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Dieta Lemme: cos’è e come funziona

Il farmacista Alberico Lemme ha ideato un metodo per dimagrire osteggiato dai nutrizionisti. Scopri perché e cosa prevede



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di Francesca Soccorsi

Nelle scorse settimane Alberico Lemme, lo stravagante “dietologo” dei vip che ha trasformato Flavio Briatore in un figurino, è salito agli onori della cronaca per essere stato schiaffeggiato in diretta tv dalla madre di una ragazza da lui definita “cicciona” nel corso della trasmissione Domenica Live di Canale 5. Ma chi è questa figura controversa che impazza sul piccolo schermo, ideatore di un metodo osteggiato dai nutrizionisti?


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TEST D’AMMISSIONE

Classe 1958, il farmacista Alberico Lemme fonda, oltre quindici anni fa, a Desio (in Brianza), Filosofia Alimentare®, Accademia nella quale insegna «il paradosso che se si vuole perdere peso bisogna mangiare». Il test di ammissione prevede un quiz, disponibile online sul sito filosofialimentare. it: se vuoi conoscere davvero il personaggio, prova a rispondere a qualche domanda, sarà un’esperienza illuminante più di tante parole.

Eccone una tra le tante: «Consumare a volontà bomboloni e cioccolata e dimagrire è un sogno realizzabile o impossibile? ». La risposta corretta? La prima. Ma lui non si limita a dirti un semplice sì o no. Il suo giudizio è molto più “scientifico”: se indovini ti “gratifica” con un «Esatto, testa di uomo!», mentre, se sbagli, ti mostra il muso di un asino con accanto la scritta «Sbagliato, testa di donna!».

Gli atipici modi di Lemme sono riassunti nel suo libro più famoso, L’uomo che sussurrava ai ciccioni (ed. Filosofia Alimentare): già, perché il farmacista non ha peli sulla lingua e chiama senza mezzi termini ciccione chi è in sovrappeso, proprio come ha fatto in tv.

METODI DA CASERMA

Sopra le righe sono anche i sistemi che utilizza con i pazienti, in gran parte donne, dato a dir poco curioso, visto che non perde occasione per definirle «incapaci di seguire qualsiasi regola alimentare perché prive di pensiero logico»: prima li fotografa, poi gli mostra inorridito tutto quello che di brutto c’è nel loro corpo e gli prescrive la dieta.

Chi non centra gli obiettivi viene espulso senza appello dal programma. Ma in molti resistono alle angherie, spendono 244 € al mese per assicurarsi la costante supervisione del guru e frequentano convinti il variopinto mondo-Lemme, fatto di ristoranti per gli umani, la catena RistoLemme, e per gli amici a quattro zampe, come il RistoBau & RistoMiao di Brescia.

PASTI RICCHI A ORARI PRECISI

Il programma demolisce il principio-cardine delle diete ipocaloriche, cioè che per perdere peso dobbiamo consumare meno. Secondo Lemme, possiamo bruciare i chili di troppo se mangiamo tanto, perché così  sfruttiamo le proprietà biochimiche dimagranti degli alimenti. Le calorie, dunque, non contano e gli unici parametri importanti sono l’indice glicemico dei cibi e il loro impatto sull’organismo: se, infatti, ingeriamo determinati alimenti al mattino, ci fanno smaltire il peso in eccesso, se li assumiamo la sera ci fanno ingrassare.

Nel programma, articolato in due fasi (una di dimagrimento, che ha una durata variabile a seconda del peso da perdere, e una di mantenimento, di tre mesi) sono, quindi, fondamentali gli orari dei pasti: la colazione va fatta entro le 9.30, il pranzo tra le 12 e le 14 e la cena tra le 19 e le 21. In più, sono ammessi due spuntini, tra le 10 e le 11 e tra le 16 e le 17, a base di tè e limone a spicchi.

«Che le calorie siano un concetto superato lo sappiamo da tempo: la differenza tra magri e grassi non dipende dalla quantità di cibo ingerito ma dalla qualità. Condivisibile è anche l’accento posto sulla cronobiologia: a parità di calorie assunte, l’effetto sul peso è diverso se le calorie sono introdotte al mattino o a alla sera, dal momento che, nelle prime ore della giornata, è più elevata la produzione di ormoni deputati al dispendio energetico, mentre la sera aumenta quella delle sostanze, in particolare l’insulina, responsabili dell’accumulo», chiarisce il dottor Luca Speciani, medico e alimentarista

ZERO FRUTTA E VERDURA

Ma è la scelta degli alimenti ad attirare gli strali dei nutrizionisti: quantità illimitate di pasta, da consumare solo al mattino presto, oltre che di carne, pesce e grassi. Il metodo prevede l’eliminazione totale di dolci, sale, zucchero, aceto, latticini e, soprattutto, di frutta e verdura (riammesse in quantità modeste nelle fasi avanzate della dieta): i vegetali farebbero ingrassare perché alzano l’insulina.

«È una teoria che non ha alcun fondamento scientifico. Questi alimenti, essendo ricchi di fibre, scongiurano i picchi glicemici. Al contrario di quanto fa un piatto di pasta», nota Sara Cordara, biologa nutrizionista. Però ai fan della Filosofia Alimentare® non importa e il successo del “dietologo” farmacista continua inarrestabile.

«NIENTE SPORT FA INGRASSARE!»

Alberico Lemme vieta l’esercizio fisico, reo di bloccare la perdita di peso, perché l’acido lattico prodotto con l’allenamento verrebbe trasformato dal fegato in glucosio e rientrerebbe in circolo sotto forma di zucchero.

«In realtà la formazione di questa sostanza “di scarto” avviene solo durante gli sforzi molto intensi (non nelle attività moderate), quando i muscoli bruciano (e quindi consumano) molte energie per muoversi», commenta il dottor Luca Speciani.

«Il vero motivo per cui Lemme vieta l’attività fisica è far perdere massa magra, in modo da incrementare il calo di peso dei suoi pazienti. Se, però, si misurassero le variazioni di composizione corporea con uno strumento serio, come un bioimpedenziometro, ci si accorgerebbe immediatamente della bufala». 

Articolo pubblicato sul n.24 di Starbene in edicola dal 31/5/2016

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