A A

In piedi per restare in forma

La sedentarietà aumenta il rischio di malattie cardiache, diabete e tumori. Ecco come dirle addio



0

di Valentino Maimone

Passiamo l’equivalente di 17 anni della nostra vita seduti su una sedia, e altri 11 in poltrona davanti alla tv. Un italiano su tre non fa lavori “attivi” o sport di alcun tipo. Il risultato? Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, dallo scarso movimento dipendono il 30% delle malattie cardiache, il 27% delle diagnosi di diabete, oltre il 20% dei tumori al seno o al colon.


La soluzione, grazie alle ultime scoperte, è più semplice del previsto: basta stare in piedi più spesso che puoi! Uno studio dell’Università di Chester (GB) ha calcolato che se lavori per 3 ore in posizione eretta consumi fino a 144 calorie. Ma, soprattutto, fai bene al tuo organismo (e vivi di più, secondo altri studi). Ecco come mettere in pratica, subito, le indicazioni dei ricercatori.


Fai la tua domanda ai nostri esperti

Non superare le 8 ore “di sedia”


Come capire se sei sedentaria al punto da mettere a rischio, se non inverti la rotta, la tua salute? «Non esiste una soglia precisa, ma potremmo fissarla a 8-10 ore di sedia (o divano) ogni giorno», spiega ilippo Camerota, fisiatra e dirigente medico del Policlinico Universitario Umberto I di Roma.


«Non è difficile raggiungerla, basta pensare a tutto quello che facciamo in posizione seduta: lavorare al computer, leggere o studiare, pranzare o cenare, guidare l’auto, spostarsi in treno o in aereo…».


Secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal, se riuscissimo a ridurre a 3 ore il tempo di sedentarietà in una giornata, la nostra vita
potrebbe allungarsi di 2 anni. Ma è molto difficile, visti gli stili di vita che ci impone la società di oggi. A meno che non ci arriviamo a piccoli passi, iniziando ad alzarci più spesso.

Allenati a tirarti su


«Per abituarsi a stare più in piedi che seduti occorre imparare a sfruttare le tante occasioni per farlo che ti si presentano nel corso della giornata», suggerisce Camerota. «Al lavoro, evita di telefonare al collega nell’altra stanza, ma alzati e vai a parlargli di persona. Usa apposta la stampante più lontana dalla tua postazione: a fine mese avrai fatto chilometri!



Cerca, poi, di alzarti dalla scrivania almeno
ogni mezz’ora, anche solo per 2-3 minuti. Se usi
l’auto, parcheggia un po’ più lontano dalla tua destinazione; in autobus, scendi una fermata prima di quanto ti sarebbe più comodo». Sembrano piccole cose, ma sono in realtà accorgimenti molto importanti, in certi casi “salvavita”:


«Per stare bene l’organismo ha bisogno di mantenersi
in continua attività: le articolazioni vanno tenute
in esercizio, tutti i giorni, anche nei modi più
banali. I muscoli, se non utilizzati costantemente,
perdono tono. Le capacità propiocettive, che ti permettono di reagire agli stimoli esterni e di mantenere l’equilibrio, si indeboliscono e non si possono più recuperare completamente», spiega il fisiatra. 

Impara a scaricare il peso del corpo


Se abituarsi a passare più tempo in piedi è importante, non bisogna però esagerare, perché rischi di affaticare troppo la schiena. «Se sei costretta a stare a lungo ferma in stazione eretta, magari in coda, cerca un qualunque rialzo o gradino dove appoggiare un piede, in modo da non sovraccaricare la colonna. E sposta spesso il peso da una gamba all’altra», suggerisce il nostro esperto.


«In cucina, appoggia il bacino al lavello quando lavi i piatti o al piano di lavoro quando prepari la cena; mentre ti lavi i denti o rifai i letto, cerca sempre di piegare le gambe, in modo da non incurvare troppo la schiena verso il basso. Questi piccoli movimenti sono una forma di riposo attivo, perché cambiare posizione è indispensabile per la salute».


Aggiungi una passeggiata quotidiana


Quando ti sarai abituata a stare più tempo in piedi, ti verrà più voglia di muoverti, in primis di camminare. «Ottimo! Fa bene al cuore, tiene sotto controllo la glicemia, ti aiuta a bruciare calorie. Ma devi allenarti con criterio: comincia con 15-20 minuti al giorno, a passo medio, per poi arrivare gradualmente ai tre quarti d’ora a passo svelto», conclude l’esperto.

Lo sport, da solo, non basta


L’esercizio fisico non è sufficiente per fronteggiare i danni della sedentarietà, a prescindere da quanto spesso tu vada in palestra o pratichi una qualunque disciplina. Lo dimostrano diverse ricerche scientifiche: secondo uno studio della svedese Karolinska Institute, per ogni ora in più trascorsa sul divano aumentano del 26% le possibilità di sviluppare il diabete, e questo a prescindere dallo sport praticato.


«C’è inoltre il rischio che chi si muove poco tenda a esagerare quelle poche volte che fa sport, sfiancandosi in workout estremi senza avere il giusto allenamento e senza il necessario riscaldamento», dice il dottor Camerota. «In questi casi, non solo l’attività fisica non apporta alcun vantaggio, ma risulta addirittura controproducente».


Tieni conto, poi, che non tutti i tipi di movimento sono ok in caso di malattie già in atto: per un cardiopatico, per esempio, salire le scale può non essere consigliabile; meglio le passeggiate. Chi ha problemi articolari deve evitare le scale e le lunghe camminate, ma preferire sport in assenza di carico articolare come le discipline in acqua. Per gli ipertesi sono ok attività a bassa intensità, che mantengano il cuore sotto le 120 pulsazioni al minuto. 

Articolo pubblicato sul n. 13 di Starbene in edicola dal 15/03/2016

Leggi anche

Mal di schiena: come evitarlo

In linea con il fitwalking

Camminare bene… in 3 passi

Trekking: benessere vista mare

Trekking su misura

Pubblica un commento