10 abitudini (non scontate) oggi per evitare malattie croniche domani
Dal sonno allo stress, dall’alimentazione alle relazioni, ci sono dieci aspetti della vita quotidiana che spesso diamo per scontati ma che, se curati con attenzione, possono rafforzare profondamente il nostro benessere. Il nuovo libro di Viviana Contu invita proprio a questo: riconoscere le abitudini che ogni giorno possono sostenere la nostra salute e proteggerci nel lungo periodo

Viviamo in un’epoca in cui la salute viene semplicemente considerata come assenza di malattia. Se gli esami del sangue sono in ordine e non avvertiamo sintomi evidenti, ci convinciamo di stare bene. Ma è davvero così? Il nuovo libro Il prima che salva (De Agostini) di Viviana Contu, oncologa e direttrice del Centro di prevenzione e medicina d’insieme dell’Ospedale Humanitas Gradenigo di Torino, invita a ribaltare questa prospettiva: la salute non è un dato statico, ma un processo in continuo movimento, che costruiamo – o compromettiamo – giorno dopo giorno.

Al centro del suo approccio c’è la medicina d’insieme, una visione che supera la frammentazione della medicina “a compartimenti”: un organo, un sintomo, una terapia. La persona, invece, è un sistema complesso in cui corpo, mente, emozioni, relazioni, ambiente e abitudini quotidiane dialogano costantemente. È in questo intreccio che si gioca il nostro equilibrio.
L’obiettivo è arrivare prima: prima che un disturbo diventi cronico, prima che un’infiammazione silente si trasformi in patologia, prima che lo stress eroda lentamente le nostre risorse. Non si tratta di vivere in allerta, ma di vivere con consapevolezza, restituendo valore ai gesti più ordinari.
Molti rischi moderni, infatti, si nascondono proprio nelle abitudini invisibili: routine che sembrano innocue, ma che nel tempo possono favorire malattie metaboliche, cardiovascolari, immunitarie e oncologiche. Viviana Contu ne individua 10, vere leve quotidiane di prevenzione.
- 1. Imparare a gestire lo stress
Lo stress non è soltanto una sensazione mentale, ma una risposta biologica complessa che coinvolge sistema nervoso, ormoni e sistema immunitario. Quando diventa cronico mantiene costantemente attivo l’asse dello stress, con un aumento prolungato di cortisolo e adrenalina. Questo stato di allerta permanente favorisce l’infiammazione sistemica, altera il metabolismo del glucosio, indebolisce le difese immunitarie e incrementa lo stress ossidativo cellulare.
Il problema è che molte persone si abituano a vivere “in tensione” e considerano normale sentirsi sempre sotto pressione. In realtà, nel lungo periodo, questa condizione aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, metaboliche e disturbi immunitari. Tecniche di respirazione profonda, attività fisica regolare, momenti di pausa durante la giornata e sonno adeguato sono strumenti concreti per riportare il sistema nervoso in equilibrio e ridurre il carico infiammatorio.
Spunti di consapevolezza. Ti capita di non riuscire a staccare, nemmeno nel tempo libero? Vivi spesso con la sensazione di correre dietro alle cose? Ti ritrovi irritabile, in tensione o mentalmente “acceso” anche la sera? Se queste dinamiche ti suonano familiari, il tuo corpo potrebbe essere in modalità allerta più spesso di quanto credi.
- 2. Nutrire il corpo con un’alimentazione equilibrata
Una dieta povera di frutta, verdura, cibi integrali e legumi, ricca di grassi saturi, zuccheri in eccesso e alimenti ultra-processati contribuisce a creare uno stato di infiammazione cronica di basso grado. Questo tipo di infiammazione, spesso silenziosa, è uno dei terreni biologici su cui si sviluppano obesità, diabete di tipo 2, sindrome metabolica e patologie cardiovascolari.
Non si tratta solo di calorie, ma di qualità nutrizionale. Fibre, polifenoli, vitamine, minerali e grassi buoni modulano la risposta immunitaria e sostengono il microbiota intestinale, che a sua volta regola metabolismo e infiammazione. L’alimentazione dovrebbe essere personalizzata, rispettare i segnali di fame, sazietà e le esigenze fisiche, psicologiche e logistiche della singola persona. Mangiare distrattamente, in fretta o senza ascoltare il proprio corpo, seguire diete super restrittive o monotone, privarsi cronicamente di intere categorie di cibi, può alterare profondamente l’equilibrio metabolico e il nostro rapporto con il cibo.
Spunti di consapevolezza. La verdura è poco presente nei tuoi pasti? La frutta è un’abitudine o un’eccezione? Snack confezionati, affettati o piatti pronti compaiono spesso nella tua giornata? Se sì, stai nutrendo il tuo corpo con il carburante sbagliato.
- 3. Muoversi con regolarità
La sedentarietà è uno dei principali fattori di rischio della modernità. Il corpo umano è progettato per muoversi: la contrazione muscolare regolare migliora la sensibilità insulinica, stimola la circolazione, riduce l’infiammazione e favorisce la produzione di molecole con effetto protettivo sull’organismo.
