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In Italia arriva la family bag

Presto molti ristoratori si attiveranno per permettere ai clienti di portare a casa gli avanzi del pasto



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di Savina Confaloni

Hai presente la doggy bag l’usanza tutta americana di portarsi a casa quel che resta del pranzo o della cena al ristorante? Presto, potrebbe diventare una buona e diffusa abitudine anche da noi. Soprattutto se saranno i ristoratori stessi a proporcela, mettendo a disposizione dei contenitori ad hoc e persino chic (come quelli della foto qui sopra). Grazie a una campagna del Ministero dell’Ambiente contro gli sprechi alimentari, è stata presentata ufficialmente a Padova la family bag (il progetto pilota parte dalla città veneta, grazie ai primi 100 ristoranti individuati da Unioncamere Veneto). «Una piccola rivoluzione nelle abitudini degli italiani», spiega il sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani, che ha ripreso un tema caldo di Expo con l’intenzione di far partire iniziative che abbiano un immediato impatto sulle abitudini e lo stile di vita degli italiani. «È un dovere, come ci ricorda anche il Papa con la sua Enciclica, agire per migliorare il nostro rapporto con l’ambiente. Il tema dell’alimentazione e dello spreco è uno dei pilastri imprescindibili di questo percorso», continua il sottosegretario. I dati sono sotto gli occhi di tutti: nel mondo una persona su 8 soffre la fame, 2 miliardi di persone sono malnutrite, mentre un terzo del cibo prodotto, pari a 1,3 miliardi di tonnellate, viene sprecato. Solo in Italia, secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio nazionale sugli sprechi Waste Watcher (Last Minute Market/Swg), lo spreco di cibo, dalla dispensa di casa, al frigorifero, ai fornelli, al bidone della spazzatura domestico, vale complessivamente 8,4 miliardi di euro all’anno. L’introduzione della family bag nei ristoranti è un passaggio culturalmente importante. «Nessuna vergogna a portarsi a casa quello che resta di un pasto. Non sprecare deve essere il nuovo stile di vita e sarà indice di comportamento virtuoso», conclude il sottosegretario all’Ambiente.


MATERIALI RICICLABILI E DISIGN CHIC

I contenitori per le family bag sono stati realizzati grazie alla collaborazione con il Conai, Consorzio nazionale imballaggi, e con le aziende aderenti in tutta Italia in vari materiali, dal legno alla carta, all’alluminio. Permettono di trasportare il cibo facilmente e sono belli da vedere. Insomma, niente pacchettini unti e improvvisati per tornare a casa: dal ristorante si esce con un bel sorriso. E un’elegante “pochette” di tendenza tra le mani.


Guarda il video con l'intervista al sottosegretario all'Ambiente Barbara Degani:

La family bag per portare il cibo a casa

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