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Giro del mondo sotto le lenzuola

Un curioso sondaggio evidenzia l’influenza che esercita il cambiamento di “location” su durata e qualità del rapporto sessuale



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Come recentemente confermato anche dall'atlante mondiale del sesso, ovvero da uno studio francese firmato da Stéphane Leroy (docente all'Università di Créteil) e Nadine Cattan (ricercatrice al Cnrs), se la camera da letto continua a rimanere il luogo preferito in cui accoppiarsi, nel mondo una persona su due non disdegna il sesso in automobile, mentre una buona fetta della popolazione si dichiara disponibile a prendere in considerazione “alcove” meno tradizionali.


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Ma che dire dell’albergo? Secondo i risultati ottenuti da un intrigante sondaggio condotto da HotelTonight, piattaforma mobile per le prenotazioni alberghiere last-minute, su di un totale di 2.200 utenti provenienti da undici Paesi differenti, anche la “location” della stanza d’albergo risulterebbe particolarmente apprezzata a causa della benefica influenza esercitata sulla qualità della prestazione.

In particolare, oltre ad evidenziare come i nostri connazionali valutino le loro prestazioni in hotel con un buon 7,8 su 10, l’indagine ha permesso di rilevare come, grazie all’ambiente più intimo e all’atmosfera più rilassata, il 38% dei partecipanti nostrani si consideri più “avventuroso” in albergo rispetto che tra le mura domestiche, mentre il 29% ritenga che fare l’amore in hotel rispetto che a casa migliori la prestazione, tanto che il rapporto, più frequente di 2,3 volte rispetto alla media, durerebbe addirittura fino a 32 minuti in più.

Avendo coinvolto anche altri dieci Paesi del mondo poi, l’indagine ha permesso inoltre di rilevare come i messicani risentano più degli altri del cambiamento di location (tanto che le performance sotto le lenzuola migliorerebbero per ben il 57% degli intervistati, rendendone più passionali addirittura il 75%), seguiti dagli statunitensi (che insieme ai messicani auto-valutano la loro prestazione con un punteggio superiore a 8 su 10) e dagli inglesi.

Di contro, gli svedesi, i tedeschi e i francesi si collocano in fondo alla classifica nel valutare le loro prestazioni in hotel, un contesto quest’ultimo che sembra non importare agli uomini canadesi tanto quanto le dimensioni del letto e la rigidità del materasso, ovvero i due fattori che condizionerebbero maggiormente la qualità della prestazione.

«Questo sondaggio ci ha fornito una chiave di lettura interessante su come a volte può essere interpretato un soggiorno in hotel – commenta Luca Parducci, Country Manager Italia di HotelTonight – ovvero come una piccola fuga dalla quotidianità che permette di essere più rilassato e di dedicarsi totalmente al proprio partner, oppure un’esperienza spontanea e inaspettata per sorprendere la propria dolce metà».

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