SOS raffreddore: scegli gli spray nasali giusti e usali senza rischi

Con l’arrivo dell’autunno, riecco il raffreddore. Impara a orientarti tra spray nasali salini, decongestionanti e antinfiammatori. Dai tempi di utilizzo ai rischi legati all’abuso, i consigli per respirare subito meglio

SOS raffreddore: scegli gli spray nasali giusti e usali senza rischi
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Con l’autunno tornano anche i primi fastidi delle vie respiratorie: il naso si tappa, gli starnuti si fanno insistenti e respirare liberamente diventa più difficile. Gli sbalzi di temperatura, la maggiore circolazione dei virus e il tempo trascorso negli ambienti chiusi possono favorire la comparsa di questi disturbi, che spesso compaiono soprattutto di notte, disturbando il sonno e lasciando una sensazione di stanchezza durante il giorno. Quando il naso è ostruito, la soluzione più immediata sembrano essere gli spray nasali, capaci di regalare sollievo in pochi minuti. Ma attenzione: non tutti gli spray sono uguali e, soprattutto, non tutti possono essere utilizzati liberamente. Per scegliere il prodotto giusto è importante capire perché il naso si è chiuso, conoscere le differenze tra le varie formulazioni e sapere quanto a lungo utilizzarle.

Perché in autunno il naso si chiude più facilmente

«Il naso non è un semplice passaggio per l’aria, ma una struttura fondamentale per la protezione delle vie respiratorie», spiega il professor Matteo Gelardi, otorinolaringoiatra ed esperto di citologia nasale, già professore associato di Otorinolaringoiatria presso l’Università di Foggia. «Al suo interno, la mucosa riscalda e umidifica l’aria inspirata, mentre il muco e le piccole ciglia presenti sulla sua superficie contribuiscono a trattenere e rimuovere particelle, allergeni e microrganismi».

Quando questa mucosa si infiamma, i vasi sanguigni si dilatano, i tessuti si gonfiano e la produzione di secrezioni può aumentare. È così che compare la sensazione di naso ostruito, anche quando non c’è molto muco da soffiare. «In autunno, una delle cause più comuni è il raffreddore, un’infezione virale che può accompagnarsi a starnuti, mal di gola, tosse e malessere generale», indica l’esperto. «In genere migliora spontaneamente nell’arco di alcuni giorni, anche se la congestione può protrarsi più a lungo».

Anche la rinite allergica, gli acari della polvere, le muffe, gli ambienti poco ventilati, il fumo di sigaretta e gli sbalzi di temperatura possono provocare o accentuare il disturbo. «Se il naso si chiude soprattutto di notte, se il problema si ripresenta frequentemente o se compaiono prurito, starnuti insistenti e secrezioni acquose, potrebbe esserci una componente allergica o un’infiammazione persistente», avverte il professor Gelardi. «Anche una deviazione del setto nasale o la presenza di polipi possono ostacolare il passaggio dell’aria. Individuare la causa è importante, perché un rimedio efficace per il raffreddore potrebbe non essere sufficiente per una rinite allergica o per un problema anatomico».

Spray nasali: quali scegliere e a cosa servono

Davanti allo scaffale della farmacia, le confezioni possono sembrare simili, ma i prodotti disponibili hanno caratteristiche e funzioni differenti. La prima distinzione da fare è tra soluzioni saline, che aiutano a detergere e idratare le cavità nasali, e medicinali che agiscono sui meccanismi responsabili della congestione o dell’infiammazione.

Spray e gocce a base di soluzione salina

Contengono acqua e sali in concentrazioni studiate per l’uso nasale. Le soluzioni isotoniche hanno una concentrazione di sali simile a quella dei liquidi dell’organismo e sono generalmente adatte alla detersione quotidiana e alla rimozione delle secrezioni. Quelle ipertoniche, più concentrate, possono favorire temporaneamente la riduzione del gonfiore grazie al richiamo osmotico di acqua dai tessuti, ma possono anche provocare bruciore o irritazione. Sono utili per mantenere pulita la mucosa e fluidificare il muco, ma non hanno lo stesso effetto rapido dei farmaci decongestionanti.

