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La cannabis arriva in cucina

È ricca di vitamine, minerali e Omega 3 e la trovi in vendita anche nei supermercati. Scopri le sue virtù

credits: istock



di Isabella Colombo


È stupefacente, ma non nel senso che immagini. La cannabis è una pianta con tante potenzialità e tutte lecite. Dal fusto si ottiene la fibra per realizzare tessuti e materiali isolanti per la bioedilizia, le infiorescenze hanno virtù terapeutiche eccezionali e i semi, con i loro derivati, sono preziosi in cucina. Tanto che, negli ultimi tempi, i prodotti alimentari a base di cannabis hanno invaso gli scaffali dei supermercati: farine, pasta, olio, taralli, grissini, tisane, birra, cioccolato, salse.


Li commercializzano Assocanapa (assocanapashop.it), l’associazione che riunisce i canapicoltori italiani, e anche le aziende che hanno scommesso sul successo crescente di questa pianta dalle mille virtù. Come Sativa alimentari (foodsativa.com), Equilibrium (equilibrium-nutraceutica.it) e Canapa Lucana (canapalucana.it). C’è pure chi si è inventato un festival per promuovere i tanti usi alternativi della cannabis. Come Canapa Mundi a Roma (a febbraio, canapamundi.com) e Canapa in mostra a Napoli (a ottobre, canapainmostra.com). Ed è persino nato un coordinamento, Carovana della canapa: attraversa l’Italia per spiegare a tutti la differenza tra la pianta usata per produrre marijuana e hashish e quella preziosa in cucina (carovanadellacanapa.org).


Non contiene sostanze psicoattive 

«Esistono tante varietà di cannabis. La Sativa, impiegata per ottenere fibre e alimenti, è legale ed è diversa dalla Indica, coltivata clandestinamente per la droga, perché tra i suoi vari principi attivi, quello stupefacente, cioè il Thc, è presente in quantità trascurabili, sotto lo 0,2%», spiega Cesare Quaglia, agronomo, canapicoltore e componente del direttivo di Assocanapa. I semi possono essere consumati così come sono o impiegati per ricavare l’olio e la farina, con la quale si ottengono poi la pasta, il pane, i biscotti... La Sativa ha anche un’altra qualità: è così resistente che non ha bisogno di trattamenti, ecco perché i prodotti derivati sono sempre biologici. In più, cresce in fretta e soffoca le erbe infestanti, quindi si inserisce perfettamente nel sistema di rotazione delle colture per rendere i terreni ossigenati e puliti senza bisogno di fitofarmaci».

 

Ha più proteine del grano duro 

Dal punto di vista nutritivo, la cannabis è una grande alleata della dieta perché ricchissima di acidi grassi essenziali, vitamine, minerali e proteine (29,40 grammi su 100 contro 12,90 grammi della farina di grano duro). «I semi comprendono tutti gli otto aminoacidi essenziali e sono considerati un vero integratore alimentare naturale», spiega la biologa nutrizionista Francesca Marino. «Nessun altro cibo possiede Omega 6 e Omega 3 nel rapporto ottimale di 3 a 1. Questi due acidi grassi essenziali, che possono essere introdotti solo con la dieta, contribuiscono alla produzione di energia, alla formazione delle membrane cellulari e al corretto equilibrio ormonale. Inoltre, insieme ad altri fitonutrienti, hanno un potere antinfiammatorio, aiutano a ridurre i livelli di colesterolo cattivo nel sangue, contribuendo ad abbassare i trigliceridi e la pressione», continua la biologa. «Per questi motivi (ai quali si aggiunge il buon contenuto di calcio, magnesio e potassio) i semi di canapa sono particolarmente raccomandati nei regimi alimentari vegani e vegetariani».

 

In semi, farina, olio 

La canapa può diventare protagonista dei tuoi menu anche tutti i giorni. «I semi, che hanno un sapore gradevole e sono facilmente digeribili, possono essere aggiunti a insalate, yogurt, zuppe, paste fredde, salse. Oppure all’impasto di pizze, focacce o biscotti, per dare croccantezza», dice Marino. «Frullati diventano una deliziosa crema da spalmare. Tostati e salati sono perfetti per l’aperitivo». La farina, invece, va sempre miscelata con un’altra, in una percentuale che va dal 15 al 20%, per realizzare pane, pasta, pizza, biscotti, torte. «Essendo senza glutine, da sola non può essere lavorata facilmente né riesce a lievitare bene», spiega Quaglia. «Ha però un grande vantaggio: grazie ai residui di olio, permette di dimezzare le quantità di grassi nella preparazione dei dolci». Infine, il “condimento”: perfetto per le insalate e i piatti di verdura, è un concentrato di aminoacidi essenziali (quindi di proteine).

 

Piatti e cibi “stupefacenti” 

>A VOLTERRA (SIENA) il bistrot vegetariano Dioniso (ristorantedioniso.com) propone falafel di lenticchie rosse alla canapa e tofu di canapa, mentre l’enogrigliosteria La vecchia lira (vecchialira.com) ha nel menu le tagliatelle alla canapa, aglio, olio e peperoncino con pesto di zucchine.

>A SOMMARIVA DEL BOSCO (CUNEO) utilizzano la canapa la panetteria Olivero Biagio, il negozio di pasta fresca La genuina e la pizzeria Il cigno.

>A LEGNANO (MILANO) usa farina di canapa il pastificio Grazioli (panificiograzioli.it).



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Articolo pubblicato sul n.50 di Starbene in edicola dal 01/12/2015

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