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Torna la Giornata mondiale contro l’ictus

Giovedì 29 ottobre si celebra l’ottava edizione della Giornata mondiale contro l’ictus cerebrale



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“I Am Woman: Stroke Affects me”, “sono una donna e l’ictus mi può colpire in qualsiasi momento”: anche per il 2015 è questo il promemoria della Giornata mondiale contro l’ictus, una patologia grave che, solo in Italia, ogni anno colpisce circa 150.000 persone, tanto da costituire la terza causa di mortalità dopo le malattie cardiovascolari e i tumori, e la prima di invalidità.

Mentre in passato l’ictus era un evento più probabile nelle persone con più di 70 anni, oggi si registrano, ogni anno, circa 4.200 casi a carico di persone con meno di 45 anni: a essere colpite sono spesso le donne.


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Nella Giornata mondiale contro l’ictus, si è molto insistito sul fatto che le donne sono sempre più esposte al rischio malattia: dati alla mano, il 43% dei casi di ictus intervengono nella donna, con un indice di mortalità che raggiunge il 61%.

Si ritiene che una donna su cinque, nell’arco della propria esistenza, possa sperimentare un ictus, mentre nel sesso maschile la prospettiva di rischio si attesta ad un uomo su sei.

Fra le concause che possono determinare l’insorgenza di ictus nelle donne, va sicuramente considerato l’utilizzo di contraccettivi orali.

È bene specificare che il rischio ictus nella donna in età riproduttiva è molto basso, ma aumenta dopo i 35 anni se si fuma, se si è affette da ipertensione arteriosa e se si utilizzano contraccettivi ad alto contenuto di estrogeni. La terapia sostitutiva post-menopausale inoltre, può non avere un ruolo protettivo nei confronti dell’ictus.

È bene sapere che molti casi di ictus si potrebbero prevenire diagnosticando tempestivamente la presenza di fibrillazione atriale, un’anomalia del battito cardiaco che si può scoprire notando la presenza di pulsazioni irregolari.

Per questo, oltre a controllare la pressione arteriosa, può essere molto utile valutare regolarmente le pulsazioni cardiache, anche avvalendosi dei misuratori di pressione specifici per la rilevazione dei battiti, disponibili per la misurazione in moltissime farmacie.

L’ictus si può prevenire ma, quando colpisce, per abbassare il tasso di mortalità e invalidità è fondamentale abbreviare il tempo di accesso alle cure, motivo per cui servirebbe ampliare la presenza delle unità di emergenza ictus.

In Italia ad esempio servirebbero 300 Stroke Unit, ma oggi ne risultano operative circa 170, concentrate principalmente al Nord.

Ci sono dei sintomi ben precisi che possono essere riconducibili a un ictus imminente, come l’improvvisa difficoltà a sorridere perché una metà della bocca non riesce a farlo, l’incapacità di alzare entrambe le braccia verso l’alto perché si riesce ad alzare un braccio solo mentre l’altro resta penzoloni lungo il corpo, l’incapacità di ripetere correttamente una frase semplice di senso compiuto.

In questi casi è bene agire tempestivamente recandosi al più vicino Pronto Soccorso.

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