Spray decongestionanti

Contengono principi attivi, come xilometazolina, ossimetazolina o tramazolina, che restringono temporaneamente i vasi sanguigni della mucosa nasale. In questo modo riducono il gonfiore e facilitano il passaggio dell’aria, spesso in tempi brevi. Possono essere utili in alcune situazioni acute, per esempio quando il raffreddore rende particolarmente difficile respirare o dormire. Il loro limite è che agiscono sui sintomi, senza eliminare la causa del raffreddore o dell’infiammazione. Soprattutto, non devono essere utilizzati per periodi prolungati.

Spray antistaminici

Sono indicati soprattutto per la rinite allergica. Agiscono contrastando l’azione dell’istamina, una sostanza coinvolta nella risposta allergica, e possono alleviare starnuti, prurito e secrezioni nasali. Alcuni principi attivi agiscono rapidamente, ma la scelta dipende dai sintomi e dalle caratteristiche della persona.

Spray corticosteroidi

Contengono farmaci antinfiammatori che riducono il gonfiore e l’infiammazione della mucosa. Sono spesso utilizzati per controllare la rinite allergica e, in situazioni selezionate, altre forme di infiammazione nasale. A differenza dei decongestionanti, non puntano soltanto a restringere temporaneamente i vasi sanguigni: agiscono sul processo infiammatorio. Il beneficio può richiedere alcuni giorni di utilizzo regolare e il trattamento va seguito secondo le indicazioni del medico o del foglietto illustrativo.

«In alcuni casi, soprattutto quando la rinite allergica è più intensa, il medico può valutare un prodotto che associa un antistaminico a un corticosteroide», sottolinea il professor Gelardi. «Non esiste, quindi, uno spray migliore in assoluto: esiste quello più adatto alla causa del disturbo, alla sua intensità e all’età di chi lo utilizza».

Come usare correttamente gli spray nasali: la tecnica conta

Anche il prodotto più adatto può risultare meno efficace se viene utilizzato in modo scorretto. Prima dell’applicazione, è utile soffiare delicatamente il naso, senza forzare. Se sono presenti molte secrezioni, un lavaggio con soluzione salina può aiutare a liberare le cavità nasali e a favorire il contatto del medicinale con la mucosa.

«Dopo aver letto le istruzioni specifiche del prodotto, bisogna mantenere la testa in posizione naturale, leggermente inclinata in avanti, e inserire il beccuccio nella narice senza spingerlo troppo in profondità», spiega il professor Gelardi. «Durante l’erogazione è preferibile inspirare delicatamente, evitando di tirare su con forza: in questo modo si riduce la possibilità che il prodotto finisca direttamente in gola».

Un accorgimento particolarmente importante riguarda la direzione del getto. Lo spray dovrebbe essere orientato verso la parete esterna della narice, indicativamente in direzione dell’orecchio dello stesso lato, e non verso il setto nasale, la parete centrale che separa le due cavità. Il getto diretto sul setto, infatti, può favorire irritazione, secchezza e piccoli sanguinamenti. Se il dispositivo è utilizzato da più persone, inoltre, non va condiviso: il beccuccio deve essere pulito secondo le istruzioni del produttore.

Quanto alla quantità, vale una regola semplice: non bisogna aumentare gli spruzzi pensando di ottenere un risultato più rapido. La dose e la frequenza cambiano in base al principio attivo, alla formulazione e all’età. Occorre attenersi alle indicazioni del foglietto illustrativo o a quelle ricevute dal professionista sanitario, senza anticipare le somministrazioni né prolungare il trattamento autonomamente.

Attenzione all’effetto rimbalzo

Quando il naso è completamente chiuso, un decongestionante può offrire un sollievo quasi immediato. Proprio questa efficacia, però, può indurre a utilizzarlo più spesso del necessario o a continuare anche quando il raffreddore dovrebbe ormai essere passato. «Con un impiego eccessivamente prolungato, alcuni decongestionanti possono provocare la cosiddetta rinite medicamentosa, caratterizzata da una congestione persistente o ricorrente», tiene a precisare il professor Gelardi. «In pratica, quando l’effetto del farmaco svanisce, il naso torna a chiudersi e si avverte il bisogno di applicare nuovamente lo spray. Si innesca così un circolo vizioso: il prodotto viene utilizzato per respirare meglio, ma il suo uso continuativo contribuisce a mantenere il problema».

