Mal di testa frequente? Curalo col Metodo Watson (senza farmaci)
Soffri di cefalea? Scopri come il Metodo Watson cura il mal di testa agendo sulla cervicale con pressioni mirate. Addio dolore e farmaci: ecco come funziona.

Uno dei dolori più invalidanti è il mal di testa, specie quando gli attacchi sono frequenti. Se anche tu soffri di cefalea, prima di imbottirti di farmaci, prova il Metodo Watson, ideato negli anni ’90 dall’australiano Dean Watson, direttore del Watson Headache Institute di Adelaide, che ha trattato oltre 10.000 pazienti ed “esportato” il suo approccio in tutto il mondo.
«L’assunto su cui si basa è che l’attacco di cefalea è facilitato dalle afferenze cervicali, cioè dalle informazioni inviate al SNC (sistema nervoso centrale) dai nervi che passano dalle prime tre vertebre del rachide cervicale (quelle più vicine alla testa)», spiega la dottoressa Annalisa Trinca, fisioterapista specializzata nel trattamento delle cefalee a Milano.
«Se a livello delle vertebre della cervicale “alta” sono presenti dei disordini muscolo-scheletrici, per esempio per il protrarsi di posture viziate che hanno minato la loro mobilità o creato un sovraccarico dei muscoli paravertebrali, il SNC si sensibilizza favorendo la comparsa degli attacchi.
Come si agisce? Con delle pressioni lente, mantenute per alcuni secondi, su alcuni punti della cervicale alta e della nuca, dopo aver effettuato una valutazione per capire bene in che zona della testa o del viso si presentano le sensazioni dolorose. Mantenendo tali pressioni, si testa in tempo reale la risoluzione del sintomo e, in questo caso, si ha la conferma dell’origine dell’attacco».
Insomma, per Watson la famigerata “cervicale” ha un ruolo attivo nello scatenarsi della cefalea: trattarla con sapienza e delicatezza può essere più utile di molte pillole.
- LEGGI ANCHE: Contro il dolore cronico ecco la Scrambler Therapy

