Osteoporosi: diagnosi, stili di vita e terapie
Dieta, integratori, attività fisica, farmaci: tutte le armi per contrastare la fragilità ossea e prevenire le fratture

di Micol Ferrara
L'osteoporosi è un problema che aumenta sensibilmente il rischio di fratture. Ma diagnosi precoce, corretti stili di vita e terapie mirate consentono di intervenire in modo efficace. Ne parliamo con il professor Alberto Migliore, specialista con una lunga esperienza nel campo.
Che cos’è esattamente l’osteoporosi e quali sono i principali fattori di rischio?
«È una malattia dello scheletro caratterizzata da una riduzione della quantità e della qualità dell’osso: la struttura diventa più fragile e aumenta il rischio di fratture, anche dopo traumi minimi. È particolarmente frequente dopo la menopausa, quando il calo degli estrogeni accelera la perdita di massa ossea.
Tra i fattori di rischio troviamo fumo, abuso di alcol, eccesso di caffè, terapie prolungate con cortisone o farmaci per la tiroide, malattie neurologiche e sedentarietà. Anche una storia di disturbi alimentari e la familiarità per fratture di femore o vertebrali sono elementi da non sottovalutare. Un segnale importante è la perdita di statura, possibile indice di schiacciamenti vertebrali. In presenza di questi fattori è consigliabile rivolgersi allo specialista».
Quando è indicata la densitometria ossea (MOC)?
«La MOC è l’esame di riferimento per valutare la densità minerale ossea. È consigliata circa un anno dopo la menopausa e poi ogni 18-24 mesi secondo indicazione medica. È sufficiente eseguirla a livello lombare e femorale. La prevenzione delle fratture però non si limita all’esame. Ridurre il rischio di cadute (per esempio eliminando tappeti instabili e usando scarpe antiscivolo) e mantenere una buona massa muscolare sono strategie semplici ma decisive».
Qual è il ruolo di calcio, vitamina D e altri nutrienti nel mantenere la massa ossea?
«Una dieta equilibrata è un pilastro della salute ossea. Il calcio è presente soprattutto in latte, yogurt, formaggi e frutta secca. Centrale è la vitamina D, spesso carente: l’esposizione solare non è sufficiente durante tutto l’anno. In caso di deficit documentato si utilizza una dose di carico seguita da mantenimento.
In alcuni casi si può affiancare un supporto a base di calcitonina, ormone coinvolto nel metabolismo del calcio e nel rimodellamento osseo; nell’ambito della low dose medicine viene utilizzata in forma diluita come sostegno complementare, non sostitutivo della terapia medica. Fondamentale anche un adeguato apporto proteico per prevenire la sarcopenia e sostenere la struttura dell’osso. In casi selezionati il medico può valutare ulteriori integrazioni».
Quali sono le strategie migliori per ridurre il rischio di fratture e mantenere le ossa forti?
«L’attività fisica è un vero alleato: sul sito della SIOMMMS è disponibile il programma “Muoviti anche tu”, con esercizi semplici suddivisi per chi ha già avuto una frattura e chi no. Sul fronte terapeutico oggi disponiamo di farmaci efficaci e rimborsati dal SSN: alcuni riducono il riassorbimento osseo, altri stimolano la formazione di nuovo osso nei casi più gravi. L’obiettivo è personalizzare nel tempo la strategia più adatta a ogni donna».

