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Camminare bene… in 3 passi

Ecco i consigli (scientificamente provati) per camminare bene, tratti da una revisione operata dagli esperti della Harvard Medical School



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Camminare è una delle cose più semplici ed efficaci che tu possa fare per prenderti cura della tua salute: oltre a mantenere le ossa forti e a stimolare la funzionalità del sistema cardiovascolare infatti, camminando si può migliorare anche il benessere psicologico, dal momento che il movimento fisico è un ottima strategia per liberare la mente dai pensieri più ingombranti. Ma come camminare nel modo giusto?


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Innanzitutto mantenendo un buon passo!

Un gruppo di ricercatori dell'Università di Pittsburgh infatti ha evidenziato la fortissima correlazione tra la velocità dell’andatura e la longevità, sia negli uomini che nelle donne con più di 65 anni.

Più precisamente, revisionando una serie di sperimentazioni condotte in materia, all’incremento di 0,1 metri al secondo nella velocità del passo, è stata associata una riduzione del 12% del rischio di morte. E non solo: i partecipanti con un’andatura pari ad un metro al secondo (o più veloce) hanno vissuto più a lungo dell’aspettativa di vita stimata sulla base della loro età o del sesso.

Questo chiaramente non significa che, una volta raggiunta una certa età, concentrandosi sulla velocità dell’andatura si potrà vivere più a lungo, ma che piuttosto gli effetti benefici derivati dallo svolgimento di un’attività fisica regolare (fosse anche il semplice camminare) contribuiscono a migliorare la salute e quindi ad aumentare la longevità.

Anche sfruttare il supporto di bastoncini da trekking può rivelarsi una strategia utile per camminare meglio, soprattutto se si ama passeggiare in montagna o in luoghi dove il terreno è irregolare o sconnesso.

I bastoncini infatti permettono al corpo di contare su altri due punti d’appoggio oltre alle gambe, un fattore utile soprattutto mentre si percorrono le discese, ovvero durante il momento fisicamente più impegnativo sia per i muscoli dell'anca e delle gambe, sia per le ginocchia, che si trovano a sostenere una pressione tre o quattro volte superiore rispetto a quella normalmente sperimentata mentre si cammina in piano.

Diverse ricerche scientifiche poi hanno dimostrato come i bastoncini da trekking, durante le escursioni, permettano non solo di mantenere il corpo in posizione verticale, ma anche di migliorare la stabilità e di ridurre significativamente il rischio di incorrere in slogature o fratture della caviglia.

Ma i bastoncini da trekking possono essere utilizzati anche sul terreno pianeggiante (un’attività fisica soprannominata nordic walking poiché il movimento assomiglia a quello dello sci di fondo), permettendo di effettuare un miglior allenamento cardiovascolare grazie al coinvolgimento attivo delle braccia, di ridurre il carico su gambe e ginocchia, nonché di facilitare la deambulazione di coloro che soffrono di claudicatio intermittens, una vasculopatia causata dalla riduzione della circolazione sanguigna a livello degli arti inferiori.

Infine, per camminare bene, è necessario scegliere delle calzature adeguate: un suggerimento importante arriva da un gruppo di ricercatori del Rush University Medical Center di Chicago, dove sono state confrontate quattro tipologie di calzature (ovvero gli zoccoli, le scarpe “stabili” - con tacco e suola spesse circa cinque centimetri -, le scarpe per camminare - con tacco e suola più sottili - e le infradito) con risultati sorprendenti.

Lo studio, pubblicato su Arthritis Care & Research, ha infatti dimostrato come camminare con gli zoccoli o le scarpe “stabili” producano un’adduzione del ginocchio (ovvero lo spostamento del peso del corpo dall’esterno all’interno dell’articolazione) maggiore del 15% rispetto alle altre due tipologie di calzature, un dato importante se si considera che un’andatura di questo tipo potrebbe favorire l’insorgenza dell’artrite, non a caso dieci volte più frequente nella parte interna del ginocchio (tecnicamente nel compartimento mediale) che in quella esterna.

Suole rigide e tacchi alti insomma potrebbero influenzare l’andatura e incidere negativamente sulle articolazioni: meglio quindi preferire suole flessibili ed un tacco non troppo alto, all’incirca di due o tre centimetri.

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