PANTOPRAZOLO ACCORD 20FL 40MG -Avvertenze e precauzioni
In presenza di sintomi allarmanti. In presenza di qualsiasi sintomo allarmante (es. significativa perdita di peso non intenzionale, vomito ricorrente, disfagia, ematemesi, anemia o melena) e quando si sospetta o è confermata la presenza di ulcera gastrica, deve essere esclusa la natura maligna, in quanto il trattamento con pantoprazolo può alleviare i sintomi e ritardare la diagnosi. Se i sintomi persistono nonostante un trattamento adeguato deve essere considerata un’ulteriore indagine. Compromissione epatica. Nei pazienti con grave compromissione epatica, gli enzimi epatici devono essere monitorati durante la terapia. In caso di aumento degli enzimi epatici, si deve sospendere il trattamento (vedere paragrafo 4.2). Co-somministrazione con atazanavir. La co-somministrazione di atazanavir con gli inibitori della pompa protonica non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5). Se la combinazione di atazanavir con un inibitore della pompa protonica è ritenuta inevitabile, si raccomanda uno stretto monitoraggio clinico (es. carica virale) in combinazione con un aumento della dose di atazanavir a 400 mg utilizzando 100 mg di ritonavir. Non si deve superare una dose di pantoprazolo di 20 mg al giorno. Infezioni gastrointestinali causate da batteri. Il trattamento con Pantoprazolo Accord 40 mg può portare ad un modesto incremento del rischio di infezioni gastrointestinali causate da batteri quali Salmonella e Campylobacter o C. difficile. Sodio. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per flaconcino, quindi è essenzialmente “privo di sodio”. Ipomagnesiemia. È stato osservato che gli inibitori della pompa protonica (IPP), come il pantoprazolo, possono causare grave ipomagnesiemia in pazienti trattati per almeno tre mesi, e in molti casi per un anno. Possono comparire gravi sintomi di ipomagnesiemia come affaticamento, tetania, delirio, convulsioni, capogiri ed aritmia ventricolare, che inizialmente possono manifestarsi in modo insidioso ed essere così trascurati. Nella maggioranza dei pazienti coinvolti, l’ipomagnesiemia migliora dopo l’assunzione di magnesio e la sospensione degli IPP. Gli operatori sanitari devono considerare la misurazione dei livelli di magnesio prima di iniziare il trattamento con gli IPP e periodicamente nel corso del trattamento nei pazienti in terapia per un periodo prolungato o che assumono IPP in concomitanza con digossina o farmaci che possono causare ipomagnesiemia (ad es. diuretici). Fratture ossee. Gli inibitori della pompa protonica, specie se utilizzati a dosaggi elevati e per periodi prolungati (>1 anno), possono causare un modesto incremento del rischio di fratture dell’anca, del polso e della colonna vertebrale, principalmente negli anziani o in presenza di altri fattori di rischio riconosciuti. Studi osservazionali suggeriscono che gli inibitori della pompa protonica possono aumentare il rischio complessivo di frattura del 10-40%. Tale aumento potrebbe essere in parte dovuto ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono ricevere le cure sulla base delle attuali linee guida di pratica clinica e devono assumere un’adeguata quantità di vitamina D e calcio. Interferenza con esami di laboratorio. Un livello aumentato di Cromogranina A (CgA) può interferire con gli esami diagnostici per tumori neuroendocrini. Per evitare tale interferenza, il trattamento con pantoprazolo deve essere sospeso per almeno 5 giorni prima delle misurazioni della CgA (vedere paragrafo 5.1). Se i livelli di CgA e di gastrina non sono tornati entro il range di riferimento dopo la misurazione iniziale, occorre ripetere le misurazioni 14 giorni dopo l’interruzione del trattamento con inibitore della pompa protonica. Lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS). Gli inibitori della pompa protonica sono associati a casi estremamente infrequenti di LECS. In presenza di lesioni, soprattutto sulle parti cutanee esposte ai raggi solari, e se accompagnate da artralgia, il paziente deve rivolgersi immediatamente al medico e l'operatore sanitario deve valutare l'opportunità di interrompere il trattamento con Pantoprazolo Accord. La comparsa di LECS in seguito a un trattamento con un inibitore della pompa protonica può accrescere il rischio di insorgenza di LECS con altri inibitori della pompa protonica.