Non è necessario allenarsi in modo estremo. Camminare quotidianamente, svolgere attività aerobica moderata e inserire esercizi di forza aiuta a mantenere massa muscolare, equilibrio ormonale e stabilità metabolica. L’attività fisica agisce anche a livello epigenetico, influenzando l’espressione di geni legati alla salute cardiovascolare e metabolica. L’importante è la costanza, non la performance.
Spunti di consapevolezza. Passi molte ore seduto e ti muovi poco durante la giornata? I tuoi passi quotidiani sono spesso sotto quota 5.000? L’attività fisica è irregolare o sempre uguale, senza alternare forza e aerobica? Se ti riconosci, è possibile che il tuo livello di movimento non sia sufficiente a proteggere davvero la tua salute.
- 4. Proteggere la qualità del sonno
Dormire poco o male altera profondamente la fisiologia. Durante il sonno profondo l’organismo attiva processi di riparazione cellulare, regola la produzione ormonale e modula il sistema immunitario. La privazione cronica di sonno aumenta lo stress ossidativo, favorisce l’insulino-resistenza e altera i livelli di leptina e grelina, gli ormoni che regolano fame e sazietà.
L’esposizione serale alla luce blu dei dispositivi digitali interferisce con la produzione di melatonina, compromettendo il ritmo circadiano. Nel tempo, la deprivazione di sonno è associata a un maggior rischio di disturbi metabolici, cardiovascolari e cognitivi. Creare routine serali rilassanti e rispettare orari regolari sono vere strategie preventive.
Spunti di consapevolezza. Ti svegli spesso già stanco o fai fatica a restare lucido durante il giorno? Il tuo sonno è leggero, interrotto o difficile da avviare? Smartphone e schermi accompagnano gli ultimi minuti della sera o i primi del mattino? Se queste situazioni ti risuonano, il tuo ritmo sonno-veglia potrebbe aver perso stabilità e meritare più attenzione.
- 5. Coltivare relazioni significative
Le relazioni influenzano direttamente la biologia. La solitudine cronica è associata a un aumento dei livelli di cortisolo e a una maggiore vulnerabilità immunitaria. L’isolamento sociale può incidere sul rischio di malattia e di morte in modo paragonabile ad altri fattori noti come la sedentarietà.
Al contrario, relazioni autentiche e di supporto stimolano la produzione di ossitocina e modulano positivamente la risposta allo stress. La qualità delle connessioni umane rafforza la resilienza psicologica e riduce l’impatto degli eventi traumatici sul corpo. La salute non è solo individuale: è anche relazionale.
Spunti di consapevolezza. Il tuo tempo libero scivola via tra smartphone, impegni e stanchezza, lasciando poco spazio a hobby, natura o amicizie? Ti accorgi di rinunciare spesso a ciò che ti fa stare bene perché “non hai tempo” o non trovi le energie? Ti capita di isolarti, di evitare uscite o gruppi oppure di sentirti insoddisfatto della tua vita sociale? Ansia, pensieri ricorrenti o notti agitate sono diventati compagni abituali delle tue giornate? Se queste sensazioni ti sono familiari, il tuo benessere relazionale potrebbe aver bisogno di più spazio e cura.
- 6. Creare momenti di disconnessione dalla tecnologia
Notifiche continue, multitasking e sovraccarico informativo mantengono il sistema nervoso in uno stato di attivazione costante. Questa iperstimolazione riduce la capacità di concentrazione, aumenta l’ansia e ostacola i momenti di recupero mentale.
Il cervello ha bisogno di pause per consolidare le informazioni e rigenerarsi. Introdurre momenti di disconnessione digitale e limitare l’uso degli schermi prima di dormire aiuta a ridurre lo stress neurologico e a migliorare l’equilibrio generale.
Spunti di consapevolezza. Le notifiche ti interrompono spesso e fai fatica a restare concentrato su una sola cosa alla volta? Ti accorgi che la mente fatica a “spegnersi” anche quando avresti bisogno di una pausa? Gli schermi occupano anche i momenti morti della giornata, come attese, spostamenti o pause brevi? Se queste abitudini ti risuonano, il tuo sistema nervoso potrebbe essere sovraccarico senza che tu te ne accorga.
- 7. Favorire un equilibrio anti-infiammatorio
Molte patologie croniche sono precedute da uno stato di infiammazione di basso grado che non dà sintomi evidenti. Questo stato può essere alimentato da dieta scorretta, stress persistente, sedentarietà, disturbi del sonno e disbiosi intestinale.
Nel tempo, l’infiammazione silente danneggia i tessuti e altera le funzioni cellulari, predisponendo a molte patologie croniche, comprese alcune forme tumorali. Ridurre gli alimenti ultra-processati, eliminare l’alcol, aumentare il consumo di alimenti ricchi di fibre e antiossidanti, muoversi regolarmente e migliorare la qualità del sonno sono strategie efficaci per abbassare il carico infiammatorio.
