Perché la dieta mediterranea previene le malattie

La dieta mediterranea è l’unica che può aiutarci a prevenire molte malattie ed è facile da seguire. Ne parliamo con un esperto di alimentazione sana e naturale, Marco Bianchi



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Il ricciolone esperto di healthy food più amato di Instagram è diventato maggiorenne: da qualche giorno nelle librerie c’è il diciottesimo libro di Marco Bianchi, food mentor e ambasciatore della Fondazione Veronesi per l’alimentazione sana. La nostra salute a tavola (Harper Collins, 19,50 €) è la guida ok per seguire la dieta migliore del mondo, quella mediterranea, utile a proteggerci da molte malattie e a prevenirle. Ne parliamo direttamente con Marco.


Marco, perché un libro sulla dieta mediterranea? Abbiamo ancora bisogno di parlarne?

Con 3 milioni di contatti al mese tra il mio blog e i follower di Instagram, mi rendo conto che sono tante le persone che non sanno ancora come nutrirsi correttamente. Quindi sì, abbiamo bisogno di continuare a parlare di dieta mediterranea. L’idea mi è venuta proprio durante il primo lockdown: a marzo mi sono accorto che in quel momento di spese pazze al supermercato la gente comprava i cibi sbagliati. Per questo ho dedicato subito un post su Instagram con gli indispensabili in dispensa. È importante comunicare ciò che serve in cucina e che cosa ci salva la vita.


Possiamo paragonare la dieta mediterranea a una sorta di vaccino contro le malattie?

In un certo senso, sì. Gli studi mostrano che chi segue la piramide alimentare della dieta mediterranea assume nutrienti fondamentali: grassi insaturi, carboidrati complessi, fibre, folati, flavonoidi e polifenoli, vitamine C ed E, minerali come potassio e magnesio. Tutte sostanze che contribuiscono ad allontanare l’insorgenza di numerose malattie. Questo modello alimentare è l’unico che può aiutarci nella prevenzione cardiovascolare, dei disturbi neurodegenerativi, come l’Alzheimer, e durante le cure oncologiche.


Che cosa rende speciale la dieta mediterranea rispetto alle altre?

Nella dieta mediterranea vince l’insieme: gli alimenti sono combinati in modo adeguato (e devono essere consumati con costanza). Altri schemi alimentari, per esempio le diete dissociate, non sono davvero nutrienti. Magari servono a dimagrire, ma non a restare in salute, si possono seguire per una settimana, non oltre. E poi, mangiare mediterraneo significa nutrirsi nel modo più vario che ci sia. L’ho toccato con mano anche quest'estate, mentre giravo l'Italia con Linea Verde Estate, il programma di Rai 1. In quel momento ho scoperto veri e propri artigiani del gusto, che allevano e coltivano come si faceva un tempo. Per esempio, ho assaggiato la roveja, leguminosa dimenticata perché difficile da raccogliere ma con un alto valore biologico. E la saragolla, un grano antico molto proteico, non facile da coltivare e di poca resa.


Alla base della piramide mediterranea nel tuo libro hai aggiunto la convivialità. Perché è importante?

Non dobbiamo ridurre l’alimentazione al solo atto di nutrirsi: la condivisione a tavola fa bene all’anima, è la base di qualsiasi rapporto, permette di dare voce alle emozioni, a quello che abbiamo dentro. La tavola può diventare davvero un luogo per volersi bene, dove ci si ritrova e, se si è litigato, ci si riconcilia. Con la dieta mediterranea tutto questo è ancora più facile, perché è parte della nostra cultura millenaria, ce l’abbiamo nel DNA.


Nel libro sottolinei che troppo spesso ci dimentichiamo di bere

Idratarsi fa parte di un’alimentazione corretta. Molte persone arrivano a bere il primo bicchiere d’acqua della giornata all’ora di pranzo. Abbiamo a disposizione le borracce, usiamole! Riempiamole di bevande semplici, che ci piacciono, come tè e tisane. Se beviamo poco, le vitamine idrosolubili non vengono diffuse nell’organismo e non si attivano le fibre (che proteggono e tengono in ordine l’intestino). E non andiamo in bagno.


Ultimamente ti alleni parecchio e appari più tonico? Ti sei dedicato di più alla palestra?

Mi sono sempre allenato, ma un anno fa la svolta: ho incontrato un personal trainer che ha individuato gli esercizi giusti per me. Il peso è rimasto lo stesso (79 kg per 1,86 cm), ma è cambiata la conformazione fisica. E comunque, mai ammazzarsi in palestra, la regola base per me è quella di Leonardo, che cito nel libro (anche perché era anche un abile cuoco, non tutti sanno che ci ha lasciato oltre 120 ricette): “se fai esercizio, sia di picciol moto“. Significa che per fare movimento non bisogna scalare una montagna, basta essere attivi nell’arco della giornata.


Qual è tuo piatto preferito?

Pasta al sugo tutta la vita. D’estate frullo i pomodori freschi con basilico e mandorle e condisco gli spaghetti. D’inverno, preparo la classica salsa e ci metto un cucchiaino di zucchero che mi ricorda il nonno, lo aggiungeva sempre anche lui.


E il piatto che Vivienne (la figlia di Marco, 5 anni, ndr) ti chiede più spesso?

A lei piacciono moltissimo i burger con lenticchie e quinoa. E poi va matta per la pasta con la crema di zucchine, che c’è anche nel libro. Di questa ne mangia anche due piatti di seguito.


Che consiglio ci dai per affrontare la stagione fredda?

Non posso che raccomandare la dieta mediterranea. La cosa più importante è introdurre sempre una buona quantità di fibre attraverso verdura e frutta fresche (fondamentali anche per la vitamina C), frutta secca in guscio, legumi. Abbiamo bisogno di circa 30 grammi di fibre al giorno, indispensabili perché il sistema immunitario possa produrre organismi che ci permettano di stare in salute. A cosa corrispondono? Più o meno a tre porzioni di cereali integrali o semi integrali, due di frutta, due di verdura e croccanti snack di frutta secca.


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Articolo pubblicato sul n. 22 di Starbene in edicola a ottobre 2020



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