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Apnee da sonno: cosa sono e chi ne soffre

La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Osas) interessa circa il 5% degli italiani



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Le obstruction sleep apnea syndrome (Osas) costituiscono una condizione patologica ancora scarsamente conosciuta, tanto che secondo un’indagine svolta da Philips su 32.000 medici di famiglia, soltanto il 10% dichiara di conoscere approfonditamente questa malattia, mentre il 90% vorrebbe saperne di più.

Per dirla molto semplicemente, alcune persone, menre dormoni, smettono di respirare per più di dieci secondi.


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Solitamente le Osas si distinguono in apnea centrale, quando determinata dall’interruzione dell’impulso respiratorio a livello cerebrale, e ostruttiva, ovvero causata da un’ostruzione delle vie respiratorie superiori: le Osas, però, possono essere anche il risultato di una commistione dei due meccanismi.

La diagnosi di Osas giunge quando le interruzioni del sonno durano per più di dieci secondi e non si verificano solo in concomitanza della fase REM o dell’inizio del sonno.

Le Osas costituiscono un disturbo che può insorgere a qualunque età: smettere di respirare in pieno sonno comporta al risveglio cefalea, mancanza di attenzione e difficoltà nel concentrarsi a scuola come a lavoro.

Se oltre alle Osas si riscontrano anche ipertensione arteriosa sistemico polmonare, policitemia, scompenso cardiaco e obesità, si parla di sindrome di Pickwick.

Si arriva alla diagnosi di Osas dopo l’esecuzione di un esame chiamato polisonnografia: proprio perché la condizione è grave e potenzialmente molto pericolosa, il 18 marzo scorso, in occasione della Giornata mondiale del sonno, l’Italia ha recepito una direttiva europea che obbliga i neopatentati e i cittadini chiamati al rinnovo della patente a sottoporsi al test medici per escludere di avere l’Osas.


Una volta fatta diagnosi del disturbo, la terapia consiste nell’indossare tutte le sere prima di dormire il CPAP (Continuous positive air way pressure, un dispositivo che aiuta a mantenere aperte le vie respiratorie), come pure può essere di enorme aiuto nella risoluzione della condizione dimagrire e riportare il proprio peso corporeo nella norma.

Se durante la polisonnografia si riscontrano più di quindici apnee per ora di sonno, è bene sapere che vi è un forte aumento del rischio cardiovascolare.

Come precisa il professor Raffaelino Roperto, MD Dirigente Neurochirurgo, San Filippo Neri, «la terapia dipende dalla gravità dei sintomi e dal tipo di apnea predominante (centrale oppure ostruttiva). Nell'apnea centrale, qualsiasi patologia associata, come scompenso cardiaco congestizio o un'ostruzione nasale, deve ovviamente essere trattata. Nei pazienti con apnea ostruttiva può essere utile, oltre alla terapia con CPAP e la perdita di peso, l'assunzione di una posizione in decubito laterale durante il sonno, l'evitare il vino e altre sostanze sedative».

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