Rimuginio mentale: come uscire dal labirinto dei pensieri ossessivi

Un’idea fissa, negativa, cresce nel cervello e ti conduce per mano in un dedalo di ansia e paura che destabilizza il tuo benessere, a volte fino a darti disturbi fisici. Ecco come uscirne in modo semplice e immediato. Anche se ti colpisce di notte



311274

Sono le cinque, sono sveglio e mancano solo poche ore al mio arrivo in ufficio. Lì mi aspetta il mio capo: sarà furibondo per l’alterco di ieri davanti a tutti, mi sono fatto prendere dalla rabbia e ho esagerato. A nulla serviranno le mie scuse: immagino che ieri abbia già chiamato l’ufficio del personale e sia pronta una lettera di richiamo. Il primo passo verso il licenziamento. E poi come farò a ritrovare lavoro? Come uscirò da questa situazione che ho creato da solo? Nessuno mi può aiutare...”

Il rimuginio mentale ci fa entrare in un labirinto fatto di pensieri che generano emozioni negative una dopo l’altra, portandoci da un punto iniziale a un futuro più angosciante, sempre più lontano e che spesso, per fortuna, non si avvera mai.

«Questa sorta di lavorio mentale crea un’ansia autoavvitante, ed è davvero come entrare in un labirinto della mente», spiega Maria Giovanni Gatti Luini, medico psicosomatista e psicoterapeuta a Milano. «Ci si entra partendo da un pensiero che disturba, crea angoscia o ansia e, nel tentativo di risolverlo razionalmente lo moltiplichiamo, lo ingigantiamo, fino ad arrivare a sviluppi inimmaginabili con proiezioni a distanza di mesi, a volte anni. Per poi scoprire, nella maggior parte dei casi, che i problemi sono spesso circoscritti al momento, risolvibili e che, come nell’esempio fatto, magari il giorno dopo tutto è rientrato nella normalità».


Pensiero non scaccia pensiero

L’errore principale che facciamo quasi tutti, in questi casi, oltre a rimuginare all’infinito, è cercare di calmarci sforzandoci di adottare un altro pensiero, che contrasti quello che ci attanaglia. «Ma la mente non può “autoguarirsi” quando il problema è creato da lei stessa», avverte l’esperta. «E non è quindi possibile scacciare un’idea negativa con un’altra positiva, inserita razionalmente ma anche forzosamente, artificialmente: la mente va fermata, non ci sono vie di fuga collaterali dal labirinto, bisogna letteralmente bloccare il rimuginio, interromperlo».

Come? La scienza oggi ha provato, attraverso le tecniche di imaging (come la risonanza magnetica funzionale che, misurando le variazioni di flusso sanguigno cerebrale, riesce a studiare quali aree del cervello si attivano durante le esperienze emotive) quello che gli orientali ci insegnano da anni: l’uso delle mani in certi contesti nervosi, è una “medicina” per la mente. «Quando le utilizziamo attiviamo dei circuiti neuronali che, pur permettendoci di ragionare, inibiscono altre parti del cervello deputate a rendere i pensieri ossessivi di andare in loop, ripetendo la cosa più e più volte in modo automatico, involontario, senza via d’uscita e ingrandendola a dismisura, complice l’ansia che cresce e si autoalimenta», spiega la psicoterapeuta.

«Sono nate così le famose palline antistress da schiacciare o far girare fra le mani. Ma molti lavori manuali sono risultati più efficaci nel rompere il circolo vizioso del labirinto fatto di rimuginii: l’uso della creta per esempio, o manipolare la sabbia sono tecniche usate in psicoterapia come potenti antidoti delle ossessioni. Parliamoci chiaro: il pensiero che ci disturba non scompare subito, ma rimane come soffocato, al suo stadio basale, senza crescere a dismisura e produrne altri».

Scrivere a mano o dipingere, ma anche cucinare una nuova ricetta (più impegnativa e perciò più distraente) vanno benissimo come ulteriori tecniche scaccia pensieri.


Se non possiamo manipolare

Il rimuginio però è subdolo, capace anche di prenderci quando non abbiamo la possibilità di usare le mani.

«Sfruttiamo allora le nostre capacità sensoriali, facciamoci cioè trasportare dai sensi», consiglia Gatti Luini.

«Scegliamo di sottoporci a un massaggio prendendoci una pausa per noi. Andiamo in un posto dove si può ascoltare della musica, in un museo o a vedere una mostra che ci piace o, semplicemente, entriamo in un negozio di profumi e proviamone un po’. I sensi visivi, tattili e olfattivi soverchieranno l’effetto rimuginio, anche se li “subiamo” senza crearli. Si chiama cura emozionale dell’ansia».


