Influenza: quest’anno è ritardataria

Il picco ancora non c’è stato, complice il clima piuttosto mite



La diffusione del virus influenzale è sicuramente favorita dalle basse temperature e dall’umidità: il clima mite del periodo natalizio (basti pensare a tutte le mimose fiorite già a dicembre) e gli sbalzi di temperatura fra la notte e il giorno hanno favorito il diffondersi degli agenti responsabili delle malattie da raffreddamento come raffreddori e virosi gastrointestinali.

Nel 2015, durante la settimana di Capodanno, erano stati stimati circa 240.000 casi di influenza contro i 100.000 di quest’anno.


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Il ritardo nel picco influenzale non deve far cantar vittoria, in primis perché le condizioni meteo ci hanno abituato a repentini cambiamenti, quindi non è da escludere che, dopo il tepore natalizio, la fine di gennaio e febbraio ci possano riservare un gelo artico (come già in alcune regioni è successo).

Ecco perché è buona regola non farsi trovare impreparati, sebbene quest’anno l'influenza sia leggermente in ritardo.

Non è assolutamente il caso di abbassare la guardia e di pensare che per quest’anno la faremo franca: per questo l’igiene delle mani deve sempre essere scrupolosa, anche perché questo semplice gesto aiuta a tenere a bada tutte le infezioni respiratorie, anche quelle non influenzali, che in ogni caso sono profondamente debilitanti e caratterizzate da una spiccata astenia, in adulti e bambini.

L’esperienza insegna che non sono mancate annate durante le quali il picco influenzale è arrivato con ritardo e si sono accesi focolai di infezione di non trascurabile importanza alle soglie della primavera.

Non è il caso di fare gli eroi o pensare di essere immuni all’influenza, anzi chi vuole può ancora vaccinarsi, anche perché il vaccino significa sicuramente un minor numero di assenze dal lavoro o dalla scuola.

Se la prevenzione non evita l’influenza, è importante cercare di alleviarne la sintomatologia nella maniera più accurata, senza tuttavia avere troppa fretta di guarire: non esistono rimedi magici che già dalla prima assunzione risolvono il disturbo, ma di sicuro esistono tante alternative per non soffrire troppo e in questo senso un’interessante prospettiva è offerta dai rimedi omeopatici.

Come spiega il dottor Dario Chiriacò, omeopata, presidente dell’Ordine dei Medici di Rieti e responsabile della commissione della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCEO) per le Medicine non Convenzionali, «all’insorgenza dei primi sintomi sono fondamentali il riposo a letto e il mantenimento del miglior stato di benessere possibile».

«A tale proposito un medicinale omeopatico di sicuro interesse è il complesso che associa specifici rimedi come: Aconitum napellus, Baptisia, Bryonia, Camphora ed Eupatorium perfoliatum – prosegue l'esperto  Essi intervengono su febbre ad insorgenza graduale o rapida, spossatezza, tosse cavernosa, infiammazione e congestione delle mucose e fitte al torace associate ai movimenti respiratori. Eupatorium agisce anche sui dolori osteoarticolari (“sensazione di ossa rotte”) tipica della fase prodromica dell’influenza».

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