Quando avere tanti talenti genera ansia: che cos’è la paralisi da multipotenzialità

Troppi interessi e nessuna direzione chiara? Scopri perché l’eccesso di possibilità può bloccare la mente e come trasformare la diversità in un valore professionale



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Esiste un esperimento molto noto in psicologia, condotto alla Columbia University dalla ricercatrice Sheena Iyengar, chiamato "Jam Study". In un mercato furono allestiti due stand di marmellate: uno con 24 gusti e uno con soli 6. Sebbene lo stand con più scelta attirasse più curiosi, quello con meno opzioni vendette dieci volte di più. Questo accade perché, quando le opzioni sono troppe, il nostro cervello entra in un vero e proprio sovraccarico decisionale. Come spiega Sara Spaggiari, psicologa e fondatrice di Silife.it: «Invece di sentirci più liberi, ci sentiamo paralizzati».
Per chi ha molti talenti, la cosiddetta multipotenzialità, accade la stessa cosa: la vastità di strade possibili genera un entusiasmo iniziale che può rapidamente trasformarsi nella domanda destabilizzante "come faccio a sapere qual è la strada giusta?". Si parla in questi casi di paralisi da multipotenzialità.

Paura della rinuncia e paralisi decisionale

Per un multipotenziale, scegliere una via significa inevitabilmente rinunciare a tutte le altre. Questa rinuncia viene spesso vissuta come un’ingiustizia o una perdita di identità. Il risultato è la paralisi decisionale: si rimanda la scelta o si cerca di fare tutto contemporaneamente, cambiando continuamente direzione senza mai approfondire.

Secondo l'esperta, questo movimento continuo rischia di diventare una fuga senza meta. La sfida non è eliminare i propri talenti, ma imparare a integrarli.

«La chiarezza non nasce eliminando le proprie sfaccettature, ma costruendo un filo conduttore che le renda leggibili anche all’esterno», afferma. Smettere di cercare la scelta giusta e iniziare a cercare la direzione che tiene insieme più parti di sé è il primo passo per guarire dall'impasse.

Imparare a esplorare con intenzionalità

Non tutto ciò che ci appassiona è un segnale di crescita. Spesso un nuovo interesse può essere una via d'uscita elegante dalla fatica o dalla noia che sopraggiungono quando un percorso diventa impegnativo.

«Un interesse sano espande, una distrazione anestetizza». Mentre la distrazione cerca solo la novità per sfuggire alla complessità, l’interesse autentico sostiene la curiosità nel tempo, permettendoci di tollerare le difficoltà.

L'obiettivo è imparare a scavare pozzi profondi: se iniziamo a scavare in mille punti diversi fermandoci subito, non troveremo mai l'acqua. La profondità richiede tempo e continuità.

Reinventarsi dopo i 40 anni

Il fenomeno della paralisi colpisce anche le donne e gli over 40, spesso frenati dalla paura che sia troppo tardi. In Italia una timeline culturale rigida ci suggerisce che dopo una certa età il cambiamento sia proibito. Tuttavia, l'esperienza maturata non è un limite, ma un vantaggio competitivo enorme.

L'invito è quello di lavorare sulle proprie credenze limitanti: «Non è reinventarsi da zero, è ricombinarsi. Tutto ciò che abbiamo imparato può diventare la base di qualcosa di nuovo e più potente», dice l'esperta.

Il mercato oggi premia le competenze trasversali e la maturità relazionale. Avere il coraggio di scegliere di vivere invece di sopravvivere è un dovere verso la propria dignità, a prescindere dall'età anagrafica.

Come "vendere" la multipotenzialità nel mondo del lavoro

In un mercato del lavoro che sembra chiedere solo specialisti, il multipotenziale deve cambiare strategia. Non deve difendere la propria natura, ma tradurla in soluzioni. Le aziende non cercano solo titoli, ma persone capaci di risolvere problemi complessi e multidisciplinari.

Per presentarsi efficacemente, occorre smettere di elencare etichette e iniziare a parlare di impatto. «Un multipotenziale efficace non dice che sa fare tante cose, ma è capace di puntare su un profilo che gli permette di comprendere rapidamente contesti complessi», spiega Spaggiari.

Il segreto sta nel posizionarsi in ruoli di coordinamento, project management o strategia, dove la visione d'insieme è più preziosa della verticalità estrema.

Un esercizio quotidiano per ritrovare la calma

Il senso di colpa è l'ombra che accompagna molti multipotenziali. Per ritrovare la serenità, è necessario fare pace con la propria natura curiosa, smettendo di misurarsi con modelli di linearità che non ci appartengono.

Un mantra potente da adottare è: “la mia curiosità non è un difetto, è la mia intelligenza che esplora”.

Invece di sentirsi dispersivi, bisogna riconoscere che si sta esplorando. Un esercizio utile è chiedersi ogni giorno cosa si è scoperto di nuovo che possa arricchire ciò che già siamo. Accettare che la mente funzioni per cicli e stagioni permette di abbassare l'ansia: “non devo scegliere per sempre, devo scegliere per adesso”.

Solo così la comprensione di sé diventa il primo, vero atto di cura.


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