Storia vera. Maternità: “La mia attesa è durata 8 anni”

Un libro racconta tante storie di infertilità, fra cui quella di Sara, che ha percorso tutte le strade proposte dalla scienza per poter avere un figlio. Poi, il “miracolo”: “Sono rimasta incinta quando, dopo mille tentativi, avevo già iniziato l’iter per l’adozione di un bimbo”



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Un bambino che per 100 lune è stato solo un’idea. Comincia così uno dei racconti più toccanti di Parole fertili - Viaggio alla ricerca di un figlio (Mondadori Electa), il volume, arrivato da poco in libreria, che riunisce le emozioni vissute da oltre 50 donne e uomini che sono ricorsi alla scienza per coronare il sogno di avere una famiglia.

Un libro prezioso perché, quando non hai una bussola, la storia di chi ha intrapreso la stessa strada può illuminarti il cammino.

«Mai come in questo caso le parole diventano davvero terapeutiche», sussurra Sara, la mamma “delle 100 lune”. «Chi compie questo percorso è coraggioso, merita rispetto, invece spesso si sente svilito, prova vergogna e paura. In queste pagine può trovare speranza, ma anche delusione e gioia immensa. Perché tutti i sentimenti sono leciti, umani e ci fanno crescere».


Infertile senza un perché

Sara Valieri lo sa bene. È nata nel 1977 a Villafranca di Verona, nella provincia veneta fatta di pragmatismo e tradizione. Le stessi doti che si trovano nella sua quotidianità: una laurea, un buon lavoro e nel 2004 il matrimonio con Fiore, l’amore con la A maiuscola.

Verso i 30 anni, decidono di metter su famiglia, tanto che nel 2008 trascorrono San Silvestro a New York per festeggiare l’ultimo anno a due. E nel negozio più famoso della Grande Mela comprano un dolcissimo peluche. Che, però, verrà stretto dalle mani paffute di un bebè soltanto 8 anni dopo.

«La strada è stata subito in salita», racconta Sara. «Sono rimasta incinta naturalmente e ho avuto un aborto alla dodicesima settimana. È stato un autentico lutto, ma ero talmente determinata che ci abbiamo riprovato subito. Ogni mese il test negativo mi faceva sprofondare sempre più giù. Il tour di esami e specialisti ha sancito un’infertilità senza diagnosi. Due parole così frustranti...».


In un labirinto di emozioni

La frustrazione li accompagna giorno dopo giorno, tra le stimolazioni ormonali e la procreazione assistita di primo grado (la cosiddetta inseminazione semplice) che, purtroppo, non ha un esito positivo.

Così Sara e il marito si orientano verso la Fivet, la fecondazione in vitro.

«I mesi passavano e tra di noi sentivamo una mestizia sempre più forte, un logorio continuo. Io provavo a essere zen e Fiore rimaneva al mio fianco con una tenerezza unica, ma è stato così doloroso che, ancora adesso, sentiamo addosso le cicatrici di questa esperienza. L’infertilità è un labirinto di emozioni contrastanti, di domande che ti rovistano l’anima, ti senti sola e disorientata. Hai un progetto di vita e se non riesci a realizzarlo quasi smetti di vivere».


L'aiuto della scrittura

I tentativi di Fivet si esauriscono. Sara è stremata e anche Fiore non riesce più a vederla affranta e gonfia di ormoni. La tristezza lascia il posto a una rabbia sorda che sgorga su fogli bianchi, dove Sara racconta ciò che ha vissuto.

Poi, di getto, manda il manoscritto ad alcuni editori. Nello stesso periodo, vagando online alla ricerca di un pizzico di speranza, scopre il sito Parolefertili.it e decide di raccontare la sua storia.

«Scrivere mi ha riappacificato con la nostra condizione, mi ha permesso di mettere a fuoco alcuni dettagli. Ha fatto uscire il dolore che, da buona ottimista, non avevo mai affrontato di petto. Così, quasi più leggeri, io e mio marito abbiamo iniziato un altro iter, quello per l’adozione».


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A sorpresa, la gravidanza

Ma il destino decide diversamente e, in una calda estate, porta delle inaspettate novità.

«La casa editrice Autodafé mi ha contattata per pubblicare il mio libro Cento lune. Negli stessi giorni, un ritardo mi ha convinto a comprare un test di gravidanza. L’ho fatto da sola all’alba: quando ho visto le due lineette della positività ho svegliato Fiore e ho pianto per due ore, ho versato tutte le lacrime degli anni precedenti».

La natura, come per miracolo, risarcisce la coppia e la aiuta a realizzare il sogno di una vita: dopo una gravidanza perfetta, Fabio nasce nell’aprile del 2016. «Mi definisco una “medio-mamma”», dice Sara ridendo, senza staccare gli occhi dal suo bimbo.

«Aggiusto il tiro, cerco di non viziarlo troppo e penso a quando gli racconterò la montagna che io e il suo papà abbiamo scalato per lui. Non trascurerò nessun dettaglio, non c’è nulla per cui intimidirsi. Anzi».

Proprio per combattere i tabù che ancora gravitano intorno alla procreazione assistita, Sara rivive con orgoglio le sue vicissitudini nel libro Parole Fertili, che è il coronamento perfetto di questi anni. «È un modo per mettermi al servizio degli altri: so bene ciò che provano le persone alla ricerca di un bimbo, voglio donare un pizzico di empatia, qualche frase in cui cullarsi, stare meglio e pensare al futuro».

Quello di Sara e Fiore è più che mai aperto: Fabio cresce e, magari, potrebbero arrivare altre bellissime sorprese.


Parole fertili: dal web alla libreria

Più di 50 racconti unici. Perché Parole fertili - Viaggio alla ricerca di un figlio (Mondadori Electa con il contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici) raccoglie confessioni e vicende di donne e uomini tratte dal sito omonimo creato da Cristina Cenci e Francesco Dimitri.

«Abbiamo ideato prima uno spazio digitale protetto, dove spesso le persone restano anonime, ma trovano intimità», spiega Cristina Cenci, antropologa e studiosa dei social media.

«E poi lo abbiamo anche trasformato in un volume che utilizza hashtag, e parole chiave. Non deve essere per forza letto dall’inizio alla fine, ma può essere consultato come una mappa emotiva. Sotto l’hashtag rabbia, per esempio, sono catalogate tutte le storie che ne parlano e possono servire a metabolizzare quel sentimento. Le parole diventano così un alleato, una “medicina” da condividere anche con gli specialisti che seguono la coppia».


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Articolo pubblicato nel n° 5 di Starbene in edicola dal 15 gennaio 2019

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