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M’illumino di meno 2016 fa bene a te all’ambiente

Domani 19 febbraio 2016 la grande Festa del Risparmio Energetico: per l’iniziativa “M’illumino di meno” lasciamo a casa l’auto, usiamo la bici, spegniamo le luci di troppo. A vantaggio di salute e ambiente

Foto: Caterpillar per le scuole



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di Oscar Puntel


Culminerà il 19 febbraio, con una grande Festa del Risparmio Energetico, la dodicesima edizione di M’illumino di Meno 2016, campagna di sensibilizzazione sui consumi energetici e la mobilità sostenibile, ideata dalla trasmissione radiofonica Rai, Caterpillar. Ogni anno cittadini e amministrazioni locali vi aderiscono, spegnendo illuminazioni inutili, andando al lavoro in bici o a piedi, accendendo meno stufette. Insomma, ridurre l'uso di energia inquinante significa anche mettere in atto comportamenti più salutistici.


IN ITALIA UN TRISTE PRIMATO

Un'occasione e uno stimolo in più per aderire a questa iniziativa arrivano dai dati sull'inquinamento in Italia. Il nostro Paese detiene il record europeo di morti per smog: l'ultimo rapporto dell'Agenzia Ue per l'Ambiente parla di 84.400 decessi per inquinamento, in un anno. I fumi delle città, le cappe di smog che si addensano sopra le nostre teste uccidono più degli incidenti stradali.

E le cause principali sono proprio le famigerate polveri sottili e ultrasottili presenti nelle sostanze inquinanti dell'aria, rilasciate dai gas di scarico delle auto, dalle industrie, dai nostri impianti di riscaldamento. Sono le Pm2.5, il biossido di azoto e l’ozono.

Si respira peggio al Nord: Brescia, Monza, Milano, Torino sforano i livelli oltre i quali queste sostanze inquinanti diventano dei killer silenziosi. Al centro sud, annaspano Frosinone e Benevento.


PERCHÉ SI MUORE PER SMOG?

Di smog si muore perché queste particelle entrano nel nostro organismo e sono responsabili di alcune patologie respiratorie come asma, polmonite e bronchite.

«Le polveri sottili e ultrasottili rappresentano un problema anche per il nostro apparato circolatorio. In particolare nelle donne, il 50% di eventi cardiovascolari acuti come infarti, ictus ed emorragie cerebrali sono legate all'inquinamento. Queste polveri, proprio per via polmonare, si immettono nel sangue, scatenando processi di coagulazione», ci spiega Mario Canciani, primario di Pneumologia di Udine.

Come il fumo di sigaretta, lo smog va ad aumentare anche il rischio di tumori a polmone, tiroide e agli organi dell'apparato urogenitale.


CHE COSA FARE

Il cambio di alcune nostre abitudini è il modo migliore per ridurre la presenza di sostanze inquinanti. Prima di tutto occorre che ci muoviamo di più, che usiamo di più la bici (le nostre gambe o i mezzi pubblici) e di meno l’auto negli spostamenti.

M'illumino di meno 2016, per esempio, suggerisce iniziative come pedalate cittadine collettive, organizzate da Comuni o altri enti pubblici, “Pedibus scolastici” (ovvero bambini accompagnati a scuola a piedi), gestiti da genitori, nonni o insegnanti. Un buon modo per fronteggiare una giornata sedentaria in classe o in ufficio, con un minimo di attività fisica.


UN OCCHIO ANCHE ALL’ALIMENTAZIONE

Altri consigli suggeritici dallo pneumologo: «La nostra dieta deve arricchirsi di frutta e verdura colorata, variando di giorno in giorno. Sono alimenti che contengono molti antiossidanti e hanno una funzione di protezione dalle sostanze inquinanti”.


18 febbraio 2016


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