Covid, contagi in rialzo con l’autunno: virus più contagioso ma non più aggressivo. La guida pratica

I contagi Covid aumentano con la stagione autunnale. Qui ti parliamo delle nuove varianti XFG e Nimbus, di quali sono i sintomi attuali e le precauzioni da prendere per proteggerti

Covid, contagi in rialzo con l’autunno: virus più contagioso ma non più aggressivo. La guida pratica
Foto: iStock

L’arrivo della stagione autunnale porta con sé il consueto cambio di temperature e, parallelamente, un graduale rialzo della circolazione dei virus respiratori. In questo scenario, i dati recenti evidenziano un aumento dei contagi da Covid-19 in Italia. L’attenzione dei medici e dell’Istituto Superiore di Sanità è rivolta in particolare al monitoraggio di alcune nuove sotto-varianti emergenti, identificati con le sigle XFG e NB.1.8.1 (nota anche come Nimbus).

Nonostante il trend in crescita, il quadro epidemiologico complessivo rimane stabile e non emergenziale. Le informazioni scientifiche e i dati clinici raccolti finora confermano che le mutazioni osservate non sono associate a una maggiore gravità della malattia né a un incremento dei ricoveri ospedalieri.

Ecco una guida pratica per capire cosa sta succedendo, quali sono i sintomi attuali del Covid e quali precauzioni adottare nelle prossime settimane.

Le nuove varianti Covid: cosa sappiamo

Le varianti del SARS-CoV-2 continuano a evolversi attraverso piccole mutazioni della proteina Spike, la struttura esterna che il virus utilizza per agganciarsi alle cellule umane. La variante XFG e la variante NB.1.8.1 (Nimbus) rappresentano le ultime ricombinazioni entrate sotto l’osservazione dei sorveglianti sanitari.

Come spesso accade con le nuove sotto-varianti della famiglia Omicron, sia XFG sia Nimbus mostrano una capacità leggermente superiore di eludere le difese immunitarie residue (da precedenti infezioni o vaccini), risultando più contagiose.

Efficacia dei vaccini

Non ci sono evidenze che indichino un aumento della virulenza. I casi registrati finora presentano un decorso del tutto analogo a quello delle forme virali già note, con manifestazioni per la maggior parte lievi o moderate.

La copertura fornita dai vaccini aggiornati e dall’immunità di gregge continua a proteggere efficacemente dalle forme gravi di infezione, dalle complicanze e dall’ospedalizzazione.

I sintomi del Covid oggi

I sintomi legati alle varianti XFG e Nimbus non si discostano in maniera significativa da quelli riscontrati nelle recenti ondate a matrice Omicron. Il quadro sintomatologico tende a sovrapporsi a quello delle classiche sindromi influenzali e parainfluenzali tipiche dell’autunno.

I disturbi più frequenti segnalati dai pazienti includono: affaticamento e stanchezza diffusa (astenia); mal di gola e bruciore alla faringe; febbre lieve o moderata (spesso accompagnata da brividi); congestione nasale e rinorrea (naso che cola); tosse secca; dolori muscolari e articolari; mal di testa.

I sintomi storici come la perdita del gusto (ageusia) e dell’olfatto (anosmia) risultano oggi molto meno frequenti rispetto all’inizio della pandemia, mentre in alcuni soggetti possono presentarsi lievi disturbi gastrointestinali, come nausea o diarrea.

Cosa fare in caso di sintomi o contagio

Sebbene la situazione sia sotto controllo e non richieda allarmismi, resta fondamentale tutelare i soggetti fragili, gli anziani e le persone immunocompromesse.

In presenza di sintomi respiratori o febbrili, è consigliabile effettuare un tampone antigenico (rapido) o molecolare, reperibile in farmacia. In caso di positività o di sintomi evidenti, è opportuno limitare i contatti con altre persone, specialmente se fragili o ad alto rischio di complicanze.

Resta raccomandato l’uso di mascherine FFP2 nei luoghi affollati, nei mezzi di trasporto e soprattutto all’interno di strutture sanitarie, RSA e ambulatori medici. Continuare a lavare o igienizzare spesso le mani e garantire un ricambio d’aria frequente nei luoghi chiusi.

La prevenzione stagionale

In vista dei mesi più freddi, gli esperti ricordano l’importanza della campagna vaccinale autunnale, con particolare riferimento ai richiami anti-Covid e alla vaccinazione antinfluenzale. La somministrazione è indicata soprattutto per gli over 60, gli ospiti delle strutture residenziali, le donne in gravidanza e il personale sanitario.

«Da circa tre settimane ricevo notizie della diffusione del virus in Cina e mi chiedevo chissà se tornerà in Italia», afferma il virologo dell’Università del Salento Francesco Broccolo. «La ripresa del Covid in queste settimane non deve sorprenderci e neppure allarmarci. Il virus ormai è diventato endemico, cioè non segue più la stagionalità rigida come l’influenza, e dà luogo a una o due ondate l’anno. La Cina lo ha mostrato a inizio agosto con una positività salita del 20%. Le autorità sanitarie cinesi non hanno riscontrato pressioni negli ospedali perché l’intensità dell’ondata è stata simile a quella dei due anni precedenti. Non ci sono evidenze di una maggiore gravità».

Poi il virologo tranquillizza: «In sintesi i virus si diffondono di più ma non sono più aggressivi. A favorire la diffusione contribuiscono il ritorno a scuola, il tempo trascorso in luoghi chiusi e affollati. La rotta da seguire resta quella di sempre, ovvero proteggere i fragili».