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La felicità è una cosa semplice: 5 consigli per sentirsi in pace

Un profondo senso di pace e di completezza, che non dipende da fenomeni esterni. Ecco spiegata la felicità. Una piccola guida ci spiega in chiave moderna il segreto della dottrina buddhista

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ll Buddha era una persona concreta (Rizzoli, 16 €) di Stefano Bettera, giornalista e insegnante di vipassana, racconta la storia di una rivoluzione gentile e di come possiamo, giorno dopo giorno, scegliere la pace al posto della sofferenza. Un po’ di attenzione, e dolcezza verso noi stessi ci porterà a sentirci più felici e in pace con il mondo. Comincia a seguire i 5 consigli che abbiamo tratto dal libro.


  • Agisci con compassione Chi salva una vita, salva il mondo intero, dice un famoso versetto del Talmud, uno dei testi sacri dell'ebraismo. Siamo tutti interconnessi: non c’è aspetto della nostra vita che non dipenda o non sia collegato a ciò che ci sta intorno. Dipendiamo dagli altri e tutti dipendono da noi. Prima lo capiamo, più saremo felici.


  • Pratica la gentilezza Il primo passo da compiere è coltivare la gentilezza verso noi stessi. Se non siamo in grado di accettare ciò che siamo, sarà difficile, se non impossibile, aprire il nostro cuore agli altri. Integrare le nostre parti dolenti o rotte è una condizione necessaria per sperimentare i benefici di un atteggiamento benevolo verso gli altri. Partiamo da noi stessi e poi estendiamo un atteggiamento aperto e curioso verso il mondo.


  • Non ignorare i problemi La vita è uno slalom tra ostacoli di diversa natura. Spesso pensiamo che la soluzione per stare meglio sia ignorarli o evitarli, ma questo non fa che aumentare il nostro rimuginio mentale. E più entriamo nel loop dei nostri pensieri, più il dolore aumenta.


  • Liberati dal pensiero magico Siamo cresciuti pensando che la vita è dolore e che un giorno saremo ricompensati nell’aldilà. Niente di più sbagliato: possiamo essere felici ora, perché la sofferenza è uno stato passeggero, cambia e passa. Non perdere l’occasione di essere ottimista: celebrare la gioia, la vitalità e l’autenticità di ciò che stiamo vivendo ci regala un’esistenza più piena.


  • Coltiva la saggezza Più pianifichiamo e facciamo progetti, meno ci concediamo la possibilità di aprire la mente e il cuore a nuovi incontri. Apriamo la finestra e lasciamo entrare l’aria fresca della novità: qualunque cosa accada, sarà un’occasione di crescita. La felicità non è il piacere: la prima è un profondo senso di pace e di completezza e non dipende da fenomeni esterni. Il secondo è legato a un momento, a un oggetto, a un luogo e cambia in continuazione. Rincorrerlo è una scelta vana.


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Articolo pubblicato sul n. 25 di Starbene in edicola dal 4 giugno 2019

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