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Il punto G non esiste

Una ricerca italiana prova l’esistenza di un’intera zona responsabile dell’orgasmo detta CUV



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Siamo diventati adulti e abbiamo iniziato ad avere rapporti sessuali nella convinzione che esistesse un bottone magico per il piacere: il famigerato punto G, conosciuto altresì come punto Gräfenberg. La caccia per trovare quei pochi millimetri di godimento è stata, però, fermata da un’equipe italiana che ha dimostrato come non si trattasse di un punto ma di una zona: il complesso di CUV.


La storia

Il punto G fu scoperto negli anni cinquanta da un ginecoloco tedesco: Ernst Gräfenberg. Il dottore affermava che esistesse un punto che se stimolato avrebbe portato certamente ad avere un orgasmo. Sebbene la sensibilità vaginale sia diffusa e cambi da donna a donna, l’idea di un unicorno della sessualità ha affascinato tutti, amanti o studiosi che fossero.

La ricerca, talvolta maldestra, arrivò poi negli anni settanta con la pubblicazione di “Hite Report”. Si tratta di uno studio rivoluzionario sulla sessualità femminile pubblicato con l’intento di rispondere alle questioni più delicate, allora un tabù. Da questa pubblicazione, emerse come il responsabile principale dell’orgasmo fosse il clitoride.

A tal proposito, il medico francese Gerard Zwang, affermò che la distinzione tra orgasmo clitorideo e vaginale era stata promossa dagli uomini che percepivano come un colpo al proprio ego l’idea che la donna raggiungesse il piacere senza la penetrazione. Infatti, il motivo per cui il clitoride resta un attore importante dell’atto sessuale sta nelle sue terminazioni nervose che raggiungono in profondità i tessuti e che sono sollecitate sia in caso di stimolazione che di penetrazione.


Lo studio innovativo

Il professor Emanuele A. Jannini, professore di endocrinologia e sessuologia medica presso l’Università degli studi di Tor Vergata (Roma), dapprima convinto sostenitore dell’esistenza del Punto G, è tornato sui suoi passi pubblicando uno studio sulla prestigiosa rivista “Natural Review of Urology”. La ricerca condotta dal suo team ha mostrato, tramite strumenti diagnostici all’avanguardia, che il punto G non esiste come un solo punto, ovvero una zona circoscritta, ma è una vera e propria aerea denominata CUV.

La sigla CUV sta per complesso clitoro uretro vaginale; un’area multifunzionale che include: tessuti, muscoli, glande, sistema riproduttivo. La struttura e l’interazione tra clitoride, uretra e la parete vaginale conducono, secondo gli studiosi, alla stimolazione della CUV e dunque all’orgasmo.


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