici privi di conservanti. Perciò è fondamentale che il trattamento sia preceduto da una valutazione clinica accurata e che sia effettuato da personale qualificato, in grado di fare un monitoraggio appropriato, al fine di garantire la sicurezza del paziente».
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