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A dieta all’università

Due studentesse hanno perso i chili di troppo limitando i pasti in mensa con qualche astuzia. Ecco come



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di Simona Acquistapace

Entrambe studentesse, Morgana (23 anni) e Veronica (25) hanno lasciato la Sardegna per frequentare l’università in Lombardia. E, purtroppo, nel passaggio dalla cucina di mamma (fan del cibo sano) alla mensa del campus hanno perso in qualità e guadagnato in quantità.


Patatine fritte a pranzo e cena e dolci sempre a disposizione: Veronica, arrivata per prima, ha messo su 10 chili in due anni e Morgana, quando l'ha raggiunta, ha seguito le sue orme anche sulla bilancia. È stato allora che mamma Franca, affezionata lettrice di Starbene, ha tirato fuori l'asso dalla manica: il numero di telefono della dietologa Carla Lertola. E le ragazze se lo sono giocato bene.


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Quanti chili avete perso?

Veronica: Finora 10. A giugno pesavo quasi 72 chili, troppi per i miei 158 cm. Oggi, dopo 7 mesi, ne peso 62 e punto a smaltirne ancora altri 5. 
Morgana: Io ne ho persi 7. Sono partita da 54 kg (sembrano pochi, ma sulla mia minialtezza di 1,52 m si vedevano tutti!) e ora sono arrivata a 47. Ancora un chilo, poi comincio il programma di mantenimento.


La vostra arma segreta? 

V: Un fornello elettrico. L'ho comprato per cucinare in camera i cibi della Dieta Libera e limitare i pasti in mensa. 
M: Il pane carasau. Me lo sono fatta spedire dalla Sardegna, gli 80 g previsti dalla dieta sono una dose che dà grande soddisfazione, anche in termini di volume.

Le rinunce più difficili?


V: Il gelato, ma grazie al cielo (anzi, grazie alla dottoressa) già dopo un mese, a luglio, ho potuto mangiarlo una volta alla settimana, al posto della frutta prevista negli spuntini. E poi alcuni cambiamenti si sono rivelati non delle rinunce, ma delle belle scoperte, come i legumi: prima li mangiavo solo nel minestrone, ora me li gusto come pietanza, sono buoni (adoro i fagioli all'uccelletto!) e veloci da preparare.


M: I croissant, ma ho dovuto bandirli solo all'inizio della dieta. Al secondo appuntamento, la dietologa me ne ha concesso uno alla settimana, da mangiare a colazione con il caffè, al posto del latte e cereali. La mia scoperta? La pasta integrale, quando me la proponeva mia madre dicevo "che schifo", adesso la trovo gustosa abbinata al pesce e alle verdure. E mi sazia di più.

Le ricette vincenti?


V: Il riso venere in insalata, con i sottaceti (facilissimo da cucinare anche in camera, al campus).

M: Le penne integrali con pesto, pomodoro fresco e tonno: basta un fornello, come in campeggio...

I migliori alleati?

V: La mamma, sicuramente. Sia con l'incoraggiamento, sia con l'esempio: lei è super salutista, in casa non esiste cibo spazzatura, il massimo dei vizi sono l'acqua gassata e il té verde! Un po' meno d'aiuto è stato Fabio, il mio fidanzato: anche se è molto sportivo, a volte si lascia andare con snack e patatine...

M: Mia sorella, vederla così determinata mi ha spronata. E anche mio padre, quando viene a trovarmi mi porta a fare shopping a Milano e così mi pongo come obiettivo una taglia in meno!

Avete mai odiato Carla Lertola?

V: Mai, mi ha sempre aiutata a trovare delle soluzioni per seguire la dieta con facilità.

M: Solo un po’ quando mi ha proibito i sughi pronti...

Il menu tipo delle sorelle


Ecco un esempio di giornata alimentare di Veronica e Morgana.

> a colazione
Una tazza di caffè e latte parzialmente scremato (150 ml) + 30 g di biscotti per Morgana, di muesli per Veronica

> a metà mattina
Un'arancia o una mela (200 g)

> a pranzo
Un panino (80 g), 150 g di tonno o salmone in scatola al naturale, un'abbondante insalata di cavolo cappuccio e carote

> a merenda
Una pera (200 g). O, se a pranzo il panino era da 50 g invece di 80, una bruschetta con 30 g di pane carasau e pomodorini

> a cena
Un piatto di linguine (80 g) con pesto e fagiolini, 140 g di cannellini in insalata con cipolla e prezzemolo


> dopo cena
Un quadratino di cioccolato fondente per Veronica (Morgana evita la tentazione)

> giornalmente 
4 cucchiainii di olio extravergine d'oliva (il pesto va dosato come l'olio) verdura libera e in abbondante quantità

IL PARERE DELLA DIETOLOGA

«L’esperienza di Veronica e Morgana dimostra la semplicità della Dieta Libera. Pur non avendo una cucina attrezzata, le due sorelle hanno potuto seguire il programma alimentare mangiando a pranzo, in mensa, pane, affettati (o formaggi, uova, legumi) e insalate, evitando così le ietanze ipercaloriche e troppo condite. E preparando alla sera sul loro fornelletto gustosi piatti unici con carboidrati, pesce e verdure.


La loro fedele alleata? La bilancia pesalimentiIl mio consiglio, infatti, è che durante la dieta si pesi ogni ingrediente. Solo una volta raggiunto l’obiettivo, durante la fase di mantenimento, si possono dosare a occhio i cibi», spiega Carla Lertola.

Articolo pubblicato sul n. 6 di Starbene in edicola dal 26/01/2016

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