Contro il rimuginio mentale il trucco del Mantra

In altre situazioni nelle quali non si può o non si vuole usare la manualità il Mantra è un ottimo e semplice rimedio per calmare la mente.

«Si tratta di una parola o una frase che, ripetuta mentalmente o, meglio, ad alta voce, anche di fronte a uno specchio (due opzioni che la rendono più potente), permette di connettersi a uno stato interiore più profondo e respingere i pensieri ossessivi», spiega la psicoterapeuta.

«Tutti abbiamo una frase preferita da ripetere: come “pensa bene e sarà bene”, oppure una preghiera: si può anche leggere, sempre ad alta voce. Ripetere, ripetere, ripetere (è la ripetizione che funziona), come un esercizio, senza soffermarsi sul significato, come se contassimo le pecore per dormire».


Quando il rimugunio mentale succede di notte

A proposito di contare le pecore. Nel racconto d’apertura l’entrata nel labirinto dell’ansia avviene di notte. «Quella che colpisce fra le 4 e le 5 è la più diffusa in assoluto», spiega la nostra esperta. «Perché è l’orario in cui il corpo rilascia più cortisolo, l’ormone dello stress, per prepararci al risveglio. Ma se si è già stressati o ansiosi, ecco che può partire il pensierino che apre la porta del famoso labirinto. E poi di notte non ci sono distrazioni, tutto è silenzioso e buio e la mente può vagare verso i cattivi pensieri».

Che fare? «Svegliarsi è certamente meglio che restare distesi con gli occhi sbarrati, ma non basta. In questi casi la cosa migliore è avere un taccuino vicino al letto e scrivere dei pensieri o una sorta di diario, un racconto, disegnare quello che ci piace. Vi ricordate che fare qualcosa di manuale è l’antiansia per eccellenza? Certo non tutti hanno voglia di farlo, mezzi addormentati come sono nonostante l’angoscia che sale: allora, per una volta, violiamo le valide regole di igiene del sonno (ma qui non soffriamo di insonnia, il problema è il labirinto dei rimuginii) e accendiamo la tv su un programma rilassante e distraente».

E leggere? «Mi dispiace dirlo ma non serve in questi casi», afferma Gatti Luini. «Il pensiero ossessivo vince infatti sulla lettura, e ci troveremo presto, già dopo qualche pagina, a perdere la concentrazione sulla trama del libro rioccupandoci di nuovo dell’assillo che crediamo ci attenda domani, dopodomani, per il futuro». Quando siamo calmi di nuovo torniamo a dormire, uno sbadiglio sarà un segnale significativo.


Chi rischia di più di perdersi nel rimuginio mentale

Ci sono persone che, più di altre, rischiano di perdersi in questi labirinti della mente? «Sì, sono le personalità che non riescono mai a decidere, a scegliere», spiega la nostra esperta. «Sembra che immaginino di seguire una strada, poi si rimangiano tutto e si fermano. Quindi ricominciano ma rinunciano, tornano sui loro passi: l’indecisione, legata al rimuginio cronico, può avere risvolti patologici che vanno curati, aggiungendo alla pratica clinica la psicoterapia, prima che facciano danni anche fisici, soprattutto se si accompagnano ad alcuni sintomi tipici, come gli acufeni (sento ma non capisco) e le vertigini (vacillo nel labirinto).

Il rimuginio, infatti, porta a problemi della testa, del collo e delle spalle: per la psicosomatica è come se i pensieri separassero la parte pensiero da quella fisica, isolandola dal resto del corpo. In questi casi l’aiuto professionale è d’obbligo: consiglio quindi di ricorrere alla psicoterapia psicosomatica: funziona molto bene la tecnica della distensione immaginativa. Guidati dalla voce del terapeuta (ma poi si impara a farlo anche a casa) ci si rilassa visualizzando mentalmente scene serene, protettive, tranquillizzanti, che riportano alla calma e provocano emozioni positive che contrastano i rimuginii e ridanno benessere immediato».

Anche per ricominciare a decidere davvero. Senza farsi prendere dall’ansia.


Fai la tua domanda ai nostri esperti

Leggi anche

Rimugini continuamente? Ecco come liberarsi dal chiodo fisso

Lezioni di buonumore: 3 consigli per smettere di rimuginare

Spegni i pensieri e ritrova il sonno perduto: calma la mente, rigenera il corpo