A A

Bilancia: aiuta davvero a dimagrire?

È utile per chi è in sovrappeso, ma per alcuni può trasformarsi in un vero nemico. Ecco il parere degli esperti



0

di Daniela Bavestrello

La notizia è rimbalzata sui giornali di tutto il mondo: pesarsi regolarmente fa dimagrire. Lo garantisce l’Università di Tampere (Finlandia), che riprende studi svolti anche negli Usa. Quello che è passato, però, non è il messaggio forte di questa ricerca cioè che le persone con molti chili di troppo devono imparare a tenere sotto controllo il proprio peso, salendo sulla bilancia almeno 1 o 2 volte la settimana, per non rischiare di ingrassare ulteriormente, e per seguire con più costanza un programma alimentare equilibrato.

Sono invece stati rilanciati all’opinione pubblica solo dati parziali, slegati tra loro. Il risultato? È quello che accade quando leggiamo le statistiche a metà. Si fa credere che l’appuntamento quotidiano con la bilancia possa essere la nuova formula per dimagrire. E allora? Bilancia sì o no? E con quale frequenza? Gli esperti si dividono. Chi a favore, chi contro. Ma la risposta vera è capire. Vediamo allora di scoprire perché, per certe persone, in alcuni momenti è meglio pesarsi spesso. Mentre per altre persone la bilancia diventa il primo nemico. Quello da eliminare dal bagno, o da casa. Almeno per un po’.

Fai la tua domanda ai nostri esperti

Quando è un appuntamento prezioso
Le persone che hanno una diagnosi di sovrappeso o di obesità lieve, hanno un gran brutto rapporto con la bilancia. Da tempo hanno imparato a evitare questo guardiano scomodo. Che misura con occhio malevolo la distanza che le separa dalla possibilità di sentirsi meglio. Almeno nel peso, e negli abiti.  Per queste persone, che devono intraprendere un percorso di “riabilitazione” verso il benessere, il fatto di riuscire a pesarsi può essere già una vittoria. E, soprattutto nei primi tempi, quando la perdita di peso è solitamente abbastanza rapida, in relazione al cambio di abitudini di vita (aumento dell’attività fisica, monitoraggio della quantità dei cibi che si mangiano, abbandono di abitudini nocive come l’assunzione eccessiva di alcool o il fumo) salire sulla bilancia e vedere il peso che scende è una bella spinta in più per continuare il progetto “star bene”. 

Pesarsi, anche tutti i giorni, assume il significato di fare attenzione, monitorare con costanza il proprio cammino verso una migliore qualità della vita, non dimenticare neppure per un momento che si sta facendo qualcosa per la propria salute. Inoltre aiuta a capire che il peso è un dato altalenante, su cui influiscono anche altri fattori: la situazione ormonale, lo stress, la passeggiata con gli amici. Una via maestra per imparare che il controllo non deve essere quello del peso, ma quello del cibo che si mangia.

Infine il compito di pesarsi ogni giorno, all’inizio di una dieta, può essere un buon indicatore della voglia reale di seguire il programma verso uno stile di vita più sano. Chi rinuncia subito al facile impegno di pesarsi quotidianamente, è più propenso ad abbandonare il ben più difficile compito di organizzare le proprie giornate e fare le scelte migliori per la propria salute.

Quando è controproducente
Ci sono, però, situazioni in cui pesarsi ogni giorno non solo non serve, ma diventa addirittura dannoso. Succede quando l’obiettivo non è quello di perdere una quota significativa di chili, ma solo di limare il proprio aspetto fisico, di modellare, apparentemente a forza di etti, una immagine di sé che sembra fatta solo di chili. In questi casi pesarsi ogni giorno (o ancora più spesso) non ha nulla a che fare con la salute, ma è un’ossessione. Il peso, o meglio la bilancia, sancisce il livello di benessere, non più in termini di salute, ma in termini di felicità.

L’ago della bilancia diventa l’ago dell’umore: se scende sono contenta, se sale sono triste, e la giornata cambia aspetto. La bilancia decreta se si può uscire con gli amici, se si può andare al cinema, se si ha il diritto di essere amati. La disintossicazione, doverosa, prevede la proibizione di pesarsi per tempi anche relativamente lunghi. Perché bisogna recuperare il vero valore dell’esistenza, che non si misura in chili.

L’ideale è una volta la settimana
«Io consiglio, a chi segue la Dieta Libera, di pesarsi settimanalmente, per esempio al sabato, appena sveglie», commenta la dottoressa Carla Lertola, ideatrice della Dieta Libera di Starbene. «A mio avviso i controlli giornalieri rischiano di far demoralizzare chi, pur rispettando diligentemente le regole del regime ipocalorico, vede che l’ago della bilancia resta immobile o scende di poco.Eppure è normale, per esempio nei giorni che precedono l’arrivo delle mestruazioni.

Nell’arco di una settimana, però, la bilancia è in grado di registrare i risultati di un reale processo di dimagrimento e quindi può essere uno strumento che aiuta a proseguire la dieta con convinzione. E trovo invece fondamentale, quando si inizia la dieta e se non sei sicura delle porzioni, pesare bene i cibi che si mangiano, per rispettare le dosi consigliate».

Articolo pubblicato sul n.35 di Starbene in edicola dal 18/08/2015

Tutto sulla dieta libera

Cibo spazzatura: la dieta per dirgli addio

Street food: ok anche a dieta

Cosa comprare se sei a dieta da sola

Via libera alle tentazioni

Adolescenti e dieta: il menu giusto

Spiaggia: tre ricette fresche e golose

Il menu tutto gelato

3 piatti gourmand per la tua dieta

Il menu salvatempo

Cos'è la dieta libera di Starbene

Pubblica un commento