Per i decongestionanti nasali a base di xilometazolina, ossimetazolina e principi attivi simili, la durata massima consentita varia in base al prodotto. Molte formulazioni indicano un limite di pochi giorni, spesso tre-cinque, mentre altre prevedono intervalli differenti. Per questo non bisogna considerare cinque giorni una soglia valida per qualsiasi spray: occorre rispettare esattamente il foglietto illustrativo e non superare il periodo raccomandato.

Quando occorre il parere del medico

La prudenza deve essere ancora maggiore nei bambini, durante la gravidanza e nelle persone con patologie cardiovascolari, ipertensione o altre condizioni che possono rendere alcuni decongestionanti inadatti. In queste situazioni è opportuno chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di utilizzarli. Se si ricorre allo spray da molto tempo e non si riesce più a respirare senza, è preferibile rivolgersi al medico per valutare come interromperlo e individuare la causa dell’ostruzione, anziché aumentare le dosi o passare autonomamente da un prodotto all’altro.

Un’ultima precisazione: gli spray corticosteroidi non sono equivalenti ai decongestionanti. Se utilizzati per l’indicazione appropriata e secondo le istruzioni, possono essere prescritti anche per periodi più lunghi, sotto controllo sanitario. Confondere le due categorie può portare a rinunciare a una terapia utile o, al contrario, a utilizzare troppo a lungo un prodotto non adatto.

Lavaggi nasali e piccoli accorgimenti: altri modi per respirare meglio

Per alleviare il naso chiuso non è sempre necessario ricorrere a un farmaco. Tra gli alleati più semplici ed efficaci ci sono le soluzioni saline, utili sia in caso di raffreddore sia in presenza di rinite allergica. «I lavaggi nasali aiutano a rimuovere muco, allergeni e particelle irritanti dalla mucosa, favorendo la pulizia delle cavità nasali e contribuendo a rendere più fluide le secrezioni», spiega l’esperto. «Si possono effettuare con spray, gocce o dispositivi per irrigazioni nasali, scegliendo la modalità più adatta all’età e alle esigenze individuali». Le soluzioni isotoniche sono generalmente ben tollerate per la detersione, mentre quelle ipertoniche, grazie alla maggiore concentrazione salina, possono contribuire a ridurre temporaneamente il gonfiore, ma in alcune persone provocano bruciore o irritazione.

Per l’uso quotidiano si possono scegliere prodotti già pronti, disponibili in farmacia. Se si utilizzano dispositivi per lavaggi più abbondanti, è importante attenersi alle istruzioni del produttore e, quando occorre preparare la soluzione, impiegare acqua sterile o distillata oppure acqua precedentemente bollita e lasciata raffreddare. Anche il dispositivo deve essere pulito e asciugato accuratamente dopo ogni utilizzo, per ridurre il rischio di contaminazioni.

A fare la differenza possono essere anche alcuni accorgimenti domestici. «Gli ambienti eccessivamente riscaldati e l’aria troppo secca possono irritare la mucosa nasale», ricorda l’esperto. «Arieggiare regolarmente le stanze e mantenere un livello di umidità confortevole può aiutare a limitare il fastidio. Durante la notte, sollevare leggermente la testa può favorire il riposo, soprattutto quando la congestione aumenta in posizione sdraiata. Meglio, inoltre, evitare il fumo e ridurre l’esposizione a profumi intensi, polveri e altri irritanti che possono accentuare i sintomi».

Attenzione, invece, ai rimedi tradizionali che prevedono l’inalazione di vapore sopra pentole o bacinelle di acqua bollente: non ci sono prove solide che accelerino la guarigione dal raffreddore e il rischio di ustioni, soprattutto nei bambini, è concreto. Anche gli oli essenziali e i preparati balsamici richiedono cautela, perché possono irritare le vie respiratorie e non sono adatti a tutti. «La sensazione di freschezza che alcuni prodotti lasciano nel naso, infatti, non significa necessariamente che la congestione sia diminuita», conclude il professor Gelardi. «L’obiettivo non è soltanto ottenere un sollievo momentaneo, ma aiutare la mucosa a mantenersi pulita e idratata, senza ricorrere a rimedi inutili o potenzialmente irritanti».