Spunti di consapevolezza. Hai spesso piccoli disturbi ricorrenti che tendi a ignorare perché “passano da soli”? La tua energia quotidiana è altalenante, con momenti di calo improvviso? Ti capita di sentirti “gonfio”, appesantito o poco reattivo anche senza un motivo preciso? Questi segnali, se frequenti, possono indicare un terreno infiammatorio che merita attenzione.
- 8. Ascoltare ciò che dicono mente ed emozioni
Siamo abituati a monitorare con attenzione il nostro corpo. Se un dolore persiste, se compare un disturbo fisico o se qualcosa non funziona come dovrebbe, ci allertiamo, cerchiamo spiegazioni, chiediamo un consulto. Molto più raramente, invece, facciamo lo stesso con la nostra mente e con le nostre emozioni.
Stanchezza mentale persistente, irritabilità, perdita di motivazione, difficoltà di concentrazione, senso di vuoto o ansia costante vengono spesso considerati effetti collaterali inevitabili della vita quotidiana. Ci diciamo che è solo stress, che passerà, che bisogna resistere ancora un po’. Così impariamo a convivere con un disagio silenzioso che, nel tempo, può diventare cronico. Al contrario, fare spazio alle emozioni, parlarne, concedersi pause, chiedere supporto quando necessario sono forme di prevenzione tanto quanto una buona alimentazione o l’attività fisica.
Spunti di consapevolezza. Ti accorgi di vivere lunghi periodi in cui ti senti mentalmente stanco o emotivamente svuotato? Le preoccupazioni occupano spesso i tuoi pensieri anche quando non ce ne sarebbe bisogno? Ti capita di ignorare o minimizzare ciò che provi perché pensi di dover “tenere duro”? Oppure noti cambiamenti nel sonno, nell’energia o nell’appetito nei momenti di maggiore stress? Se queste situazioni ti sono familiari, potrebbe essere il momento di prestare più attenzione ai segnali della tua mente e delle tue emozioni.
- 9. Ascoltare i segnali del corpo
Affaticamento costante, digestione irregolare, mal di testa ricorrenti o dolori muscolari frequenti non sono semplici fastidi casuali. Spesso rappresentano segnali di un sistema che sta perdendo equilibrio.
Sottovalutare questi campanelli d’allarme porta a intervenire solo quando la situazione è più complessa. Ascoltare il corpo e agire tempestivamente con piccoli cambiamenti nello stile di vita può prevenire l’evoluzione verso patologie croniche. La prevenzione inizia dall’attenzione ai segnali più sottili.
Spunti di consapevolezza. Ti capita di convivere con fastidi ricorrenti pensando che siano “normali”? Rimandi controlli o cambiamenti perché il disturbo non è abbastanza forte da fermarti? Noti che il tuo corpo manda segnali, ma li metti in secondo piano per non rallentare? Quando questi segnali diventano abituali, il corpo potrebbe chiedere ascolto prima che il quadro si complichi.
- 10. Coltivare senso e direzione nella vita
Il senso che attribuiamo alla nostra vita incide sulla salute più di quanto si pensi. Vivere in costante disallineamento tra valori personali e scelte quotidiane genera conflitto interiore e stress persistente.
Avere obiettivi, relazioni significative e una direzione chiara rafforza la resilienza e favorisce comportamenti più sani. Il benessere non è solo biochimica: è anche coerenza tra ciò che si è e ciò che si fa. Una vita percepita come priva di significato può tradursi in abitudini disfunzionali e in un aumento del rischio di malattie nel lungo periodo.
Spunti di consapevolezza. Le tue giornate scorrono senza una direzione che senti davvero tua? Le scelte quotidiane ti sembrano spesso in contrasto con ciò che consideri importante? Ti accorgi di vivere “in automatico”, con poca soddisfazione o senso di pienezza? Queste sensazioni possono indicare un disallineamento profondo tra ciò che sei e ciò che fai.
In definitiva
«Questi spunti di consapevolezza non sono una lista di regole da seguire alla lettera», indica Contu. «Sono piuttosto inviti a fermarsi un momento e osservare le proprie abitudini con uno sguardo più attento. Ognuno, nei propri tempi e nei propri modi, può riconoscersi in alcuni di questi segnali oppure scoprire aspetti della propria vita quotidiana che meritano più cura».
La prevenzione, infatti, raramente nasce da cambiamenti radicali e immediati. Più spesso prende forma attraverso piccoli passi: una scelta diversa a tavola, qualche minuto in più dedicato al movimento, una pausa per respirare, una sera in cui si decide di spegnere prima gli schermi o di dedicare tempo alle relazioni che contano.
«Per chi sente il desiderio di approfondire e di iniziare questo percorso con maggiore consapevolezza - conclude l’esperta -, il mio libro Il prima che salva può rappresentare un punto di partenza: un invito a prendersi cura della propria salute prima che il corpo sia costretto a chiedere attenzione attraverso la malattia».

